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Santoro/1. Cvd giovedì Annozero sarà regolarmente in onda Crespi

ottobre 15, 2010 di Redazione 

L’arbitro invocato dal conduttore per fermare la sospensione di dieci giorni decisa da Masi ha stabilito che Michele potrà essere regolarmente su Raidue giovedì prossimo e quello dopo. Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano in grado di offrire il commento in tempo reale delle proprie grandi firme. Le valutazioni a caldo sulla vittoria di Santoro (e sulla conseguente sconfitta del direttore generale e, quindi, del premier) sono affidate al nostro editorialista numero uno, che nei giorni scorsi aveva previsto sempre qui un epilogo di questo tipo. di LUIGI CRESPI

Nella grafica, Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

Scusate, ma lo avevo scritto qualche giorno fa come sarebbe andata a finire, non perché dispongo di facoltà precognitive ma perché era evidente a chiunque che la strategia del direttore generare della Rai, Mauro Masi, si sarebbe dimostrata un rilancio trionfante per Michele Santoro che ieri sera ha avuto il 23,47 di share, pari a 6 milioni 283 mila spettatori, un record per questa stagione che certamente non può essere giustificato dal parterre deboluccio di cui disponeva.

Santoro che di questi scontri si nutre e dal contrasto riesce ad attingere sempre una forza decuplicata ha inoltre lanciato il suo appello al pubblico a non lasciar chiudere Annozero, una specie di richiesta di plebiscito, una chiamata alle armi che ha seppellito la Rai.

A conclusione del disastro firmato da Mauro Masi anche la notizia che grazie alla richiesta di arbitrato Annozero sarà in onda regolarmente con un Santoro più incazzato che mai anche giovedì prossimo e il prossimo ancora, perché l’arbitro ha sospeso la sanzione disciplinare fino alla sua pronuncia, come prevede l’articolo 7 dello Statuto dei lavoratori.

Quindi doppia vittoria e doppia umiliazione per Mauro Masi che esce quanto meno ridicolizzato da questo confronto che ha gestito in modo inopportuno e maldestro danneggiando se stesso, il suo azionista oltre che la sua azienda, e che ora deve essere messo nelle condizioni di non nuocere più a nessuno, la misura è colma.

LUIGI CRESPI

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