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In generale sia “no” al burqa, d’accordo Ma è giusto ‘dirlo’ con un (altro) divieto? E intanto proponiamo il modello-velina(?)

settembre 16, 2010 di Redazione 

Sul giornale della politica italiana, ve ne sarete accorti, care lettrici, cari lettori, non leggete né dei “ritorni” di Veltroni né di “Berlusconi”, ovvero della politica politicistica autoreferenziale di oggi (tranne nella doverosa nota di cronaca di fine giornata). il Politico.it preferisce occuparsi del domani del nostro Paese, spingendo l’attuale nostra politica verso di esso, e preparandolo. Così, dopo avere studiato il sistema istituzionale tedesco ed avere affrontato il tema-immigrazione cercando di smuovere l’autoreferenzialità, ancora, del centrosinistra, usciamo con un breve commento di Giulia che, come sempre, spiazza: non rischiamo, ritrovandoci tutti d’accordo sulla necessità di affrontare con (peraltro) un ulteriore divieto il problema della copertura integrale del volto per le donne di religione islamica, di dimenticare che la vera questione è culturale e riguarda non solo la tradizione (eventualmente d’importazione) di altri Paesi, ma anche la nostra (tragica) attualità? Nella condivisione bipartisan della nostra politica autoreferenziale di oggi scorgiamo, lo diciamo con molto rispetto ma anche con convinzione, una certa nota di ipocrisia. Ce ne parla comunque la giovane co-conduttrice di Michele Santoro ad Annozero, in queste poche righe.

Nella foto, Giulia Innocenzi

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di GIULIA INNOCENZI

Tutti ad applaudire il divieto del burqa in Francia, e tutti pronti a importarlo in Italia in nome della libertà e salvezza delle donne oppresse.

Ma siamo proprio sicuri di liberarle con un altro divieto?

E perché non occuparci delle veline, allora, che certo fanno uso dell’emancipazione, ma in una maniera alquanto bizzarra?

GIULIA INNOCENZI

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