Top

Il confronto tra destra italiana e tedesca Ecco una grande inchiesta in tre puntate 2 – L’ora del “duello” Merkel-Berlusconi

settembre 11, 2010 di Redazione 

Eccolo dunque, come promes- so, il confronto tra il presidente del Consiglio e il Cancelliere. Dopo aver introdotto l’analisi del presente con una riflessione storica sui percorsi dei due Paesi verso le rispettive unità nazionali, e prima di vedere com’è strutturata istituzionalmente la Germania, Gabriele Federici pone l’uno accanto all’altra Silvio e Angela Merkel segnando con una matita rossa le affinità e con quella blu le differenze tra i due. Che, cominciamo col dirlo, sono di più. La maggiore credibilità internazionale e la capacità di lavorare in chiave prospettica del Cancelliere rendono la Merkel un leader più “europeo” (e d’altra parte la stessa connotazione “continentale” è figlia, anche, delle peculiarità tedesche, che incidono e non poco nel definire il solco nel quale il capo di governo si muove, come vedremo) di Berlusconi. Che, a propria discolpa, ha, specularmente, un regime politico e istituzionale italiano che certo non favorisce la governabilità e dunque la possibilità di pianificare l’azione nel tempo. Ma entriamo nel tema.

Nella foto, Angela Merkel

-

di Gabriele FEDERICI

“The Economist”, storico settimanale d’informazione londinese, è famoso presso i suoi lettori per l’impronta tipicamente liberale dei propri articoli, il caratteristico British Humour, quindi, dulcis in fundo, la particolare brillantezza e rappresentatività delle sue copertine. La prima pagina dell’Economist della prima settimana di maggio di quest’anno mostra un volto minaccioso di Angela Merkel in uniforme mimetica, con sfondo l’Acropoli di Atene, in uno scenario inusualmente esotico, tipico del sud-est asiatico, dunque la presenza di elicotteri del tipo Agusta che hanno preso parte alle operazioni della guerra in Vietnam negli anni ’60. Il titolo della copertina è: “Acropolis now. Europe’s debt crisis spins out of control”. Il riferimento è chiaro: la celebre opera di Francis Ford Coppola, Apocalypse Now. La crisi finanziaria greca ha messo a dura prova la stabilità dell’euro e la compattezza dell’Unione stessa. L’esecutivo tedesco, consapevole della grave situazione economica mondiale e della sua posizione all’interno dell’Europa comunitaria, ha deciso di giocare un ruolo di primo piano. La Germania, ancora una volta la locomotiva dell’Europa, è intervenuta in soccorso di Atene con un prestito di oltre 22 miliardi di euro spalmato in tre anni: una decisione difficile e coraggiosa quella di Berlino, che ha visto l’elettorato tedesco non propriamente entusiasta nel venire incontro ai poco virtuosi greci. E l’Italia? L’importante contributo dei prestiti del governo italiano supera i 14 miliardi di euro, anch’essi dilazionati in tre anni. La differenza tra l’ammontare degli aiuti erogato da Berlino e la cifra stanziata da Roma sottende la sostanziale e diversa capacità economica e quindi politica dell’Italia e della Germania.

Reputata dalla rivista americana di economia e finanza Forbes come prima donna nella “List of The World’s 100 Most Powerful Women”, negli ultimi quattro anni, Angela Merkel è la prima donna cancelliere della Germania, la prima, quindi il più giovane capo del governo tedesco, ad essere nata dopo la Seconda Guerra Mondiale e il primo statista proveniente dall’allora Germania Est dopo il crollo del muro. Angela Merkel è in carica dal 2005 dapprima alla guida una grande coalizione “nero-rossa” (CDU/CSU – SPD) e in seguito alle elezioni del 27/09/2009, di una coalizione “nero-gialla” (CDU/CSU – FDP). Una serie di primati per la Merkel che hanno portato alcuni osservatori a paragonare la leader tedesca, per la sua provenienza da un partito di centro-destra e per i suoi studi scientifici universitari, a Margaret Thatcher, la famosa oppure famigerata “Iron Lady”. Le posizioni sulla leadership del cancelliere tedesco sono alquanto differenti. Nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare la Germania in questi ultimi anni, Angela Merkel continua a rimanere ancora popolare presso l’elettorato tedesco. “Alcune persone sostengono che la Merkel sia boriosa e provinciale, ma si sbagliano”, afferma Detmar Doering, segretario del “Liberal Institute” di Postdam. Continua Doering: “L’elettorato tedesco non è stupido, mai vorrebbero una Britney Spears come cancelliere della Germania, quanto piuttosto un leader serio nel quale essi possono credere. La Merkel sa quello che fa”. Nelle elezioni di settembre 2009 la Merkel ha ottenuto il 60% circa dei voti in tutta la Germania: una sostanziale vittoria per il centro-destra tedesco e una sonora sconfitta per l’SPD. La religione cristiana, di matrice protestante, la sua provenienza dall’est ed il fatto di essere donna costituiscono caratteristiche uniche per Angela Merkel, la quale rompe il trend dei suoi predecessori uomini, provenienti dall’ovest e di fede cattolica. La Merkel è stata criticata da alcuni esponenti del suo partito per aver spostato la propria linea governativa “a sinistra”, così come l’applicazione del salario minimo concernente alcune realtà lavorative e l’introduzione di un congruo stimolo fiscale mirante alla difesa delle istanze sociali ed economiche più svantaggiate e maggiormente colpite dalla crisi del 2008: mutatis mutandis, alcuni analisti hanno invece sottolineato il pragmatismo dell’esecutivo tedesco, capace di fare fronte alle sfide poste dalla crisi finanziaria internazionale.

