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Bar Democratico. Quel che manca è il progetto di Emidio Picariello

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Straordinaria puntata della rubrica Democratica (in tutti i sensi, e ora scoprirete perché – ?) del giovane dirigente del Pd e de iMille, che disegna con leggerezza gli scenari raccapriccianti dell’attuale loro dialettica interna. Dialettica nella quale Picariello – dal di dentro, come il suo giornale della politica italiana, dal di fuori – non si ritrova. Per due ragioni (non ci ritroviamo neanche noi). La prima è che tutto questo non è che un prolungamento in salsa para-democratica della solita autoreferenzialità della nostra politica, denunciata da il Politico.it. La seconda è che, in questa dialettica interna, emerge alla fine una linea che contraddice quella nella quale questo giornale crede, non perché abbia una specifica parzialità Democratica bensì perché è la linea necessaria a fare del Pd quel partito del Paese che, come abbiamo visto oggi magari con Udc e anche Fli, può, deve rifare grande l’Italia. Ma sentiamo tutto questo, dalla penna di Picariello. Read more

Pdl per le prime volte sotto 30 per cento Sondaggio Crespi, indecisi “volano”: 38% Bacino delle forze oneste e responsabili

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se il Partito Democratico, come abbiamo ipotizzato stamattina (e verificato come sia possibile) con l’Udc, e magari con Futuro e Libertà, in una ricomposizione strategica e non tattica degli schieramenti politicistici della politica italiana, si compirà come partito del Paese nel modo suggerito dal nostro direttore, e si farà carico della leadership del processo di costruzione del futuro dell’Italia all’insegna dell’onestà e della responsabilità, nessuno potrà contrastarlo elettoralmente – e non solo perché assommerà un consistente numero di voti di partenza – e il Paese conoscerà uno straordinario periodo di sviluppo che lo riporterà al posto che gli compete nel mondo, davanti a tutti, alla guida della civiltà. E’ la lettura (audace, ma le nostre lettrici e i nostri lettori conoscono l’acutezza del giornale della politica italiana) che traiamo dai dati dell’ultimo rilevamento di Crespi Ricerche, del quale vi proponiamo, per la prima volta anche in home, i risultati. I Democratici sono ancora al palo, ma solo perché oggi assomigliano effettivamente ad una (brutta) copia dei Ds e non assolvono alla loro funzione storica, quella di rappresentare – in modo onesto e responsabile – tutti gli italiani, per il bene dell’Italia, assumendo la leadership prima della transizione verso e poi del consolidamento del futuro. Nessuno pensi a scissioni: il futuro è vostro, sappiate guardare – possibilmente non con il pessimismo anche comunicativo di Enrico Letta… – lontano, vedete cosa c’è dietro l’angolo. Il giornale della politica italiana ha a cuore un solo partito: l’Italia, e crede in due soli valori (politici): l’onestà e la responsabilità. Non ci interessano le questioni politicistiche; tutto ciò che scriviamo serve a tendere verso quel risultato finale di rifare grande l’Italia. E’ in questa chiave che, con la stessa sincerità con la quale critichiamo la condotta miope dei suoi attuali dirigenti, vediamo, oggi, nel Partito Democratico – come abbiamo detto, per le naturali e più spiccate onestà e responsabilità della sua area di sensibilità ed opinione – l’unica forza in grado di assolvere fino in fondo, senza ombre e senza esitazioni a questa funzione decisiva nella storia del nostro Paese, in un momento in cui ci troviamo di fronte ad un bivio: vivere o morire. E noi, su questo giornale, sceglieremo sempre di arrivare in porto. E ce la faremo. il Politico.it è qui per fare la sua (grande) parte. La tabella di Crespi, all’interno, ingrandita. Read more

Così Berlusconi deciderà su contratti Rai Perché Silvio mantiene interim Sviluppo Tutte le occasioni perse in quattro mesi

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Contratto di servizio è una camicia di forza indossata la quale ci si può muovere solo per quanto ti è stato concesso: ecco come a dicembre il conflitto di interessi del presidente del Consiglio, aggravato dalla sua permanenza alla guida anche del ministero che fu di Scajola – che avrebbe dovuto occupare per il tempo necessario a trovare un sostituito: a questo serve l’interim, che significa appunto “a tempo” – potrebbe esplodere in tutta la sua (pre)potenza, favorendo – magari irrimediabilmente – la concorrenza di Mediaset (già gratificata dalla concessione, data proprio dal ministro per lo Sviluppo economico in mano a Berlusconi, di frequenze fondamentali per la trasmissione dei programmi e per il momento in via esclusiva). Ma ecco anche come, per il resto, il dicastero-chiave – come abbiamo detto in queste ore – per rifare grande l’Italia sia stato non solo “occupato” da uno dei maggiori imprenditori italiani, non solo lasciato – appunto per il resto – senza guida, ma anche smantellato e depotenziato, visto che molte delle sue competenze (anche strategiche come il varo del piano per il Sud, che, anche qui, deve essere parte organica del progetto, complessivo e unitario, per rifare grande l’Italia: condizioni imprescindibili perché poi la “macchina” funzioni) sono state trasferite ad altri ministeri. Ecco la galleria degli orrori di queste settimane di interim del presidente del Consiglio allo Sviluppo economico Read more

In diretta dal Parlamento. Come si è salvato Cosentino di A. Sarubbi

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato del Partito Democratico racconta in tempo reale sul giornale della politica italiana i segreti del voto di pochi minuti fa sull’autorizzazione (o meno: e il segno della giornata è negativo) all’utilizzo delle intercettazioni nell’indagine sul sottosegretario. Le cui telefonate, dunque, non potranno essere utilizzate. Al di là degli (interessanti) politicismi che ora vediamo, è chiaro come anche il nostro Parlamento – nel senso dei suoi eletti – naturale espressione della nostra politica autoreferenziale di oggi, manchi – per larghe fette – di onestà e responsabilità. Ma questa è una nostra opinione. Sentiamo invece il deputato del Pd. Read more

Buttiglione: “Sì, la pens(iam)o come voi” Ecco su cosa può ‘starci’ alleanza Pd-Udc Proprio sulla costruzione del futuro Italia

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri – nel corso della nostra narrazione seguita da un numero sempre più alto di lettrici e lettori che scelgono ogni giorno il Politico.it – abbiamo “sfiorato” l’Unione di Centro in almeno due occasioni, la prima esplicita la seconda implicita. Nel primo caso abbiamo citato il suo presidente che tornava ad usare – nel deserto di una nostra politica di oggi del tutto autoreferenziale – una delle espressioni a noi più care, quella che fa riferimento al «bene del Paese» (in linea peraltro con quanto l’Udc – anche se in altri termini – va propugnando da tempo, e a cui consegue la linea di ricercata responsabilità dei centristi). Grazie (anche) all’ascolto quotidiano da parte dei suoi massimi protagonisti (di oggi; quelli di domani svolgono direttamente qui le proprie riflessioni), di cui il Politico.it è oggi un consigliere autorevole e, appunto, seguito, il giornale della politica italiana è una delle guide (se non la principale) dell’evoluzione della nostra politica verso quella dimensione di onestà e responsabilità nella quale rifarà grande l’Italia. In secondo luogo abbiamo “parlato” (implicitamente) di Udc quando abbiamo scritto che, probabilmente, solo il Partito Democratico – la forza più onesta e responsabile della nostra politica: il Pd, naturalmente, come area di sensibilità e di opinione, al di là dei limiti politicistici di oggi che il Politico.it denuncia ogni giorno, insieme, naturalmente, alla proposta di un’«alternativa» – ma quella vera – può farsi carico della leadership di questo processo di trasformazione prima della politica italiana e poi, attraverso di essa, del Paese (o, meglio, delle due cose contemporaneamente, puntando ad ottenere il secondo risultato). Oggi Buttiglione (ci) risponde: e ci risponde che siamo d’accordo su tutto. Il che significa, tra l’altro, che i centristi potrebbero diventare una componente essenziale nella prosecuzione di quel processo, accompagnando la leadership Democratica. E che, naturalmente, ci sono dunque i margini tra loro per un’alleanza non più solo tattica ma strategica. Un’alleanza (che per come la vediamo noi potrebbe, ebbene sì, vedere coinvolti anche i finiani, ma di questo, e dei connotati politicistici di questa politica onesta e responsabile verso la quale tendiamo, riparleremo un’altra volta) fondata su quello che, del resto, noi indichiamo da tempo come la chiave di volta per rifare grande l’Italia, e dunque per fare grande il Pd (e che si conferma dunque anche come la sua unica via di “salvezza”): che quest’ultimo si faccia carico di proporre e di guidare un completo ribaltamento di piano, per la costruzione di un nuovo sistema-Paese fondato sull’innovazione, e dunque sull’università, la ricerca, la scuola. E la formazione permanente. Sentite un po’ cosa dice, a questo proposito, Rocco Buttiglione. Esattamente ciò che, proprio ieri, il Politico.it ha sostenuto ancora una volta. Sentite. Read more

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