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In questa chiave non funziona snobismo Ma nemmeno quegli attacchi da Bersani Bisogna agire sull’humus degli interessi Se il Politico.it lo sostiene ormai da mesi Ora Veltroni: “Accogliamo solo chi serve”

ottobre 15, 2010 di Redazione 

La declinazione veltroniana rischia però di essere eccessivamente tranchant e un po’ razzista. E in quanto non “sentita” di suonare falsa e di non essere efficace. Il problema non è infatti assumere una sorta di utilitarismo della solidarietà. La solidarietà è un valore irrinunciabile. Ma non può prevalere sulla soddisfazione delle necessità del nostro popolo. La risposta da dare è allora più sottile e stratificata. Da un lato, naturalmente, c’è la conferma che l’immigrazione non può essere «un diritto» – e in questo senso fa accapponare la pelle, per le possibili conseguenze che ciò, se applicato, avrebbe sulla nostra economia e sulla nostra vita, la tesi di Vendola per la quale la circolazione sul globo terracqueo debba essere «libera», non solo nelle enunciazioni dei diritti ma anche nell’applicazione politica quotidiana. In altre parole: frontiere aperte, e tanti saluti alla tenuta del nostro sistema socio-economico: niente Bengodi per gli immigrati e nemmeno più una patria per noi. Bel risultato certamente – e gli afflussi vanno regolati e limitati; e la lotta contro l’immigrazione al di fuori di questa regolamentazione dev’essere tale da tendere a fermare questo fenomeno, per quanto possibile. …

Nella foto, l’ex leader del Pd: «(E) buonanotte…»

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Dall’altro lato c’è la necessità, che si pone in particolare per i partiti di centrosinistra, a tutt’oggi percepiti dagli italiani come “partito degli stranieri”, e non come un loro partito, di recuperare sensibilità nei confronti del nostro Paese: nostro, appunto. Che significa che gli italiani non possono sentire dalla politica italiana – dal centrosinistra – una voce flebile, lontana, di chi parli loro dal settore dello stadio riservato agli ospiti; dobbiamo stare tra noi, dobbiamo essere italiani, avere nel cuore, e così dare mostra di averlo, prima i nostri connazionali. Che si sentano protetti dalla politica che dovrebbe essere italiana, e non internazionale. Prima pensiamo alla nostra gente, poi, naturalmente, a chiunque abbia bisogno. Ma prima a noi. Perché, tra l’altro, se il nostro Paese, e quindi la nostra gente, non si rafforzano, due sono le conseguenze: la prima è che continuerà ad esserci razzismo e indisponibilità ad accogliere nei confronti di chi viene, con l’effetto che qualunque politica di integrazione – che non preveda preventivamente ciò che abbiamo indicato – andrà a vuoto; la seconda è che presto non avremo un Paese nel quale accogliere chicchessia, come non può occuparsi di un altro che abbia particolarmente bisogno di noi chi non si assicuri prima di tutto di sopravvivere lui stesso. Cari Democratici, avete bisogno di cambiare mentalità: levatevi dalla testa l’ipocrisia di sinistra della solidarietà senza se e senza ma, e cominciate a ragionare di politica vera. Solo così tornerete a vincere e solo così la Lega smetterà di far presa sull’elettorato.

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