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Stracquadanio: “Oggi è lecito prostituirsi (ma solo) per fare carriera nella società” Ecco un altro guasto del berlusconismo

settembre 13, 2010 by Redazione · 3 Comments 

La doppia (im)mora- le del Pdl. Anche se difficilmente potrà condividere le parole del collega di partito (?), Annalisa Chirico ci ha raccontato nei giorni scorsi come il ministro Carfagna dica no senza se e senza ma al fenomeno della vendita del proprio corpo, anche quando si tratta di una libera scelta (compiuta allo scopo di guadagnarsi da vivere). Oggi lo spin doctor del presidente del Consiglio (quello che, ci ricorda Andrea Sarubbi nel pezzo che state per leggere, suggerì l’abolizione dell’Ici e oggi anima l’house organ berlusconiano che prende il nome dal Predellino dal quale Berlusconi lanciò il Popolo della Libertà) spiega che, però, la prostituzione effettuata per (fare) strada è invece accettabile. Classismo da letto? Al di là della battaglia tra pover(ett)i, il deputato del Partito Democratico fa da sponda al discorso sviluppato per la scuola sull’impatto culturale del berlusconismo analizzando quest’altro, più specifico risvolto (?).        Read more

Il (dis)sens(t)o del governo per la scuola Se Brunetta dice quel che Gelmini pensa (Parafrasi): “Gli insegnanti? Fannulloni”

settembre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ Nichi Vendola il più lucido analizza- tore del berlusconismo. Fu il presidente della Puglia ad aprire gli occhi del centrosinistra e, forse, del Paese su come Silvio avesse cambiato culturalmente, e non solo in superficie, la nostra società. Ed è sempre secondo Vendola che, perciò, la (ri)costruzione della (nuova) Italia, che passa prima di tutto per l’aggiustamento dei guasti compiuti in questo quindicennio, richiede quindi la presa di coscienza, appunto, della reale entità del berlusconismo stesso. In tutta la sua narrazione il giornale della politica italiana sostiene la necessità, per il centrosinistra (contemporaneamente, come i nostri lettori sanno bene, consigliamo la maggioranza, e in entrambi i casi sempre con l’obiettivo di favorire il bene del Paese) di prescindere da Berlusconi – il progetto per il futuro deve essere libero-di non risentire di questo stesso quindicennio – ma sulla base di una propria dimestichezza ormai profonda del fenomeno-Berlusconi, che è evidentemente imprescindibile. Dunque, mentre da un lato pensiamo al futuro, non è inutile continuare ad indagare, e comunque a raccontare, la reazione (anti)culturale del presidente del Consiglio. La questione è, in definitiva, proprio la cultura: cultura che così come dovrà cessare di essere una voce del bilancio del Paese, e diventare IL bilancio, ovvero ricondurre a sé – e viceversa – ogni parte del progetto organico per rifare grande l’Italia, nel berlusconismo è stato il principale nemico da abbattere. E qual è la fonte primaria della cultura – e (quindi) dell’intelligenza – di un popolo? La scuola, naturalmente. Scuola che oggi riapre i battenti (ma ha rischiato di farlo molto dopo: al ministro era venuta anche l’idea di rimandarne l’inizio per consentire alle famiglie di andare in vacanza, non a caso – in tutti i sensi) in un clima di smobilitazione che ha l’aria di poter uccidere il nostro futuro. Dopo ci diremo come fare per evitarlo. Ora, seguendo la lezione di Vendola, approfondiamo il tema del rapporto (violento) Silvio/scuola con questo pezzo di Enea Melandri che ci racconta quel che davvero il governo pensa della scuola. Lo ha reso noto il suo portavoce più loquace: il ministro della Pubblica amministrazione. Sentite. Read more

Il discorso di Bersani, segnali di risveglio Ma ‘progetto-Paese‘ non è formula magica

settembre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è una delle “sorgenti” della nostra politica, il motore del cambiamento di quella autoreferenziale di oggi e della preparazione di quella di domani. Qui, riguardo a quest’ultima, pensano e si confrontano i principali talenti della politica italiana (e non solo) del futuro lavorando al Paese del 2020 (ma anche prima). Qui, riguardo alla prima, passano ogni giorno tutti i protagonisti della nostra politica (appunto) autoreferenziale di oggi per sbirciare e raccogliere idee, suggerimenti su come fare finalmente meglio (per il Paese). A destra come a sinistra. Lo fa il presidente della Camera, lo fanno nel Partito Democratico. Ai Democratici, in particolare, diciamo da mesi che quello che occorre al centrosinistra è un progetto per il Paese, un’idea complessiva su come ri-fondare (quasi da zero, per quanto possibile) l’Italia del futuro (e dopo rilanceremo le nostre proposte). Il discorso di ieri di Bersani ci dice che il messaggio è ormai “arrivato” ma anche che ancora il Pd fatica ad elaborarlo: Bersani ha in effetti detto di (un) progetto (per il) Paese, che consiste però nella riformulazione bersaniana in una serie di idee (più o meno) sconnesse tra loro (come prima), solo introdotte da questa che non è però una formula magica, ma il senso di un’impostazione. Un passo in avanti, comunque. Ma, contemporaneamente, la “fatica” a padroneggiare il concetto dimostra probabilmente che tutto questo non è nelle corde (nelle possibilità?) di una (vecchia) classe dirigente abituata a gestire un’esistente predisposto ai padri della nostra Repubblica e che si è già superata concependo l’idea del partito unico dei riformisti (che, infatti, non padroneggia – ancora – bene, dalla quale è incondizionatamente tentata ogni giorno di fuggire). E’ l’inizio della presa di coscienza.             Read more

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