Top

MODELLO-VENDOLA
“Serve non un papa, ma un vangelo” Mentre il Pd (attuale) discute di formule Nichi in Puglia ci “dice” come governerà

settembre 20, 2010 di Redazione 

Il governatore risponde su Facebook alla proposta di Veltroni: non tanto un leader (a fare il quale pure si candida) straniero o meno che sia quanto un’idea (organica e complessiva, aggiungiamo noi) è quello di cui il centrosinistra ha bisogno. Quello che noi sosteniamo da tempo. Nonostante i dubbi circa l’eccessiva radicalità delle posizioni di Vendola, poco compatibili con il modello di governo onesto e responsabile per il “bene di (tutto) il Paese” che abbiamo sollecitato proprio ai Democratici – o, anzi, proprio per questo – siamo andati a scoprire e vi raccontiamo la differenza tra le parole (dei dirigenti del Pd) e i fatti (del presidente della Puglia), ovvero quelle scelte amministrative che hanno un respiro però più generale e che “anticipano”, in qualche modo (senza peraltro riuscire a rappresentare tutta la varietà di questioni su cui è chiamato a pronunciarsi il presidente del Consiglio), la maniera in cui Nichi (che per la verità finora ha davvero fatto parlare solo i fatti, restando un po’ vago circa le sue specifiche intenzioni programmatiche) governerebbe l’Italia. Cultura, sostenibilità ambientale e giovani: potremmo sintetizzare così il “modello Puglia”, che Stefano Catone, ora, ci racconta nel dettaglio.       

Nella foto, un riflessivo presidente della Puglia

-

di Stefano CATONE

Per candidarsi alla guida di una coalizione che intende subentrare al governo Berlusconi – e al berlusconismo – bisogna avere, oltre ai numeri, un programma. Nichi Vendola, però, non si accontenta di un generico programma, ma propone un modello. Il modello Puglia, che ritiene di aver plasmato da quando, nel 2005, fu eletto governatore della regione. “C’è un segnale molto evidente e verificabile del cambiamento ed è che la Puglia esiste. Ed esiste nel mondo. È stato come risvegliare la bella addormentata”. Ma, oltre la retorica, quali sono i cardini del modello-Vendola?

In primo luogo, il risveglio della Puglia passa per il turismo, che infatti, dati alla mano, ha registrato buoni tassi di crescita: nel 2008 gli arrivi sono cresciuti del 4,56%, con un notevole aumento di stranieri, in arrivo soprattutto dalla Germania – confermando un dato storico – e in forte crescita da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. Ma anche agli italiani non dispiace, essendo stata, quest’anno come l’anno scorso, la meta più scelta. E non solo mare. La Puglia ha anche aperto al turismo culturale, attraverso i progetti “Città aperte” e “Spiagge d’autore”; il primo per la promozione di “tanti luoghi d’interesse architettonico, archeologico, paesaggistico, storico e culturale, poco o affatto fruibili”, il secondo, un vero e proprio festival itinerante della letteratura, lungo le spiagge, dal Gargano al Salento, finalizzato a fare della Puglia “la più grande piattaforma culturale della stagione”.

Rilancio del turismo anche grazie al rilancio delle infrastrutture pugliesi, a cominciare dagli aeroporti: Bari è stato individuato come centro di un network di voli low cost, e può inoltre fare vanto della propria sostenibilità ambientale e della presenza del primo asilo aziendale. Anche le ferrovie hanno ricevuto finanziamenti, per la sostituzione dei binari in cattive condizioni, il completamento della tratta che giunge a Lucera e la ristrutturazione di alcune vecchie stazioni liberty.
I cantieri pugliesi non finiscono qui. Anzi. “Cento cantieri in cento giorni – Ossigeno immediato per la nostra economia”, progetto presentato da Vendola durante il Consiglio regionale del 15 giugno 2010, nelle previsioni mobiliterà circa 92 milioni di euro. La logica dell’intervento sta nell’individuazione di cento piccoli cantieri, che interessano tutto il territorio pugliese. È importante sottolineare quali aree di investimento siano state individuate. Ben 33 interventi riguardano infrastrutture sanitarie e socio-sanitarie, 45 offrono servizi per l’infanzia, 9 sono di carattere tradizionale e 13 sono finalizzate alla difesa del suolo, “da realizzare in quei territori contrassegnati da maggiori livelli di dissesto sismico ed idro-geologico nei quali vengono messi a repentaglio i livelli di sicurezza delle famiglie e degli operatori economici”.

Sempre sul versante energetico e ambientale, la regione Puglia ha le idee molto chiare. “Penso che Bossi dovrebbe ringraziare la Puglia – ha detto Vendola dal palco di Atreju 2010, a Roma – Consumiamo il 13% dell’energia che produciamo e dunque gli regaliamo l’87% della produzione energetica pugliese. Io sono molto incazzato perché il mio territorio è in pole position per ospitare una centrale, e io sono ridotto a una buca delle lettere non potendomi opporre”. Ecco perché lunedì 13 settembre la regione Puglia ha avviato la procedura per impugnare la legge 129 del 13 agosto 2010 nella parte in cui prevede che vi sia intesa tra governo centrale e le regioni interessate dagli insediamenti nucleari. La Puglia, insomma, vuole contare, e sul piatto della bilancia pone una politica energetica fortemente sbilanciata verso le energie rinnovabili. La regione di Vendola può vantare il primato nazionale sia nella produzione di energia eolica (26,7% del totale nazionale nel 2007) sia fotovoltaica (oltre il 20%). Non contenta, la giunta regionale ha annunciato, nell’agosto 2010 e all’interno del Programma operativo interregionale Poi Energie 2007-2013, oltre 5,4 milioni di euro di finanziamenti per progetti nel settore fotovoltaico e oltre 2 milioni per il termico (solare termico e geotermico).

Una politica riformista, come quella del governatore pugliese aspira a essere, non può prescindere da politiche giovanili adeguate. Con questo obiettivo nasce “Bollenti spiriti”, iniziativa rivolta ai giovani “in quanto tali”, chiamati a presentare e realizzare dei progetti, negli ambiti più svariati. Attraverso il “Contratto etico giovanile” – in seguito diventato “Ritorno al futuro” – sono state così finanziate oltre 5.000 borse di altra formazione. Con i “Laboratori urbani”, sono stati finanziati, con 50 milioni di euro,” 71 progetti per ristrutturare circa 150 edifici abbandonati in tutta la regione e trasformarli in laboratori da dedicare all’espressione e alla creatività giovanile”. Progetti e progettisti si sono riuniti, nel febbraio 2010, per il “Bollenti spiriti Camp”: 210 espositori, 152 presentazioni, 2 padiglioni, 160 stand, 5 convegni, 2 palchi aperti, 11mila metri quadri, all’insegna del motto “0 divi di richiamo, 100 per cento partecipazione”. A tracciare un bilancio dei primi 5 anni di Bollenti spiriti è intervenuta l’assessore Minervini: «Bollenti Spiriti ha fatto emergere in Puglia la coscienza di una generazione. E al Camp, domani questa dimensione sarà palpabile. Insieme stiamo vivendo una sfida comune, i giovani come soggetto corale che sente di poter diventare protagonista del cambiamento della propria terra. Abbiamo fatto una scommessa, certo tanto eccentrica da apparire strampalata all’inizio. Abbiamo chiesto ai giovani pugliesi di smettere di pensare che il proprio destino dipenda dagli altri ma di innovare. E oggi c’è una generazione che si è rimboccata le maniche e ci sta provando».

Stefano Catone

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom