Top

E la Lega è sempre più parte della cricca Ricordate processo a “Guardie padane”? Il governo prepara legge per estinguerlo

ottobre 6, 2010 di Redazione 

Gran parte dello charme elettorale delle camicie verdi deriva dalla loro presunta estraneità al sistema della nostra politica autoreferenziale di oggi, per stare dalla parte del popolo, di cui i leghisti si propongono come i più fedeli rappresentanti. Lasciamo pure da parte l’evidente ipocrisia di un messaggio che viene da un movimento che oggi è un partito a tutti gli effetti e come tale partecipa alla divisione della torta, e tralasciamo pure le indagini a carico di esponenti leghisti in Lombardia: ora, a dimostrazione del più feroce “contagio” (ammesso che la Lega sia mai stata “in salute” da questo punto di vista), l’esecutivo ha pronto un provvedimento («ad Legam») che dovrebbe salvare i 36 militanti del partito di Bossi che componevano il costituito “braccio armato” delle camicie verdi – quello che avrebbe dovuto, tra l’altro, “liberare” la Padania – sotto processo per associazione militare a scopo politico. Un reato che le nuove norme cancellerebbero, consentendo così l’assoluzione perché “il fatto non costituisce (più) reato”. Ce ne parla Massimo Donadi.

Nella foto, Umberto “the Boss” Bossi

-

di MASSIMO DONADI*

La banda del buco colpisce ancora. Stavolta in favore della Lega, tanto per non scontentare nessuno nella maggioranza. Eh sì perché pare – anzi non è che pare, è proprio così – che di processi a carico ne hanno anche i leghisti e non solo Berlusconi ed i suoi. Una maggioranza omogenea, verrebbe da dire ironicamente…

Ora si gioca una partita sul filo di lana perché, con faccia tosta ai limiti dell’inverosimile, il governo sta cercando di far entrare in vigore le norme che cancellano il reato di associazione militare per scopi politici sapendo che se entrassero nel nostro ordinamento anche solo per un giorno, il processo ai leghisti si estinguerebbe. Ci sarebbe una sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce più reato.

E non è vero, come ha fatto intendere il governo, che non si possa e non si debba intervenire con la correzione entro l’8 ottobre, ultimo giorno utile prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo, il 9 ottobre.

L’Italia non sente il bisogno di una legge ad Legam in soccorso delle camicie verdi di Bossi. Non possiamo permettere che passi quest’ennesima legge in favore delle forze politiche del centrodestra. Il governo deve immediatamente far pubblicare nella Gazzetta Ufficiale una comunicazione che contenga la correzione dell’elenco delle leggi abrogate, eliminando da queste il ‘Lodo salva Lega’.

Il ministro La Russa, che si richiama continuamente ai valori della Patria, deve intervenire immediatamente per ristabilire la legalità istituzionale e impedire una così palese violazione della Costituzione, che all’Art. 18 proibisce le associazioni che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare. Ci chiediamo: c’è un giudice in Padania?

MASSIMO DONADI*

*Capogruppo alla Camera di Italia dei Valori

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom