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Diario. La grande rivoluzione liberale (?) Fini: “Nulla può interrompere legislatura” Berlusconi: “Le tasse giuste se del 30%” Su giustizia/Costituzione ‘po’ border line Ma adesso il governo modernizzi l’Italia

settembre 10, 2010 di Redazione 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il presidente del Consiglio è come uno scolaro distratto. I suoi processi (d’accordo), le pretese plebiscitarie gli impediscono di vedere il potenziale con il quale è “sceso in campo” e che metà del nostro Paese gli vorrebbe vedere finalmente realizzare, e che l’altra metà preferirebbe vedere messo in pratica piuttosto che essere costretto ad inseguirlo nelle sue divagazioni. Con Fini nei panni del compagno di banco che dà di gomito al proprio amico (lo possono essere ancora), il giornale della politica italiana si mette, per una volta, nei panni del maestro o del bidello: e prova a dare un consiglio al possibile primo della classe distratto da un ego eccessivamente prorompente. Silvio, hai detto a Mosca che l’aliquota al 30 è l’unica accettabile per un cittadino onesto, e che lo Stato (del quale, però, attenzione Silvio, il cittadino fa e deve sentirsi parte attiva) deve rendergli comunque servizi adeguati a giustificare (ulteriormente) questa richiesta di contributo. Sulla scorta anche della spinta di Fini, che su questo terreno ti verrebbe dietro di corsa, rendendosi disponibile a portarti anche lo zaino come uno scolaretto timido al compagno secchione, mettiti al lavoro per raggiungere questo tuo obiettivo – l’aliquota – unica? – del 30% e uno Stato finalmente efficiente e adeguato alle richieste che muove ai cittadini – nei prossimi tre anni di legislatura che nessuno ti potrà sfilare se lavorerai così. Rilancia l’azione del tuo governo sostenuto dalla maggioranza granitica che Futuro e Libertà e forse anche l’Udc (lascia progressivamente perdere la Lega: potrai permettertelo) ti garantirebbero in questo caso, e chiudi portando a compimento il tuo percorso nella politica italiana: sei entrato in politica per questo e con questo risultato potresti lasciare, passando alla Storia non per le magagne ma per avere modernizzato l’Italia. P.S.: Naturalmente, Silvio, lo diciamo ai nostri lettori: per fare bene questo devi dimenticare ciò che ti distrae. Lascia perdere la Costituzione e la giustizia – o riforma l’architettura costituzionale e il sistema giudiziario nel nostro Paese, ma ispirandoti, come ti chiede Fini, a principi di opportunità generale; ai tuoi processi ci penserà il lodo che i finiani si sono già detti disposti a votare – e rifai grande il Paese. Noi, se sceglierai questa strada, mantenendo la nostra equidistanza saremo pronti a continuare a spingerti, come facciamo con tutta la politica italiana onesta e responsabile. Come ti dicemmo già una volta, fallo per te, oltre che per il Paese: mai come in questo caso il tuo interesse e quello degli italiani – naturalmente, di coloro che credono in questi obiettivi: ma su questo terreno ogni posizione è legittima – coinciderebbero perfettamente. E non è impensabile che, allora, il tuo sogno (per la verità malcelato) di vedere schizzare la fiducia degli italiani all’80% si possa avverare. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.               

Nella foto, il presidente del Consiglio riflette: sulle nostre considerazioni?

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di Carmine FINELLI

Dopo lo scontro intestino al Popolo della Libertà, che si è consumato con il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello, arriva la prima bordata della nuova stagione del presidente del Consiglio, che al forum internazionale della democrazia, in Russia, punta il dito contro i magistrati. “Nel mio Paese la magistratura ha raggiunto un potere che non ha limiti. La magistratura deve essere potere dello Stato e non ordine dello Stato”. Intervistato da SkyTg24, il premier si scaglia contro la magistratura. “In alcuni Paesi e soprattutto nel mio, c’è una oppressione giudiziaria”, spiega. “Molte accuse della magistratura sono assolutamente inventate e mettono a rischio la governabilità del Paese”.
Durante il suo intervento Berlusconi parla anche dello scontro interno alla maggioranza. Racconta di aver ricevuto da molti amici a Yaroslav domande su cosa stia succedendo in Italia. “Li ho rassicurati – afferma – sono piccole questioni di professionisti della politica che vogliono avere la loro aziendina politica. Ma sono cose che non toccano la governabilità. Il mio governo – sottolinea – andrà avanti per i tre anni di legislatura che ancora mancano”. Per il Cavaliere, in Italia, “i governi sono fragili anche a causa di un’architettura costituzionale che fa sì che l’esecutivo deve far passare tutta la sua attività all’approvazione delle Camere”. Il primo ministro nota che “i padri costituenti erano molto preoccupati di un ritorno al regime fascista e ripartirono il potere tra le assemblee parlamentari, il capo dello Stato e la Corte costituzionale. Così – conclude Berlusconi – il governo non ha possibilità immediata di intervento ma deve passare sempre attraverso le Camere e ciò provoca difficoltà enormi”.
Le affermazioni del premier non sono piaciute a Massimo D’Alema. L’ex ministro degli Esteri definisce “grave e inusuale usare una sede internazionale per lanciarsi in polemiche politiche interne, lanciare frecciate ai suoi alleati, criticare la magistratura ed esprimersi sulla natura democratica dei partiti del suo Paese. Mi auguro che un capo del governo di questo genere se ne vada al più presto per il prestigio del Paese”.
Nel suo intervento Berlusconi si era occupato anche delle tasse. Lo Stato, secondo Berlusconi, dovrebbe chiedere ai propri cittadini non più di un terzo del proprio reddito. Se sono più alte “il cittadino vive le tasse come un furto o una rapina. Io da cittadino liberale – ragiona Berlusconi – ho sempre pensato che un cittadino sente le tasse come giuste per ciò che lo Stato svolge in favore del cittadino. Un terzo del reddito di un cittadino è una richiesta congrua: se lo Stato ti chiede di più è eccessivo, se è più del 50% come succede in alcuni Paesi, il cittadino lo sente come un furto o una rapina”. Dunque, è “importante per uno Stato democratico è che la richiesta del fisco sia equa, un terzo di quello che guadagna un cittadino”.
Infine, il Cavaliere ha rivelato che è impegnato nel finanziamento in Russia “di una istituzione italiana che parte dall’iniziativa di un sacerdote magico di 90 anni ed è la più grande organizzazione di sanità italiana che ha l’obiettivo di aumentare la vita media a 120 anni. Per arrivare a questa ulteriore permanenza di ognuno di noi su questa terra lo sforzo che dobbiamo fare è che ci sia su questa terra democrazia”, conclude Silvio Berlusconi.

Fini e la sfiducia. Sulla questione è intervenuto oggi il presidente del Senato, Renato Schifani. “Per regolamento e Costituzione il presidente Fini non è affatto sfiduciabile, se esercita il suo ruolo con autorevolezza, imparzialità e professionalità che gli vengono riconosciute”. Intervenendo alla scuola politica di Gubbio, Schifani ha commentato le ultime vicende. “Altre – aggiunge Schifani – sono le valutazioni politiche per cui il presidente del Senato non interviene. Dal punto di vista costituzionale – sottolinea il numero uno di Palazzo Madama – il presidente della Camera non può essere sfiduciato, a meno che non si sia macchiato di responsabilità, di cui non mi risulta si sia macchiato”. Nel pomeriggio, poi, il ministro della Giustizia Angelo Alfano chiarisce che le dimissioni di Fini “non fanno parte della discussione che si sta svolgendo in relazione alla presenza del presidente del Consiglio al Parlamento, a fine mese. L’intervento del premier riguarderà invece il programma politico del Pdl”.
Dal canto suo Gianfranco Fini si è detto “soddisfatto di quanto affermato da Schifani. È la riprova – spiega il presidente della Camera – di quanto fosse bizzara una ipotesi diversa. Non c’è nulla che possa mettere seriamente in discussione la durata della legislatura e quindi il mantenimento da parte dell’Italia degli impegni assunti a livello internazionale”.

Carmine Finelli

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