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Ma ecco Silvio cosa ti chiedon gli italiani Non già elezioni che agendo puoi evitare E’ lavoro in cima alle loro preoccupazioni Non far come Pigi che pigramente lo cita Serve un piano complessivo che lo ridia

ottobre 4, 2010 di Redazione 

Presidente, dopo averla spronata le forniamo anche qualche strumento per ripartire, se decide di farlo. Che la disoccupazione dilagante fosse il primo problema era percepibile: la crisi manda all’aria la tenuta delle imprese e questo determina licenziamenti o mancati rinnovi dei contratti, che colpiscono (appunto) il lavoro dipendente che è la fascia più esposta (insieme alla piccola imprenditoria; per questo, e per la vulnerabilità agli effetti) del Paese; e questo si innesta in una situazione che, a causa di una gestione (decennale) miope del mercato del lavoro vede i nostri giovani a spasso o nella (solita) precarietà, così che ad essere colpita non è solo l’Italia di oggi ma, soprattutto, quella di domani, che in qualche modo viene castrata o negata. Per tutto questo il lavoro diviene la questione più sentita dagli italiani. Tuttavia, Silvio, non è sufficiente brandire il tema e nemmeno mostrare semplicemente sensibilità per la questione. Come noi scriviamo da mesi, la soluzione al problema-lavoro non è «dare un po’ di lavoro» (sia pure nell’utilità di ricostruire il territorio in chiave ecosostenibile, come propone Bersani) ma un completo ribaltamento di piano per cui sia dia vita ad un nuovo sistema-Paese, la cui stella polare sia l’innovazione e nell’ambito di questo impegno per lo sviluppo sia possibile – attraverso anche l’istituzione di una rete di formazione permanente – dare progressivamente lavoro stabile e/p alternato allo studio (sostenuto da un «salario minimo» che non è più «di cittadinanza» ma costituisce un investimento nel futuro dell’Italia) per acquisire le conoscenze necessarie a fare lavori sempre più avanzati, alimentare così l’innovazione e, contemporaneamente, risolvere appunto il problema della mancanza di occupazione. Silvio, tutto questo non è né di destra né di sinistra, o, se si vuole, è entrambe le cose: serve a fare il bene dell’Italia, nell’interesse di tutti – tutti – gli italiani contemporaneamente. Perché è lo sviluppo che può rifarci grande (e questo è un po’ di destra) e contribuisce, appunto (se realizzato correttamente), a risolvere il problema del lavoro (sinistra). Ma andiamo oltre, pensiamo solo ad occuparci dell’Italia. Il tuo ex spin doctor ti consegna ora uno spaccato, appunto, delle esigenze reali del Paese, sulla base delle quali potresti costruire la tua agenda. Buon lavoro. E’ proprio il caso di dirlo?

Nella grafica, Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

I cittadini italiani si sono mostrati tiepidi, la scorsa settimana, rispetto al discorso del premier alla Camera e al Senato. E’ certo che l’andamento ondivago degli ultimi mesi non ha favorito il giudizio della popolazione nei confronti della politica italiana. Appena il 50% ha ritenuto l’intervento convincente. Per il 51,6% degli intervistati è stato efficace mentre il 52,8% lo ha ‘bollato’ come ‘equilibrato’. Solo il 45,4% degli italiani pensa che sia stato rassicurante. Questi dati pero’, dimostrano che il dialogo del premier con il Paese non è definitivamente compromesso.

Ma quali sono i temi che gli italiani vorrebbero al centro dell’attenzione delle attività del governo? Per piu’ di 7 cittadini su 10 la preoccupazione principale è rappresentata dal lavoro che si conferma il problema principale da Nord a Sud.

E’ il Mezzogiorno d’Italia invece il ‘tema’-sorpresa di questo sondaggio, occupando il secondo posto fra le aspettative dei cittadini che lo indicano come una delle principali priorità di cui il governo dovrebbe occuparsi. L’altra sorpresa è la voce che si piazza al terzo posto con il 55,2% e cioè l’ambiente e la qualità della vita. E’ forse la prima volta che una tematica di questo tipo si piazza cosi’ alta nei sondaggi… Sotto il 50% (48,8%) la voce ‘tasse’. Al 35,4% c’è la sicurezza che, insieme al 24,6% dell’immigrazione, rappresenta una quota di preoccupazione bassa, probabilmente favorita dall’intervento del governo in questo settore. Per il 31,1% dei cittadini è invece prioritario intervenire sulla giustizia.

E’ dunque importante comprendere la sintesi che l’opinione pubblica si è fatta, valutando come il discorso di Berlusconi rappresenti una chiusura della fase conflittuale della nostra politica degli ultimi mesi che per il 51,2% è stata vinta dai finiani.

I berluscones ottengono invece il 28,8%. Gli anti-berlusconiani si devono invece accontentare del 12,6% dell’opinione pubblica.

LUIGI CRESPI

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