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E mentre nel Palazzo si aiuta Cosentino la Calabria si mobilita contro ‘ndrangheta Laratta: ‘Finirà tutto con la piazza del 25?’ Serve una politica onesta e responsabile

settembre 23, 2010 di Redazione 

Abbiamo visto come ieri il nostro Parlamento abbia vissuto una delle sue (tante, pur- troppo, recentemente) pagine più buie. Nonostante la presenza, in aula, di una grossa fetta di parlamen- tari – di (quasi) tutti i gruppi – onesti e responsabili. Che naturalmente hanno votato per autorizzare l’uso delle intercettazioni al sottosegretario indagato per presunti rapporti con la camorra. Il deputato del Pd è uno di questi. Non è quindi un caso che sia proprio lui, ora, a raccontare sul giornale della politica italiana l’altra faccia, rispetto alla Montecitorio per il resto disonorata di ieri, del nostro Paese. Un grande Paese guidato da una piccola nostra politica autoreferenziale. Che non aspetta altro (il Paese) di vedersi di nuovo pienamente rappresentato. Un Paese che è tale al sud come al nord. Anche in una delle regioni più colpite dalla tenaglia dell’impoverimento civile (con)causato, in primo luogo, dal dilagare della criminalità organizzata. Quella stessa che, appunto, ieri l’Aula ha, indirettamente, favorito. Contro quella criminalità ci siamo però tutti noi. E presto avremo anche la guida che aspettiamo, quella politica italiana del futuro di cui il Politico.it è il principale laboratorio, e che rifarà grande l’Italia, insieme a tutti i suoi cittadini. Che, intanto, appunto in Calabria si portano avanti: grazie ad un’iniziativa di Matteo Cosenza, direttore del Quotidiano della regione, sabato i calabresi scenderanno in piazza per dire “No ‘ndrangheta”. Le adesioni non si contano più. Ce ne parla Laratta.

Nel disegno, Franco Laratta

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di FRANCO LARATTA*

E´ un fatto inedito, se non rivoluzionario per una regione come la Calabria che di cose del genere ne ha visto ben poche. Sabato prossimo la Calabria scenderà in piazza: decine di migliaia di persone andranno fino a Reggio, alla punta dello Stivale, nella città martoriata da bombe, tritolo, minacce, pallottole. Destinati a chiunque non si fa i fatti propri. Minacce e proiettili per magistrati, imprenditori, avvocati, politici, giornalisti. E per ben due volte anche al Procuratore Generale Di Landro.

Giunti a questo punto, Matteo Cosenza, direttore de “Il Quotidiano della Calabria” fa una cosa inedita, soprattutto per un giornale: all´indomani dell´ennesimo attentato ai magistrati reggini, lancia l´idea di una grande manifestazione “No `ndrangheta”. Un´iniziativa che è subito `esplosa´, che ha fatto centro “tanto che – dice Matteo Cosenza – le adesioni non si contano più!”. Un mare di associazioni, migliaia di cittadini, centinaia di comuni, enti locali, istituzioni, la Chiesa, imprese, associazioni di categoria, i sindacati e tantissimi movimenti di giovani, studenti….. una cosa senza precedenti, una folla di persone e gruppi ansiosi di dire “no alla `ndrangheta”, no alla piovra, alla criminalità organizzata, alla corruzione e alla malavita. Saranno tutti in piazza il 25 settembre, a Reggio Calabria.

Il metodo con cui è stata pensata e organizzata la manifestazione è davvero inedito: un metodo collegiale, partito dal basso, senza quindi un vertice. Si è trattato di un insieme che ha saputo fare sintesi, ha subito essere progetto, idea, condivisione. E anche questo ha dello straordinario in un regione che vive di divisioni e lacerazioni.

Lo straordinario numero di adesioni dimostra quanto sia forte la voglia di legalità in Calabria. E qualche segnale incoraggiante lo avevo colto un paio di anni fa quando ho fatto un giro per le scuole calabresi che avevano aderito al progetto `Saviano nelle scuole´. L´incontro che ogni volta ne seguiva era la parte più bella dell´iniziativa che ha coinvolto ben 30 istituzioni scolastiche. Per la prima volta si vedevano quei ragazzi parlare a testa alta della `ndrangheta, senza paura, senza timore. In tutti si avvertiva voglia di riscatto, di lasciare al passato i metodi e i sistemi tipici delle organizzazioni mafiose, di liberarsi dalle paure e dai condizionamenti.

Dalle scuole, io credo, sia partita la voglia di cancellare la scandalosa influenza e il volgare condizionamento della mafia nella vita e nelle attività dei calabresi.

Ma ora che il 25 settembre è arrivato, una domanda si fa avanti con prepotenza: sarà una manifestazione fine a se stessa? Si assisterà ad un lungo e partecipato corteo che sarà cancellato nel giro di pochi giorni? Finirà tutto in una giornata e si tornerà poi ad agire come prima?

Beh!, il rischio c´è tutto. La Calabria si misura anche stavolta con i suoi limiti, i suoi ritardi, le sue angosce e l´eterna predisposizione a chiudersi in se stessa e a piangersi addosso. Ma stavolta c´è qualcosa di nuovo: non solo nella quantità e nella qualità della partecipazione; c´è quella `rete per la giustizia e la legalità´ che è stata messa in piedi, c´è il momento di impegno comune e coordinato che ha gestito la delicata fase organizzativa e che intende rimanere attivo anche per il dopo. Insomma, c´è una forte voglia di non smobilitare, di non chiudere il 25 sera. Sono tutte cose che finora non si erano mai viste in Calabria.

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

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