Quali sono le differenze e le affinità tra Angela Merkel e Silvio Berlusconi?

Partiamo subito dal fatto che le differenze sono maggiori rispetto alle affinità: la sobrietà estetica, l’azione governativa e la credibilità di Angela Merkel sono più rilevanti rispetto a quelle di Silvio Berlusconi. A vent’anni dalla riunificazione, dopo una storia tribolata, l’immane tragedia del nazismo, delle deportazioni di massa e dell’instaurazione dopo la Seconda Guerra Mondiale di un altro totalitarismo nella sua parte orientale, la Germania si presenta nel 2010 come un paese forte, economicamente vincente, capace di affrontare la crisi nel migliore dei modi e politicamente credibile sullo scenario internazionale. Il capitalismo renano sembra vincere, al momento, sul capitalismo di matrice anglosassone. La logica dell’economia sociale di mercato, con la strutturazione di relazioni sociali stabili all’interno delle imprese, il rischio pressoché stabile del capitale investito, quindi uno scarso ruolo del mercato borsistico rispetto all’economia reale della produzione di beni e, dulcis in fundo, l’importanza del personale nella gestione dell’azienda hanno fatto sì che la situazione economica di Berlino sia decisamente migliore rispetto alla situazione economica di Londra e Washington. A capo di tutto questo troviamo Angela Merkel, lo stesso leader che ha saputo accogliere il Dalai Lama, con tutti gli onori, a Berlino, nonostante le minacce di ritorsione da parte della Cina nei confronti delle aziende tedesche operanti sul territorio cinese. Tutto questo a Roma non è avvenuto. L’esecutivo del governo italiano s’è ben guardato dall’ospitare ufficialmente la massima carica di un popolo, quello tibetano, che sta affrontando un vero e proprio genocidio culturale da parte delle autorità di Pechino. Il particolare episodio appena delineato, secondo chi scrive, rappresenta uno status quo caratterizzante il comportamento rispettivamente della Germania e dell’Italia: da una parte troviamo un paese coraggioso, capace di far valere la sua volontà e di far rispettare le proprie decisioni, sulla base di valori ampiamente condivisibili; dall’altra, abbiamo una realtà che sul panorama internazionale conta poco, ovvero praticamente nulla, timorosa della propria condotta.

La situazione economica dell’Italia è ben diversa da quella della Germania. Il reddito medio pro-capite di un cittadino tedesco supera di 5000$ il reddito medio pro-capite di un cittadino italiano. E’ opportuno fare una precisazione: la parte settentrionale della nostra penisola costituisce una delle realtà più produttive ed economicamente benestanti di tutta l’Europa comunitaria, mentre le zone dell’Italia meridionale rappresentano uno degli aspetti, socialmente ed economicamente, più arretrati dell’Unione stessa. Il cittadino italiano che vive in Lombardia può usufruire di un salario e quindi di servizi pubblici e privati migliori rispetto a quelli di un cittadino italiano che vive in Basilicata: la differenza del Pil pro-capite tra un lombardo ed un lucano sfiora i 14000€ annui. Nonostante sia presente una disparità salariale non indifferente tra i cittadini tedeschi provenienti dall’Est, nei confronti dei cittadini provenienti dall’Ovest, la Germania non soffre di una così consistente disuguaglianza sociale. Il presente deficit economico, e quindi politico, dell’Italia nei confronti della Germania non è da imputare all’esecutivo italiano e pertanto alla figura di Silvio Berlusconi: sarebbe una miopia molto forte, nonché una lettura altamente ideologica della vicenda.

La principale differenza tra Berlusconi e la Merkel è il fatto che il presidente del Consiglio italiano è essenzialmente un “tattico”, mentre il Cancelliere tedesco resta uno “stratega”. Cosa significa? Le discordanze tra il centrodestra nostrano e quello di Berlino, quindi tra l’esecutivo tedesco e quello italiano, sottendono la differenza sostanziale, di natura politica, culturale e civile che intercorre tra gli italiani e i tedeschi, una differenza che non trova immune neanche il centrosinistra italiano, rispetto al centrosinistra tedesco: così distanti, politicamente e storicamente, fra loro.

Perché Berlusconi può essere definito un “tattico”, mentre la Merkel una “stratega”? Il primo ministro italiano deve confrontarsi con una pletora normativa e politica che costantemente mina il proprio operato. L’operato dei governi italiani è storicamente reso difficile dalla bassa capacità governativa della figura del primo ministro: Berlusconi non è immune da questa specificità tutta italiana ed è costretto a programmare, giorno per giorno, la propria azione esecutiva per poter mantenere costantemente “in vita” il proprio governo. Berlusconi è dunque un tattico. Angela Merkel può essere identificata come un leader “strategico”, capace di promuovere politiche sia nel breve, sia nel lungo periodo. Sulla base di questo è logico chiedersi come sia strutturato il potere in Germania: quali sono i poteri del Cancelliere e come siano determinate la funzione esecutiva e quella legislativa.

(2 – continua)

Gabriele Federici

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom