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il Politico.it: “Ora dimenticate Berlusconi” Blair: “Silvio si batte solo con la politica” Antiberlusconismo genera casi Belpietro Guzz: ‘Destra e sinistra, pensate a Paese’

ottobre 4, 2010 di Redazione 

Il fallito attentato al direttore di Libero è l’occasione per un nuovo discorso sull’autoreferenzialità della nostra politica odierna che consiste, anche, nelle tentazioni berlusconiste e antiberlusconiste, difficile dire quali siano nate (come fenomeno organico) per prime. Il giornale della politica italiana suggerisce da mesi al centrosinistra di mettersi nella condizione di vincere smettendo di inseguire e rintuzzare il presidente del Consiglio (ma vale con qualsiasi avversario) e incominciando invece a proporre, a tabula rasa, le proprie idee per il domani. Ieri l’ex leader dei laburisti inglesi – citato dal nostro direttore che sfida/incalza il Pd a diventare partito del Paese – declina il concetto invitando a lasciare perdere gli scandali, e ad occuparsi di politica vera. Ma, appunto, non basta. Politica vera che, a partire dalla presa di coscienza delle dinamiche e del portato di questi quindici anni, parli solo di domani, “dimenticando” completamente – nel pensiero attivo e nell’esposizione – il passato. Una degenerazione della tendenza invece a discendere da Berlusconi – figlia evidentemente di una totale mancanza di idee – è l’antiberlusconismo più violento, quello dell’odio, del «nano», degli insulti al Cavaliere. Espressione che noi, come ben capite, aborriamo. E’ la dimostrazione di una condizione anticulturale esattamente paritetica a quella nella quale nasce, al contrario, il berlusconismo vero, quello della “fede”, dell’amore, della subordinazione della (ir)responsabilità alle esigenze non del Paese, ma del nostro attuale capo del governo. Il manifesto di un’Italia libera e nuova, capace di tornare grande – quella che si sta costruendo su queste pagine – è nel pezzo dell’ex vicedirettore de il Giornale che state per leggere, vero alfiere – a dimostrazione che non è l’età anagrafica a contare – del pensiero di questo giornale. Dalle colonne del quale Guzz esprime solidarietà a Belpietro. Ma per parlare (anche) dell’Italia. Assolutamente da non perdere. E da assorbire completamente. Solo su il Politico.it. Buona politica – è proprio il caso di dirlo – sul giornale della politica italiana.

Nella foto, il grande Paolo Guzzanti

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di PAOLO GUZZANTI

Totale, affettuosa, incondizionata solidarietà a Maurizio Belpietro. Vergogna a quella stampa che seleziona le vittime buone da quelle cattive e che anzi getta fango sulle vittime avversarie pur di tirare acqua al suo mulino. Condanna dell’antiberlusconismo stradaiolo e antiparlamentare, come condanna del berlusconismo ormai speculare, forsennato, forcaiolo, verbalmente violento. In questi casi si fa l’esame del DNA per vedere se e chi è democratico e chi bara e mente e apre la strada alla sconfitta definitiva della democrazia.

Maurizio Belpietro è stato mio direttore per otto anni e io uno dei suoi vice, sia pure come semplice editorialista. Lo conosco bene, gli voglio bene e lo stimo. Non la pensiamo affatto nello stesso modo e questo è il bello della libertà. Quel che è da salvaguardare, proteggere, difendere, non è l’uniformità del pensiero, ma il suo esatto contrario: la differenza, anche violenta, delle opinioni. La battaglia che Maurizio ha fatto sulla questione Montecarlo non mi è piaciuta affatto. Ma neanche quella del Fatto Quotidiano o del Corsera. Tutto ciò non ha importanza. Belpietro è un giornalista e in quanto tale un uomo inerme che difende una linea editoriale e difende il diritto di cronaca e di opinione.

Che un lurido mascalzone con la pistola minacci di togliergli la vita è un fatto che ci riporta alle brigate rosse e agli anni di piombo. Io combatto Berlusconi, ma odio tutti coloro che si augurano la sua morte, auspicano la sua disgrazia, plaudono a chi gli tira un pezzo di bronzo in faccia. Berlusconi è un soggetto politico consacrato dal voto degli elettori e chi come me lo combatte deve scegliere unicamente gli strumenti della politica. L’odio forsennato, acrimonioso dell’antiberlusconsimo da piazza è un indice di grave scollamento della democrazia dal Paese. L’odio forsennato che ormai anche il berlusconismo esprime sulle piazze è il contraltare dell’antiberlusconismo stradaiolo e perdente.

Colpire un giornalista in quanto berlusconiamo è un atto sudicio, vigliacco, da castigare nel modo più duro. Dire che esprimo solidarietà a Belpietro è poco. Io manifesto, con la solidarietà a Maurizio, la mia angoscia per lo stato sudamericano in cui è ridotto questo miserabile, disgraziato Paese figlio di un dio minore e che va sempre più a fondo nell’acredine, nella melma dell’insulto, delle dita negli occhi.

E devo dire che mi ha fatto una pessima impressione la stampa che ha urlato per riflesso condizionato alla “speculazione della destra”. Che cazzo vuol dire? Perché, se la cosa fosse accaduta a Ezio Mauro non avremmo visto la sinistra schierata – e giustamente – a difesa del direttore di Repubblica? A proposito: va dato atto a questo giornale di aver preso, diversamente da altra stampa dell’opposizione, una posizione moralmente netta, pulita e schietta, anche se proprio Repubblica non ha fatto altro che cavalcare l’antiberlusocnismo stradaiolo e antiparlamentare.

Io ho sollevato e sollevo continuamente la questione della democrazia a rischio, della democrazia sull’orlo dell’abisso, del Paese ridotto a una mignottocrazia televisiva e putiniana, della morte del Parlamento e della politica vera, che ha ormai ceduto il passo alla falsa anti-politica di una destra che non sa essere neanche conservatrice, ma soltanto impotente e rabbiosa, paralizzata dalle sue liti da coltello e incapace di governare, sicché l’Italia oggi ha la ripresa più bassa e asfittica d’Europa.

Dunque ho le carte in regola e nessuno mi potrà dare del sostenitore del sistema di cui anche Libero e il suo direttore sono invece degli aperti e legittimi sostenitori. (Fra l’altro su Libero scrivono autentici spiriti liberi e non omologabili come Filippo Facci).

Conclusione: solidarietà totale senza se e senza ma a Maurizio Belpietro e al suo giornale. Auspicio di indagini professionali e vincenti. Inchiesta su tutte le aree potenzialmente eversive di ogni origine con arresti se ne esistono i requisiti. Campagna per svergognare la stampa ipocrita secondo cui le vittime si dividono in buone se sono le nostre e cattive se sono degli altri.

PAOLO GUZZANTI

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