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Ma (a ‘sto giro) Guzz non (la) pensa così “Noi avanti con terzo polo, e vinceremo” E il Politico.it dà spazio a tutte le opinioni

ottobre 13, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. E del pensiero intelligente. L’intelligenza richiede la libertà. Di pensiero. Far discendere le proprie valutazioni dalla conoscenza della realtà e non viceversa. Non forzare conclusioni a partire da proprie convinzioni (pregiudizi, ideologie) ma capire. E una volta capito dire la propria sulla base dei propri valori. I nostri sono appunto quelli. Che sono poi i valori del liberalismo. Non del liberismo. Ma al di là di qualsiasi etichettatura. Appunto. Tuttavia il Politico.it mostra di avere una particolare predilezione per il bipolarismo/bipartitismo. Rispetto al quale la nostra valutazione può, a volte, essere condotta e non solo rispondere alle “chiamate” della realtà. Ma, anche qui, con onestà e responsabilità. La stessa che ci porta a fare con voi, care lettrici, cari lettori, questo discorso trasparente. Perciò, per essere sicuri, comunque, alla fine, di realizzare le nostre onestà e responsabilità e di assolvere alla nostra funzione di strumento per rifare grande l’Italia – al solo servizio del bene del Paese, di tutto il Paese al di fuori di rappresentanze di specifiche interessi – e nel solco, come sempre, della tradizione liberale dei grandi quotidiani americani, dopo avere sostenuto la tesi della necessità del bipolarismo/bipartitismo diamo spazio, subito dopo, ad una voce rispetto a questo dissonante. E’ quella, forte e convincente, dell’ex vicedirettore de il Giornale, che interviene questa volta come rappresentante del Partito Liberale che lavora alla costruzione del terzo polo con Rutelli, Casini, Fini. (Ci) diamo così la possibilità di ascol- tare tutte le idee in campo, e offriamo alla nostra intelligenza la possibilità di formulare l’opinione più fondata e matura sul tema. Questo è giornalismo. Queste sono l’onestà e la responsabilità che posso- no rifare grande l’Italia. Buona lettura e, davvero, buona politica sul giornale della politica italiana.

Nella foto, Paolo Guzzanti

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di PAOLO GUZZANTI

Abbiamo varato il terzo polo destinato a diventare il primo. Cambieremo la legge elettorale e ridaremo la parola agli italiani rimasti senza rappresentanza. Niente elezioni anticipate, come io ho sempre detto. SB è imbossolato e senza maggioranza, per colpa soltanto sua. L’ora del regolamento dei conti (liberale) è dunque arrivata. E cito ancora una volta Ghandi: “Ci hanno prima ignorato. Poi ci hanno deriso. Infine ci hanno attaccato furiosamente. Poi noi vinciamo”.

Ecco che cosa accadrà. SB, contate le truppe, ha visto che non può chiedere elezioni anticipate perché ha perso la maggioranza e certamente Napolitano, se lui si dimettesse per provocare lo scioglimento delle Camere, lo manderebbe a casa e darebbe l’incarico probabilmente a Pisanu, o a qualcun altro capace di essere bipartisan (la sinistra era pazza di Pisanu ministro degli interni). Il Senato? Come on! Al Senato più di dieci senatori del Pdl sono pronti a sostenere un governo diverso. Che genere di governo? Tecnico? No, perché “tecnico”? Questa è la definizione di SB, ma il governo che (non) si farà dopo SB non sarà tecnico ma semmai elettorale: un solo punto all’ordine del giorno, una nuova legge elettorale che spacchi il bipartitismo e riconduca in Parlamento le rappresentanze minori.

La vecchia sciocchezza, il mantra secondo cui la frammentazione impediva di governare, si è rivelata una tragica cazzata: ecco un governo incapace di governare, spaccato nella sua propria maggioranza.

Io ero un bipartitista convinto, sognavo un’Italia con una destra e una sinistra alla maniera inglese o americana, ma per ora almeno il bipartitismo ha fallito. Forse se ne potrà riparlare, ma di qui a vent’anni. Seppure.

Dunque la legge elettorale. Noi liberali abbiamo già avanzato la proposta di referendum abrogativo del porcellum e siamo stati i primi. Ma oggi tutti, salvo SB e Lega, vogliono una nuova legge e non soltanto per “ridare la parola” al popolo, ma per impedire la spaccatura del corpo elettorale, che lascia fuori quasi il 50 per cento degli italiani che non votano più o annullano il proprio voto.

“La guerra di Troia non si farà” era il titolo di un dramma paradossale di Girodoux e noi potremmo dire che la guerra delle elezioni non si farà. Non quest’anno, non l’anno prossimo. Forse, se si rifarà la legge, entro due anni.

Sia noi liberali che Rutelli e l’Udc, per non dire dei finiani, vogliamo una nuova legge che spazzi via la massacrante occupazione del bipartitismo fallito, inutile e dannoso.

Al nostro convegno di Fiuggi sono venuti l’on. Moffa per Fl, Rutelli per il suo partito e Buttiglione per l’Udc. Parlavamo tutti la stessa lingua. Liberali laici e cattolici, ma liberali. Ex berlusconiani come me e Buttiglione e Moffa che avevamo creduto nel “partito liberale di massa”, salvo ritrarne le mani insanguinate: e Rutelli che ha tentato a sinistra ed ha fallito per inconsistenza della sinistra.

Dunque, faremo il terzo polo che poi diventerà il primo. Avete visto? Ci ignoravano, ci deridevano, ci attaccavano brutalmente. Ora tocca a noi e già stiamo vincendo.

PAOLO GUZZANTI

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