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Il discorso di Bersani, segnali di risveglio Ma ‘progetto-Paese‘ non è formula magica

settembre 13, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è una delle “sorgenti” della nostra politica, il motore del cambiamento di quella autoreferenziale di oggi e della preparazione di quella di domani. Qui, riguardo a quest’ultima, pensano e si confrontano i principali talenti della politica italiana (e non solo) del futuro lavorando al Paese del 2020 (ma anche prima). Qui, riguardo alla prima, passano ogni giorno tutti i protagonisti della nostra politica (appunto) autoreferenziale di oggi per sbirciare e raccogliere idee, suggerimenti su come fare finalmente meglio (per il Paese). A destra come a sinistra. Lo fa il presidente della Camera, lo fanno nel Partito Democratico. Ai Democratici, in particolare, diciamo da mesi che quello che occorre al centrosinistra è un progetto per il Paese, un’idea complessiva su come ri-fondare (quasi da zero, per quanto possibile) l’Italia del futuro (e dopo rilanceremo le nostre proposte). Il discorso di ieri di Bersani ci dice che il messaggio è ormai “arrivato” ma anche che ancora il Pd fatica ad elaborarlo: Bersani ha in effetti detto di (un) progetto (per il) Paese, che consiste però nella riformulazione bersaniana in una serie di idee (più o meno) sconnesse tra loro (come prima), solo introdotte da questa che non è però una formula magica, ma il senso di un’impostazione. Un passo in avanti, comunque. Ma, contemporaneamente, la “fatica” a padroneggiare il concetto dimostra probabilmente che tutto questo non è nelle corde (nelle possibilità?) di una (vecchia) classe dirigente abituata a gestire un’esistente predisposto ai padri della nostra Repubblica e che si è già superata concependo l’idea del partito unico dei riformisti (che, infatti, non padroneggia – ancora – bene, dalla quale è incondizionatamente tentata ogni giorno di fuggire). E’ l’inizio della presa di coscienza.            

Nella foto, Pigi: impermalosito?

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