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Ma è questo il vero “consiglio” di Ulivieri Così è Italia tra Verona e la (sua) Toscana

settembre 19, 2010 di Redazione 

Letters to Juliet, appunto, commedia sentimentale fondata sulla storia (un classico del cinema d’oltreaceano che racconta il Belpaese), resuscitata a distanza di cinquant’anni, tra una donna americana (Vanessa Redgrave) e un “bello” italico (il redivivo Nero): ma il vero protagonista sono forse i luoghi (per una volta non da cartolina) della nostra nazione, tra le colline ai piedi delle quali ha il suo buen retiro anche il nostro critico-scrittore e la città di Giulietta Capuleti. Nel giorno del compleanno di uno dei suoi figli (sportivi) più brillanti di oggi: Damiano Cunego. Sentiamo.

Nella foto, Amanda Seyfried

Letters to Juliet

REGIA: Gary Winick
SCENEGGIATURA: Jose Rivera, Tim Sullivan
ATTORI: Amanda Seyfried, Gael García Bernal, Vanessa Redgrave, Christopher Egan,Franco Nero, Luisa Ranieri, Daniel Baldock, Ivana Lotito, Marina Massironi, Lidia Biondi, Giordano Formenti, Paolo Arvedi, Dario Conti, Milena Vukotic, Luisa De Santis

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di FABRIZIO ULIVIERI

Molta Italia in questo inizio di stagione nei film americani. L’Abruzzo in “The American”, Verona e la Toscana in “Letters to Juliet”!

Ma veniamo al film.

Sophie (Amanda Seyfried) una giovane giornalista americana con ambizioni da scrittrice parte in viaggio per Verona insieme al fidanzato, Victor (Gael García Bernal), uno chef chiacchierone e solo interessato al suo lavoro. Sophie sempre sola a causa dei continui viaggi di Victor in cerca di fornitori di qualità per il suo ristorante a New York, finirà per entrare a fare parte di un gruppo di volontarie (Le Segretarie di Giulietta) che rispondono alle lettere indirizzate a Giulietta Capuleti e scritte dai cuori travagliati di tutto il mondo che vengono lasciate appese al muro sotto il balcone di Giulietta.

Sophie rispondendo ad una lettera datata 1957, scritta da Claire (Vanessa Redgrave) in cerca di un suo antico amore, incontrato proprio in Italia molti anni prima, convincerà così la donna (Claire) che l’aveva scritta 50 anni prima a partire alla volta della Toscana allo scopo di ritrovare il suo amore perduto da tempo: Lorenzo Bartolini (Franco Nero).

E’ un film nello stile della migliore commedia americana. Brillante commedia fin dall’inizio (che conferma la capacità degli americani in questo genere), ha un buon ritmo, è godibile, leggera, positiva e vivace.

Non si va forse al cinema anche per divertirsi?

E questo è un film allegro, che diverte con un’allegria semplice e fruibile.

Decisamente la storia scorre bene. E la bella Italia, la bella Toscana soprattutto, aiuta a far sognare e a dare forza alla storia.

Belle musiche italiane, orecchiabili, accompagnano i momenti più ruffiani del film.

Un film americano come al solito con tanti luoghi comuni sull’Italia e gli italiani, ma trattati in modo delicato, sfuggente ed ironico. E a parte alcune stranezze come vedere una macchina che percorre una strada della Toscana sulla corsia di sinistra mentre il senso di marcia le imporrebbe di stare sulla destra, o immagini di Siena che in realtà son state girate a San Gimignano, il film ci propone un sogno. Il sogno di un viaggio in una Toscana da favola, in cui chiunque almeno una volta nella propria vita vorrebbe vivere, ed il sogno del vero amore, true love, quello eterno che non muore e dura per sempre.

Ci presenta una Vanessa Redgrave che nonostante gli anni appare ancora una donna affascinante e un Franco Nero bello ed in salute che fa piacere rivedere sugli schermi; in più ci offre una serie di ingredienti che fanno sì che il film piaccia, perché il regista sa toccare i tasti più semplici della commozione, facendo leva sul romanticismo e il mondo positivo della bellezza e della felicità.

Dunque un film consigliato ai romantici e a chi ama sognare l’amore, quello vero.

FABRIZIO ULIVIERI

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