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Una multa per i parlamentari assenteisti Barroso, svolta “aziendale” a Strasburgo

settembre 10, 2010 di Redazione 

Dal congelamento di metà dello stipendio per chi salta il 50% delle sedute alla nuova norma che prevede penalità per ogni assenza dall’emiciclo. A mali estremi estremi rimedi: di fronte ad un tasso di assenteismo da sempre più elevato di quello dei singoli parlamenti nazionali, il presidente della Commissione europea decide di ricorrere ad una soluzione drastica che – se sarà confermata – dovrebbe contribuire ad invertire una tendenza che non favorisce certo il consolidamento di istituzioni continentali a detta di tutti ancora “evanescenti” soprattutto nella percezione dei cittadini europei. Una scelta che, inevitabilmente, incontra l’opposizione di molti eurodeputati preoccupati dalla prospettiva di vedersi alleggerire il ricco portafogli o di dover fare finalmente in modo serio e responsabile il proprio lavoro. Ce ne parla Enea Melandri.

Nella foto, Josè Manuel Durao Barroso

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di Enea MELANDRI

Il presidente della Commissione Europea, José Manuel Durão Barroso, ha deciso di combattere l’assenteismo degli eurodeputati; chi non si presenta a una seduta plenaria sarà punito con una multa, denaro sonante che sarà detratto dallo stipendio. La regola, del tutto nuova e inaspettata, sarà applicata senza sconti a Strasburgo.

Dalle 9 alle 11 e 45 i parlamentari dovranno essere tutti presenti nell’emiciclo per seguire i lavori; per tre volte, a intervalli irregolari, sarà effettuata una prova di voto. Una specie di appello elettronico: chi non risponderà due volte su tre inserendo la sua tessera di riconoscimento nel banco, subirà una penalità.

Oltre a essere additato come assenteista, chi non si presenta nell’emiciclo prenderà una multa salata che sarà comminata dall’ufficio di presidenza.

Il provvedimento del presidente della Commissione arriva dopo anni di polemiche, all’interno dell’Unione e sui mass media europei, a proposito dell’assenteismo dei deputati.

Il rapporto di un assistente parlamentare, nel 2009, aveva messo in luce un alto assenteismo soprattutto tra gli italiani, ma la tendenza è generalizzata. Barroso, nell’annunciare il nuovo provvedimento, non ha fatto i conti con i suoi deputati. Molti hanno criticato l’innovazione. Sono infatti alcune centinaia le risposte di indignazione rispedite al mittente.

Potito Salatto, eurodeputato del Ppe: “Questa volta Barroso ha esagerato – sbotta – Ha fatto sapere che multerà gli eurodeputati che non saranno presenti in aula al dibattito sullo Stato dell’Unione di cui lui è relatore. È un comportamento indecente, che svilisce il nostro ruolo, trasforma noi parlamentari in una claque retribuita”.

“Il meccanismo studiato dall’ufficio di presidenza ha qualcosa di perverso. Sembra di essere tornati a scuola, quando la maestra metteva in castigo chi non si comportava bene – incalza l’eurodeputato – Ma qui siamo in Parlamento e sono convinto che partecipazione ai dibattiti è ampia quando si parla di cose serie e senza che si introduca una minaccia di qualsiasi tipo”.

Raffaele Baldassarre, altro europarlamentare del Ppe, sempre presente nelle sedute plenarie, inclusi voti e dibattiti, chiede una riunione di gruppo e discutere della questione. Da parte sua, nella missiva di dissenso, dichiara di essere “in pieno disaccordo con il contenuto e i metodi adottati dalla conferenza dei presidenti”.

Per molti a Strasburgo, questa nuova regola sulla presenza in aula è caduta dall’alto senza che ci sia una normativa che la preveda e senza che sia avvenuto un micro dibattito pubblico. L’unica sanzione prevista e condivisa, invece, è quella per i deputati particolarmente assenteisti. In pratica, chi non partecipa almeno al 50% delle sedute parlamentari incassa mezzo stipendio. E nella sessione 2009-2010, sono stati 132 gli eurodeputati che non si sono fatti granché vedere nell’emiciclo: l’Assemblea ha già risparmiato 243mila euro.

Trovo l’iniziativa molto interessante, e ne auspicherei l’applicazione anche ai parlamenti nazionali, dove spesso si rilevano grandi tassi di assenteismo. Sarei anche per fissare un limite alle mancate presenze ingiustificate, superato il quale vi è la sospensione o la sostituzione. Se hai altro da fare, occupati delle tue faccende, lasciando la responsabilità della cosa pubblica a qualcuno davvero interessato e disponibile.

Enea Melandri

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