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***I dati***
MA GLI INDECISI SONO IL PARTITO PIU’ GRANDE
di LUIGI CRESPI

ottobre 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quattro elettori su dieci, e come abbiamo scritto la scorsa settimana sono il patrimonio di una nuova politica onesta e responsabile che si preoccupi solo di fare il bene del Paese. Il patrimonio, in particolare, di un Partito Democratico che si facesse partito dell’Italia, come le ancora maggiori (in tutti i sensi) onestà e responsabilità lo rendono in grado e in “dovere” di fare. Per il momento invece i Democratici calano (sotto il 25%), come anche il Pdl (28,5%), mentre si consolida (apparentemente) Futuro e Libertà e torna a crescere la Lega. Il quadro settimanale dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio. Read more

Federalismo, il Pd è appiattito sulla Lega Così il nord va dritto verso la secessione “Inizio” fiscale, cosa prevede il decreto

ottobre 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel giorno in cui il governo avvia ufficialmente l’iter di approvazione e di varo del federalismo fiscale, il giornale della politica italiana – mentre applaude la ritrovata vitalità riformistica dell’esecutivo, delle cui idee si può discutere e ora faremo appunto questo, ma è intanto importante che sia tale – rileva la totale mancanza di una posizione forte del centrosinistra su un tema a dir poco decisivo: si tratta dello smembramento e della ricomposizione/decomposizione dello Stato in una serie di aree di sovranità anche piuttosto indipendenti tra loro. Siccome il brand della Lega è la secessione – sta tutt’oggi scritto nel loro statuto – non è difficile intravvedere come dietro agli aneliti federalistici del Carroccio ci sia in realtà la tentazione – la volontà – di arrivare progressivamente all’obiettivo finale, che è appunto la separazione della Padania (che ormai in molti, anche tra i non leghisti, chiamano così, a dimostrazione di come l’azione anticulturale, che si affianca a quella politica, sia a “buon” punto). Come può una valutazione dell’ipotesi federalista non partire da questo presupposto? La nostra politica è appunto tale, il che presuppone una guida, e non semplicemente la ratifica (o meno) delle tecnicalità (apparenti, a chi si approccia così) proposte dagli altri. Di fronte a questa spinta secessionistica, il federalismo è un vero e proprio azzardo. Non basta presumere di rintuzzare le fughe in avanti della Lega ottenendo qualche miglioria al testo: l’effetto-sfondamento (culturale e politico) permane. Il centrosinistra avrebbe allora il compito – contando su un ampio schieramento che su questo si troverebbe d’accordo – di offrire un altro sogno collettivo, quello di un’Italia che, pronta a tornare grande, saprà così risolvere anche i problemi del sud. Il Pd dovrebbe lanciare un grande piano complessivo per il rilancio del Paese e, attraverso di quello, puntare a risolvere questi problemi. E non appiattirsi – come fa ormai dal 2001 – sulle proposte, in qualche caso scellerate, degli altri. Intanto oggi, come detto, è stato approvato il federalismo fiscale. Stefano Catone ci spiega cosa prevede(rà).             Read more

L’onestà e responsabilità di Marcegaglia E Sallusti la minacciava con un dossier(?) Silvio, ‘mostra non hai bisogno di questo

ottobre 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La presidente di Confindustria critica il governo ma non, chiaramente, per ragioni ideologiche (?) o per ropaganda (per chi? Per cosa?), bensì per sollecitarne la ripresa dell’azione e l’impegno per l’Italia. Non un “fuoco amico”, ma, presidente (del Consiglio), lei ormai lo ha capito, un vero e proprio aiuto, uno stimolo che, se lei continuerà sulla strada intrapresa ieri (e oggi), sarà stato decisivo per consentirle di terminare la legislatura o quasi. E che cosa fa il neo-direttore (?) de il Giornale? Avrebbe minacciato Marcegaglia sventolandole di fronte un dossier su di lei per convincerla a giungere a più “miti consigli (?)” nei confronti dell’esecutivo. Un autogol, una presunta “manganellata” non “necessaria”, qualcosa da cui, Silvio, ti conviene immediatamente prendere le distanze e fare cessare. Per le stesse motivazioni per le quali se procedi con la politica vera potrai durare, tutto questo non fa che ridurre i tempi di vita del tuo governo. Oltre a fare il male dell’Italia. E’ la negazione della libertà. Quella stessa libertà della quale tu aspiri ad essere, e puoi essere, il principale alfiere. La «rivoluzione liberale» con la quale puoi passare alla Storia (non per le magagne) e cambiare questo Paese non comincia certo con un atto di intimidazione. Spiegalo a Sallusti e a Feltri, che possano dare sfogo alla loro voce più autorevole, quella che ti incalza per agire per il bene dell’Italia e, quindi, credici Silvio, anche prima di tutto tuo. Il commento sulla “mossa” di Sallusti, all’interno, è di Franco Laratta. Read more

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