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Ogni settimana al cinema con il Politico.it Palmieri-Ulivieri a confronto su Inception

ottobre 11, 2010 di Redazione 

Il nuovo gioiello di Christopher Nolan (The Dark Night) fa discutere. Rimpallo tra i nostri critici sul giornale della politica italiana e su Gli Spietati. Il giovane e talentuoso critico cinematografico de il Politico.it, sull’autorevole testata specializzata dà un voto alto (9) a Inception e propone una brillante analisi del significato del finale (e quindi del film stesso). Il critico-scrittore fiorentino è più duro con Nolan, anche se gli riconosce la capacità di «creare immagini di una forza espressiva impressionante». Comunque un film da vedere, se non l’avete ancora fatto. Palmieri, dunque, su Gli Spietati e Ulivieri qui. Sentiamo.

Nella foto, Leo Di Caprio e Marion Cotillard sul set

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Inception

REGIA: Christopher Nolan

ATTORI:
Leonardo Di Caprio
Ken Watanabe
Joseph Gordon-Levitt
Marion Cotillard
Ellen Page

GENERE: Azione

DURATA 142 min.

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di FABRIZIO ULIVIERI

Che dire di questo film? E’ certamente il film del momento, certamente uno dei più attesi.

Ha una pienezza di immagini che è davvero impressionante, com’è nei film di Nolan. Una pienezza e una forma di immagine che ti fa pensare “Oh! Questo è cinema!!” non televisione (cosa che invece molti confondono…).

Credo che pochi registi siano in grado di creare immagini di una tale forza espressiva come Nolan. Anche le musiche che accompagnano il film sono di un impatto inquietante pari a quella di The Dark Knight (2008).

Detto questo (la parte più positiva), credo che in questo film ci sia troppo. Troppa pienezza, troppa forza visiva, troppa azione, troppe strutture collaudate del cinema americano. Onestamente questo film mi ricorda molto nella struttura Blood Diamonds di Edward Zwick (2006), Revolutionary Road di Sam Mendes (2008) e last but not certainly the LEAST Shutter Island di Martin Scorsese (2010).

Un film costruito sul personaggio Di Caprio sempre più votato (condannato? Incapsulato? O tailor-made?) ad un certo tipo di personaggio? Il sospetto viene.

Bella l’idea di entrare nei sogni e manipolarli fino a rimanerci intrappolati. Addirittura costruire sogni a più livelli: il sogno dentro un sogno che a sua volta è dentro un altro sogno…

Qualcosa che in parte sta già avvenendo: Deirdre Barrett (evolutianary psychologist alla Harvard Medical School) riesce ad influenzare i sogni con una tecnica chiamata “dream incubation”, una tecnica che ridotta ai minimi termini sarebbe: se vuoi sognare un particolare soggetto o problema devi pensare intensamente a quella persona, soggetto, problema, una volta che sei a letto e cercare di formare un’immagine relativa – i sogni infatti sono molto visuali – e lasciare quell’immagine nella mente mentre ti addormenti (beh basta leggere comunque “Gli esercizi spirituali” di Ignazio di Loyola per ritrovare un’analoga tecnica di focalizzazione).

Insomma, molto sorpreso che Il Sole 24 Ore dia 4 stelle ad un film che a mio giudizio non va e non può andare oltre le 3 stelle (ma scarse).

FABRIZIO ULIVIERI

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