Top

Quella di Marchionne utile provocazione Anche se viene dal ‘pulpito’ meno adatto Forze politicosociali rispondano creando Lerner: “I nostri operai sono i più poveri” NELLA FOTO, L’AD: ‘Ora vieni avanti Italia’

ottobre 25, 2010 di Redazione 

L’ad Fiat ha detto che il Lingotto vivrebbe meglio senza (e quindi fuori) dall’Italia. Purtroppo è un dato di realtà. La reazione da avere non è dunque quella dell’arroccamento (auto)difensivo, ma raccogliere una sfida utile, anzi, necessaria per il Paese. Le sferzate di Marchionne fanno male, ma è un male costruttivo: l’Italia ha bisogno di ripartire, ora, o per farlo bisognerà aspettare il disastro dopo il quale non si potrà però tornare laddove oggi possiamo tornare, al posto che ci compete nel mondo, alla guida della civiltà. Approfittiamo del male sulle mani che devono ricostruire il nostro grande Paese provocato dalle vergate di Marchionne per sentire quel prurito necessario a rimetterci subito al lavoro. Che poi la Fiat debba tutto all’Italia è un altro dato di realtà che meriterebbe maggiore riconoscenza in un momento nel quale non avessimo terreno da recuperare; oggi lamentarsi per la memoria corta di Marchionne da questo punto di vista significa fare polemica autoreferenziale. A noi non importa dell’ad Fiat; a noi importa dell’Italia. E per l’Italia è giunto effettivamente il momento di muoversi. Come dice tra le righe il canadese. Non è un caso, come scrisse il professor Gaggero, che gli stimoli vengano da persone che non condividono (del tutto) la nostra eredità storica e culturale: dobbiamo liberarci e metterci nella condizione di ragionare come lui. Naturalmente la soluzione non è portare la Fiat fuori dall’Italia; è far sì che l’Italia sia il luogo nel quale tutti vogliono portare le loro Fiat. Ma non perché qui le condizioni minime fossero veramente minime; ma perché questo è un luogo che ribolle di (nuova) cultura, che funziona, e nel quale investire conviene. Perché il Paese investe su di te. Sul futuro. Forza, Italia. E’ più critico con Ser- gio (Marchionne) il conduttore de L’Infedele: eccolo.

Nella foto, Sergio Marchionne

-

di GAD LERNER

Sarà il padre missionario comboniano Alex Zanotelli, testimone diretto della rivolta dei paesi vesuviani contro le discariche dei rifiuti, ad aprire la puntata dell’Infedele stasera alle 21,10 su La7. Subito dopo nel nostro studio passeremo la parola a Maurizio Landini, segretario generale della Fiom Cgil. Suppongo avrà qualcosa da dire a Sergio Marchionne, l’amministratore delegato convinto che, senza la sua presenza italiana, la Fiat farebbe meglio.

Tra i lavoratori dipendenti del nostro Paese (ma anche fra le partite Iva) è sempre più diffusa una condizione di povertà, a causa dei redditi decisamente più bassi rispetto ai colleghi degli altri paesi industrializzati: nella classifica Ocse il salario medio italiano è retrocesso al ventitreesimo posto. Davvero alla Fiat, che mantiene in Italia il 40% circa delle sue vendite automobilistiche, converrebbe spostare altrove le fabbriche? Oltre che poveri, i lavoratori italiani stanno diventando superflui?

GAD LERNER

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom