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***Il commento***
(QUANDO) L’AUTOREFERENZIALITA’ E’ UNA TRAPPOLA
di GAD LERNER

ottobre 23, 2010 di Redazione 

Il conduttore de L’Infedele corona la nostra riflessione di ieri chiedendosi se dietro al circo mediatico-politico non ci sia, in questa fase, un vero e proprio disegno. Il cortocircuito dell’informazione in Rai. La sistematicità con la quale Sallusti-Feltri-Porro appaiono in tivù tradisce la funzione disturbatrice e volta a creare diversivi della squadra de il Giornale. Sarà un “caso”, si chiede, l’autoreferenzialità di questo periodo? di GAD LERNER

Nella foto, Gad

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di GAD LERNER

Complimenti a “Annozero” per i suoi ascolti formidabili che rovesciano ogni tentativo di censura: giovedì ha di nuovo vinto la sfida del prime time, e senza ammorbarci con la storiaccia di Avetrana.

La solidarietà a Michele Santoro e agli altri colleghi della Rai, sottoposti a un continuo boicottaggio da parte di un vertice aziendale sensibile solo alle necessità propagandistiche del governo, e disinteressato alla buona informazione.

Mi chiedo però se concentrarci sullo scontro in atto sul terreno dell’informazione – ossessivamente seguito anche dai giornalisti di destra che hanno preso il posto dei politici Pdl in ogni talk show – non sia, oltre ad un problema “generico” di autoreferenzialità (quello denunciato da mesi e in particolare ieri da questo giornale) un modo per cadere in una trappola.

Si parla di noi (e di “loro”, ovvero delle scorribande del “Giornale” e di “Libero”, incapaci di tradursi autonomamente in approfondimento televisivo) e si cancella ogni altro sguardo su quel che ci accade intorno.

Penso, su tutto, alle proteste: allo spazio minimo ottenuto in tv dalla manifestazione dei metalmeccanici e dalle loro controversie sulle condizioni di lavoro. Ma anche alla semi-paralisi dell’università, o alla lotta dei pastori sardi.

Nella Francia percorsa da tensioni sociali, nel Regno Unito dove il governo annuncia mezzo milione di posti tagliati nel settore pubblico, l’attenzione generale si concentra sui nodi che l’esecutivo è costretto ad affrontare.

In Italia si parla sistematicamente d’altro.

Tutte cose già viste.

Sarà un caso?

GAD LERNER

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