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Editoriale. Della casa a Montecarlo importa poco di Annalisa Chirico

settembre 26, 2010 di Redazione 

Antonio Pennacchi, vincitore del Premio Strega, dà ragione ancora una volta al giornale della politica italiana. «Bisogna cambiare il sistema-Paese. Questo è incancrenito». L’operaio-scrittore si riferisce in particolare al sistema politico-istituzionale. E quella, come scriviamo ogni giorno della nostra politica autoreferenziale di oggi, è sicuramente la parte più incancrenita dell’Italia. Ma la pulitura della gamba-motore (non si può parlarne, al momento, come di una testa) servirà poi per rifare partire una macchina-Paese, dal punto di vista economico e sociale, che va completamente ripensata, come il Politico.it scrive ormai da mesi e come ancora più chiaramente ha indicato – con grande successo tra i nostri lettori – in queste ultime giornate. Per non buttare però altro tempo non prezioso ma decisivo, in attesa di una profonda ristrutturazione della politica italiana (leggi: ricambio), è doveroso che l’attuale classe dirigente cessi almeno di occuparsi d’altro, se proprio non è nella condizione di occuparsi al meglio del Paese, e cominci quanto meno a provarci, intanto a risolvere i problemi, e poi ad avviare la ripartenza a cui dovrà seguire il completo ribaltamento di piano di cui parliamo. Sono settimane, mesi, che ci si occupa- (no, gli altri) – invece – di una casa di Montecarlo che di fronte alle pecche, chiamiamole così, di una parte del resto della nostra politica deve sentirsi come il topolino di fronte all’elefante, che pure cerca di schiacciarlo (o, meglio, di cacciarlo nella schiena di Gianfranco Fini dopo averlo sventolato davanti a tutti noi, per farci inorridire). Bene. Adesso però basta. L’editoriale della giovane esponente Radicale.       

Nella foto, un fermoimmagine del videomessaggio del presidente della Camera sulla casa di Montecarlo. Fini, tra l’altro, ha convenuto sul «pessimo spettacolo» che la nostra politica sta dando di sé. Ma anche Berlusconi (in tutti i sensi). Torneremo su questo interessante cambiamento di prospettiva (anche qui, speriamo, in tutti i sensi) della politica italiana autoreferenziale di oggi

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di ANNALISA CHIRICO

L’atteso discorso del presidente della Camera è arrivato. In rete, nelle case, sui giornali. E adesso?

Da due mesi in Italia non si parla che di case e contratti di affitto. Tutto questo perché, nella peggiore delle ipotesi, un partito avrebbe venduto a un prezzo di favore un bene immobile al cognato del suo presidente. Nella peggiore delle ipotesi.

Mentre va avanti a colpi di dossier e di calunnie una deplorevole campagna di killeraggio mediatico, il Paese arranca. Le riforme attendono. E i radicali a New York si battono per la messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili. I cittadini, ovviamente, non ne sanno nulla. Urge aggiornarli sull´ultimo colpo di scena.

Basteranno le dimissioni per porre fine a tutto questo? C´è motivo di dubitare. Forse così il Cavaliere si riterrà soddisfatto per aver incassato una piccola vittoria in questo esasperante regolamento di conti interno, ma i nodi politici della frattura resteranno tutti lì. Chiunque sia il proprietario dell´appartamento di Rue Princesse Charlotte. Della qual cosa, francamente, a me importa poco. Anzi, in fondo, non me ne importa nulla.

ANNALISA CHIRICO

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