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Se Silvio in convalescenza una settimana dibattito pubblico (sì, teatrino) si spegne Agli altri mancano del tutto le idee (forti)

ottobre 19, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana non ne risente, perché siamo noi a dettare l’agenda alla nostra politica. Ma se aprite un qualunque altro giornale on line, o valutate con attenzione i contenuti delle pagine di politica degli altri grandi quotidiani cartacei, vi accorgerete che è come se la politica italiana si fosse presa una vacanza. In realtà si tratta di una “vacanza” che dura ormai da anni, sopperita almeno nella formulazione di immagini – che non è detto né corrispondano a fatti concreti, quasi mai, né siano immagini utili al Paese – dal presidente del Consiglio. Ed è così che ora che Berlusconi è costretto a qualche giorno di stop per riprendersi da una piccola operazione la nostra politica – o, meglio, appunto, il suo teatrino – si affloscia. Non è detto sia un male: il modo più efficace per non vivere è vivere troppo. Così la politica italiana smette di essere tale quando parla e “agisce” (autoreferenzialmente) troppo. Un periodo – ci vorrebbe molto più lungo – di astensione dalla distrazione – perché di questo si tratta – aiuterebbe forse una ri-presa di consapevolezza e favorirebbe la maturazione di qualche idea. Antonello Caporale, nel suo Breviario satirico su Repubblica, anni fa riportò una frase di Bossi: «Questo fine settimana ci metteremo a fare dei ragionamenti». Chissà che non sia il momento buono anche per la nostra politica autoreferenziale di oggi. In attesa del rinnovamento. Ma i giovani, invece di sgomitare con le tattiche (autoreferenziali), diano luogo ad una bellissima battaglia di idee. Sin da ora. Perché non si inventa nulla (è proprio il caso di domandarselo?).

Nella foto, il presidente del Consiglio: «Io stavolta non c’entro, eh…»

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