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Ecco a che punto (non) siamo arrivati (?) Crescita zero, +9% debito/Pil, il 10% ha 45 Se ne esce solo rifacendo grande l’Italia

ottobre 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ovvero avendo l’ambizione e la capacità di impostare una «revisione», come la chiama Attilio Ievolella nel pezzo che state per leggere, o per meglio dire una rivoluzione che consista nell’impostazione di un nuovo sistema-Paese. Non, più investimenti e stimoli là dove sia necessario, ma un completo ribaltamento di piano per cui la scuola, l’università e la ricerca divengano il perno su cui far ruotare l’obiettivo-innovazione e quindi lo sviluppo. Accanto ad una «renovazione» culturale da ottenere sia attraverso la formazione tout court sia dando valore finalmente a quel grande strumento educativo (potenziale) rappresentato dalla televisione. Un’Italia che studia, che pensa, che riscopre i valori è un’Italia che libera le proprie energie e risveglia le proprie risorse, e – poiché il talento è tra i più grandi del mondo – torna grande. Ma bisogna fare presto. Subito. Ancora un po’ e sarà troppo tardi. (Quasi) definitivamente. Ecco perché. Read more

La polemica. Verdini interrogato, Feltri non dà la notizia di G. Lerner

ottobre 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E nemmeno Libero (?). Il coordi- natore Pdl torna sotto il torchio degli inquirenti perché secondo i carabinieri «avrebbe mentito. Sarebbe stato lui, con l’aiuto di Gianni Letta, a procurare quattro appalti da 21 milioni di euro a Fusi, dopo il terremoto in Abruzzo». E il Giornale (e il quotidiano di Belpietro) “dimentica” di darne conto. Tutto questo a fronte dell’accanimento nei confronti del presidente della Camera e dei “suoi” (è proprio il caso di dirlo?) 55 metri a Montecarlo. Il che fa pandan con le richieste di dimissioni a Fini – la pagliuzza – a fronte di responsabilità, politiche o peggio, ben più grandi da parte di altri che non solo restano al loro posto ma ai quali nessuno chiede o, peggio – di nuovo – fa notare niente. Anzi. Un neo-minzolinismo (d’accatto?) che stride con la “promessa” di non guardare «in faccia a nessuno». Ce ne parla il conduttore de L’Infedele. Read more

“Governo che fa leggi per sé è tirannide e popolo che l’accettasse (ne) è schiavo” No Silvio, non l’ha detto “cattivo” Donadi Vittorio Alfieri du’centoventi anni or sono

ottobre 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nostra Costituzione è da tutti considerata così lungimirante e attuale perché è stata scritta da grandi uomini sollecitati da una grande “necessità”: quella di rifare grande l’Italia dopo la distruzione e l’umiliazione della guerra voluta da Mussolini che ha rischiato di fare morire il Paese. Sessantacinque anni dopo siamo (quasi) daccapo; questo non ci dica qualcosa del popolo italiano di ieri e di oggi ma, piuttosto, di quello di oggi e di domani: ci dica che il nostro impegno per rilanciare questo Paese ed evitare, così, il declino definitivo al quale siamo costretti se non cambiamo immediatamente marcia dovrà essere costante e non esaurirsi ai primi allori, che pure ci saranno. Ci saranno perché l’Italia è fondata su un grande popolo, dotato di risorse “umane”, intellettuali e creative ineguagliate, che se si muove ora – dopo sarà troppo tardi – può appunto tornare grande e guidare la civiltà, con la cultura, (con) la civiltà stessa appunto, verso i prossimi secoli. Ma quelle risorse, lo abbiamo scritto ieri, non sono sufficienti a farci vivere di rendita perché le abbiamo “riposte” per alcuni decenni, e la situazione, oggi, è figlia della nostra indolenza e dei nostri (loro) peggiori vizi e non delle risorse; le dobbiamo dunque risvegliare subito. Lo stimolo migliore per farlo è semplicemente guardare al futuro, consapevoli della nostra grandezza e del nostro diritto-dovere di dare il meglio per rioccupare il nostro posto nel mondo. Tuttavia non è indifferente, forse,  dare un’occhiata (veloce) al nostro presente, che rappresenta l’umiliazione di quella stessa nostra grandezza. Lo facciamo, proprio per evitare la gratuità e la sterilità di uno sguardo al “passato” – perché si tratta di un presente che, a cominciare da queste colonne, abbiamo già iniziato a superare – rileggendo le parole di un grande, che ci siano di insegnamento anche per il futuro. Vittorio Alfieri sul giornale della politica italiana. Sentite cosa dice di Ber… no, scusa- te: cosa dice in generale di un popolo e del governo. Read more

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