Stracquadanio: “Oggi è lecito prostituirsi (ma solo) per fare carriera nella società” Ecco un altro guasto del berlusconismo
settembre 13, 2010 di Redazione
Nella foto, Giorgio Stracquadanio
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di ANDREA SARUBBI*
Ci mancava solo che tirasse fuori la parabola dei talenti, ma Giorgio Stracquadanio oggi c’è andato vicino: per avere successo bisogna far fruttare tutti i mezzi che madre Natura ci ha regalato, dal cervello al cuore, e pure un po’ più giù. Dunque, per entrare in Parlamento è lecita anche qualche bottarella al leader di turno: nessuno si erga a censore, perché l’unico sovrano è il popolo che giudicherà gli eletti in base a quello che faranno durante il mandato. Così parlò lo spin doctor di Berlusconi, quello che nel 2006 gli suggerì l’abolizione dell’Ici e che oggi ne fomenta le manie di grandezza dalle pagine web del Predellino.
Le considerazioni morali le faccio dopo. Prima vorrei aprire una parentesi tecnica: al deputato Stracquadanio, autorevole membro della Commissione Affari Costituzionali, sfugge un dettaglio non proprio irrilevante, e cioè che con questa legge elettorale sia impossibile giudicare gli eletti in base a ciò che faranno. Se vuoi il sultano, insomma, devi mantenergli pure l’harem. Chiusa parentesi tecnica.
Ma è sul fronte morale – inteso nel senso più profondo del termine: il fronte dei mores, dei costumi, delle abitudini, degli stili di vita di una società – che queste parole mi fanno rabbrividire. E non perché sia bacchettone, ma perché mi fanno toccare con mano il danno più profondo provocato dal berlusconismo alla società italiana: un danno culturale, molto più che politico, che ha indebolito le ginocchia della mia generazione e di quelle successive. Se siamo delle mozzarelle, degli invertebrati, la colpa è anche loro. Di quella stessa destra che una volta si faceva bella con i sacrosanti discorsi sulla meritocrazia, ma che oggi include tra i meriti quello di avere indovinato il letto giusto; di quei sedicenti liberali che parlavano tanti anni fa di ascensore sociale bloccato, ma che oggi ti invitano, tutt’al più, a prendere l’ascensore di un altro. Sposa un miliardario, trombati un potente, e le porte ti si apriranno: poi, ma solo poi, avrai (forse) l’occasione di dimostrare ciò che vali davvero.
Perché le mie colleghe del Pdl – tra le quali ce ne sono parecchie in gamba, con storie di militanza politica alle spalle – hanno attaccato la finiana Angela Napoli, quando l’altro giorno ha sollevato il problema? Perché, invece di difendere il principe, non capiscono che questo meccanismo di selezione danneggia in primo luogo loro?
Oggi, a dire la verità, qualche deputata del Pdl ha cercato di replicare al collega di partito, ma sempre con il sorriso sulle labbra: il caro Giorgio è un giocherellone, gli piace provocare, eccetera eccetera. Purtroppo, il mio timore – ma è una certezza – è che lo spin doctor ci creda davvero, come del resto il suo migliore paziente.
ANDREA SARUBBI*
*Deputato del Partito Democratico


Poi si dice che una inorridisce davanti a queste dichiarazioni, non ci sono commenti, questo significa che d’ora in avanti noi dobbiamo insegnare ai nostri figli ed anche alle generazioni future che se vuoi andare avanti a fare carriera devi prima prostituirti con uno che conta se no rimani un morto di fame. La cosa che più mi fa rabbia e che noi continuiamo a votare ‘sta specie di gente.
Stracquadanio: manipolate (come al solito) le mie parole.
http://qn.quotidiano.net/politica/2010/09/13/383979-stracquadanio_choc.shtml
Lord Stracquadanio è un vero ideologo del liberalismo nel PDL e ci ha lasciato tutta una serie di perle di saggezza da cui poter desumere l’alto senso di responsabilità cui svolge il suo mandato politico
Le perle di saggezza di Giorgio Stracquadanio