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E’ pensiero di possibile leader del futuro ‘Lavoro, avete ragione: urge idea-Paese’ Se oggi Alicata interviene sul Politico.it/2

ottobre 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

I taccuini di Cristiana. Avete ragione, naturalmente, voi (noi) del giornale della politica italiana. Il concetto che al Pd serva un proget- to organico e complessivo per il futuro dell’Italia, partito da qui ha ormai attecchito. In questo suo secondo discorso Alicata prende l’abbrivio dal tema dell’occupazione, che si crea, scrive, solo attraverso l’implementazione di un «serio piano industriale». Che preveda, naturalmente, di fare in modo che le aziende possano «riconvertirsi e poi riassorbire». Innovazione. E magari, a latere, la formazione per- manente. Se il futuro dell’Italia passa (solo) di qui. Read more

E’ pensiero di possibile leader del futuro ‘Pigi, su diritti dei gay nessuna timidezza’ Se oggi Alicata interviene sul Politico.it/1

ottobre 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

I taccuini di Cristiana. La giovane scrittrice del giornale della politica italiana è una delle papabili alla guida del centrosinistra (o della nuova politica) del domani. Classe ’76, donna e omosessuale, ha una caratteristica che l’ha portata su queste pagine e la distingue da una parte degli altri: ha idee da mettere in campo. A 360°. Oggi trascorre un po’ di tempo con noi. E ci propone due discorsi. Sul tema del riconoscimento dei diritti dei gay e sul lavoro; due temi sensibili e importanti per la sinistra, sì, ma in realtà per tutta la politica italiana. Perché la nostra politica onesta e responsabile del futuro immaginata qui non fa differenze tra destra e sinistra, ma tra chi vuole fare il bene del Paese e chi no; e si può fare il bene di un Paese discriminandone una parte? No. Riconoscere i diritti dei gay è un fatto che prescinde della cultura radicale e libertaria; toglietelo da quella categoria. E’ un fatto di civiltà, perché non introduce nessuna libertà che nega la Libertà a nessuno – come può, eventualmente, accadere quando si parla di questioni più delicate che riguardano magari la vita o la morte, come ad esempio l’eutanasia – ma, semplicemente, porta degli esseri umani oggi a rischio di emarginazione – o peggio – dentro la società, mescolandoli agli altri e rendendo quindi il Paese più forte. Come deve avvenire con tutte le minoranze; fare squadra, e nessuno obiettivo ci è più precluso. Del lavoro parleremo più tardi. Prendete ora il taccuino di Alicata dunque e leggete: il pesce sguscia dalle mani di Bersani, ovvero: la voragine del Pd (e del suo segretario) sui diritti civili.             Read more

Pigi-D’Alema, altro che ‘partito del lavoro’ Sentite Raimo: “Notre futuro conoscenza” Battaglia de il Politico.it per ‘rivoluzione’ La cultura (di) nuovo (il) motore dell’Italia

ottobre 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Facciamo (per una volta) prima le presentazioni. Pigi e Massimo: ex quadri del Pci spintisi troppo avanti in un’era che non è più la loro. Christian Raimo: scrittore e insegnante. Il giornale della politica italiana lo conoscete: è il laboratorio della (nostra, nuova) politica del futuro, perché è qui che i maggiori talenti della politica italiana si confrontano ed è qui che si anticipa la new-lingua, il linguaggio della nostra politica del domani. Linguaggio che, insegna il grande Gianrico Carofiglio (nella foto) in una bellissima puntata de L’Infedele del nostro Gad andata in onda ieri sera su La7, è la ramificazione del pensiero, il suo limite e la sua potenzialità: noi pensiamo ciò che possiamo dire, ovvero le parole definiscono le nostre idee. Quelle della politica italiana di oggi sono o del tutto autoreferenziali, quando non eversive (da parte di una parte della destra) o vecchie, terribilmente vecchie o (lo diciamo con grande sensibilità o meglio non coinvolgendo le persone colpite davvero) afasiche (quelle della sinistra). Come quella che dovrebbe definire, sintetizzare, simboleggiare la piattaforma, o ancora meglio la cultura, del Partito Democratico: lavoro. Ma la società moderna è una società delle idee, dei «contenuti», come ripete spesso Luca Barbareschi; e in una società del genere le “parole che contano” sono conoscenza, cultura, intelligenza. Che poi sono (infatti) le tag del Paese che sogniamo. Quello fondato su un completo ribaltamento di piano che faccia della cultura, appunto, il nostro ossigeno. Perché la cultura non si mangia, ma la cultura dà da mangiare, come abbiamo già detto a Giulio Tremonti. La cultura è la chiave dell’Italia del domani, un Paese che può conoscere un nuovo rinascimento, quando non un nuovo classicismo, se solo ha la lungimiranza e il coraggio di provarli. In questo Paese la televisione pubblica è un patrimonio irrinunciabile, strategico: non vendetela uomini politici autoreferenziali di oggi; non è il sistema che non va (anche se, ci insegna Sofia Ventura, è il sistema che fa la politica): siete (ormai) voi a non andare (più). La classe dirigente del futuro deve, può avere (dopo tutto questo – ?) l’ambizione di avere l’onestà e la responsabilità, e il respiro, per non avere bisogno di legarsi le mani per non mangiare la torta nel frigo. Le mani servono per costruire cose bellissime. E dobbiamo lasciarle libe- re. Libere di fare dell’Italia un nuovo, grande Paese. Read more

Se Silvio in convalescenza una settimana dibattito pubblico (sì, teatrino) si spegne Agli altri mancano del tutto le idee (forti)

ottobre 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana non ne risente, perché siamo noi a dettare l’agenda alla nostra politica. Ma se aprite un qualunque altro giornale on line, o valutate con attenzione i contenuti delle pagine di politica degli altri grandi quotidiani cartacei, vi accorgerete che è come se la politica italiana si fosse presa una vacanza. In realtà si tratta di una “vacanza” che dura ormai da anni, sopperita almeno nella formulazione di immagini – che non è detto né corrispondano a fatti concreti, quasi mai, né siano immagini utili al Paese – dal presidente del Consiglio. Ed è così che ora che Berlusconi è costretto a qualche giorno di stop per riprendersi da una piccola operazione la nostra politica – o, meglio, appunto, il suo teatrino – si affloscia. Non è detto sia un male: il modo più efficace per non vivere è vivere troppo. Così la politica italiana smette di essere tale quando parla e “agisce” (autoreferenzialmente) troppo. Un periodo – ci vorrebbe molto più lungo – di astensione dalla distrazione – perché di questo si tratta – aiuterebbe forse una ri-presa di consapevolezza e favorirebbe la maturazione di qualche idea. Antonello Caporale, nel suo Breviario satirico su Repubblica, anni fa riportò una frase di Bossi: «Questo fine settimana ci metteremo a fare dei ragionamenti». Chissà che non sia il momento buono anche per la nostra politica autoreferenziale di oggi. In attesa del rinnovamento. Ma i giovani, invece di sgomitare con le tattiche (autoreferenziali), diano luogo ad una bellissima battaglia di idee. Sin da ora. Perché non si inventa nulla (è proprio il caso di domandarselo?). Read more

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