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***La polemica***
MA SOLO I RADICALI HANNO RICORDATO PORTA PIA
di ANNALISA CHIRICO

settembre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La celebrazione nella quale ha preso la parola il capo dello Stato doveva servire ad omaggiare la memoria della conquistata indipendenza dalla Chiesa con la fine del potere temporale di quest’ultima. Ma secondo la giovane esponente Radicale tutto questo si è trasformato in una operazione consociativa e revisionistica, fiancheggiata da un sistema dell’informazione che, suo giornale della politica italiana a parte, non ha raccontato cosa avveniva davvero. Cosa che facciamo noi ora. Con lei.
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(DIS)UNITA’ D’ITALIA
Se il presidente resta l’unico baluardo Con un centrosinistra piegato e confuso la Lega galoppa verso la secessione (?)

settembre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Abbiamo visto le differenze che pas- sano tra la politica vera messa in campo da Vendola in Puglia e i «tatticismi» del Pd, oggi completamente autoreferenziale e rivolto su se stesso (anche perché quando si occupa del Paese non è in grado di farlo in modo efficace ed è come se non lo facesse). Ma quanto costa tutto questo all’Italia? il Politico.it ha scritto che i Democratici devono diventare il (vero) «partito della nazione», ma ad oggi la realtà è (appunto) esattamente l’opposta: con la loro inconsistenza, i più onesti e responsabili (ma lo sono – tutti – davvero?) della nostra politica autoreferenziale di oggi (e, soprattutto, del futuro) finiscono per non fare il bene di nessuno, anzi, creano le condizioni perché (ci) si faccia del male. In qualche caso, anche proprio alla Nazione, come idea. Succede con la Lega, che riempie il vuoto lasciato dal centrosinistra con le sue idee povere di individualismo (e localismo) sfrenato, per cui ognuno deve pensare a sé e gli altri sono tutti «ladroni», anche se sono italiani, nostri connazionali, nostri fratelli stretti, persone che si trovano sulla nostra stessa barca non per caso ma perché sono nostri familiari, siamo consanguinei e (dovremmo essere) uniti, siamo (per fortuna) inscindibilmente legati da una vita comune nella quale più remiamo tutti (assieme), più lontano andiamo (tutti). Ma la via più facile è difendere quel po’ che ciascuno di noi ha già smettendo di remare; così facendo la barca si fermerà e, oltre a non raggiungere il porto (che per noi è quello di New York, o in altri tempi quello di Genova; il porto dei porti, quello della nazione-guida del pianeta, non un porto qualunque), finirà per affondare. Perché tutto questo venga sconfitto, è necessaria una voce alta, autorevole, che faccia “venire voglia” della (nostra) nazione, offrendo un obiettivo che è quello, per noi, di ritornare grandi (quella «comune emozione» della quale parla Zagrebelsky). Nel nulla del centrosini- stra, compensato solo in parte dalla (ritrovata) indipendenza della destra liberale di Fini, l’unico freno (ma è soltanto un freno, e non il volano di un rilancio) viene dal capo dello Stato, che anche oggi, in occasione delle celebrazioni della (oggi perduta? Ne parleremo dopo) indipendenza dello Stato dalla Chiesa, parla di unità. Ecco come, nel servizio di Nicolò Bagnoli. Read more

MODELLO-VENDOLA
“Serve non un papa, ma un vangelo” Mentre il Pd (attuale) discute di formule Nichi in Puglia ci “dice” come governerà

settembre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il governatore risponde su Facebook alla proposta di Veltroni: non tanto un leader (a fare il quale pure si candida) straniero o meno che sia quanto un’idea (organica e complessiva, aggiungiamo noi) è quello di cui il centrosinistra ha bisogno. Quello che noi sosteniamo da tempo. Nonostante i dubbi circa l’eccessiva radicalità delle posizioni di Vendola, poco compatibili con il modello di governo onesto e responsabile per il “bene di (tutto) il Paese” che abbiamo sollecitato proprio ai Democratici – o, anzi, proprio per questo – siamo andati a scoprire e vi raccontiamo la differenza tra le parole (dei dirigenti del Pd) e i fatti (del presidente della Puglia), ovvero quelle scelte amministrative che hanno un respiro però più generale e che “anticipano”, in qualche modo (senza peraltro riuscire a rappresentare tutta la varietà di questioni su cui è chiamato a pronunciarsi il presidente del Consiglio), la maniera in cui Nichi (che per la verità finora ha davvero fatto parlare solo i fatti, restando un po’ vago circa le sue specifiche intenzioni programmatiche) governerebbe l’Italia. Cultura, sostenibilità ambientale e giovani: potremmo sintetizzare così il “modello Puglia”, che Stefano Catone, ora, ci racconta nel dettaglio.        Read more

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