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Tareq Aziz condannato, il grido silenzioso di Pannella di A. Chirico

ottobre 26, 2010 di Redazione 

La sentenza emessa nei confronti dell’ex numero due del regime di Saddam dai nemici interni di allora. Il figlio: «Si vendicano». L’Europa: «Inaccettabile». Lo storico leader Radicale, da 24 giorni in sciopero della fame, passa ad uno sciopero totale. di ANNALISA CHIRICO

Nella foto, Tareq Aziz

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di ANNALISA CHIRICO

“Come con Saddam vogliono strozzarlo per impedirgli di parlare”.
Marco Pannella, da 24 giorni in sciopero della fame, è passato a uno sciopero totale. Ha smesso di bere. Qui puoi leggerlo dalle sue parole.

Un uomo di ottant´anni di fronte alle logiche insondabili di un conflitto internazionale dalle conseguenze ancora irrisolte. In un Paese che da sei mesi è senza governo.
La denuncia di un patto scellerato tra pochi “grandi” impostori, che hanno fatto scoppiare la guerra, quando ancora erano possibili vie alternative, a partire dall´esilio di Saddam Hussein.
Oggi, dopo le scottanti rivelazioni di Wikileaks, l´Alta Corte Penale irachena sentenzia la condanna a morte di Tareq Aziz, il numero due del regime iracheno, il “volto presentabile” all´estero, l´uomo che conosce gli anfratti profondi della politica irachena. E il figlio parla di vendetta.

Si sa, Marco Pannella è visionario, idealista, folle per necessità.
Al di là delle umane preoccupazioni, io imparo, una volta di più, che, quando senti di agire per le “giuste ragioni”, devi fare quel che è da farsi. Accada poi quel che può.

ANNALISA CHIRICO

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