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Bocchino: ‘Sì al neo-scudo salva-cariche’ Schifani: “Pres. Camera non sfiduciabile” Prove di ricucitura tra Silvio e Gianfranco E se alla fine i due tornassero ‘assieme’?

settembre 10, 2010 di Redazione 

Non sarebbe la prima volta – anche se mai si era arrivati a questo punto – che i due ex cofondatori del Popolo della Libertà rompono e poi ricuciono. Le condizioni, contro ogni apparenza, ci sono. Perché è sincera l’ambizione di Fini di fondare una moderna destra europea. E a Berlusconi, in fondo, importa evitare le proprie condanne giudiziarie e perseguire un’altra serie di interessi particolari contro i quali il capo di Montecitorio potrebbe anche non essere disposto a mettere in gioco tutto (nonostante la svolta). Ecco perché dai rispettivi fedelissimi arrivano i primi segnali di apertura. Scopriamo insieme i possibili scenari.

Nella foto, un (vecchio) abbraccio tra Silvio e Fini: li rivedremo così?

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Rispetto alla possibilità di condanne giudiziarie, è già arrivato il placet del luogotenente di Gianfranco ad un lodo similAlfano purché valga non (solo) per il caso specifico del premier ma per la presidenza del Consiglio (e presidenza della Repubblica, del Senato, della Camera) in quanto tale. Come già annunciato nel “manifesto” di Mirabello. Mentre, per ciò che riguarda la moderna destra europea, si tratta di una questione comunque da rinviare al dopo-Berlusconi, sia che i due si rimettano insieme oppure no – finché ci sarà Silvio, Fini non avrà comunque gioco a cambiare i connotati del conservatorismo italiano – Ed è una partita che – come avvenuto fin’oggi – il presidente della Camera può giocare molto più agevolmente in un’alleanza – certo, forse non nello stesso partito – con Berlusconi. E poi l’ambizione di Fini può essere un eccellente motore per un rilancio dell’azione di governo.

L’unico vero ostacolo a tutto questo sembra essere il conflitto tra i valori nazionali del presidente della Camera e il secessionismo della Lega. Ma Silvio potrebbe a sua volta non essere disposto a sacrificare la legislatura – e il suo futuro, non solo politico – sull’altare di un federalismo rock (anche se per ora Bossi rappresenta la sua ancora di salvezza). E dietro l’angolo c’è l’Udc di Casini, che ad un governo che rinunciasse a certe deformazioni e seguisse la strada finiana potrebbe anche essere disposto ad offrire il suo sostegno… Nel solco dell’unità europea nel Ppe.

Tutto questo sarebbe anche ciò che di meglio ci si potrebbe attendere, allo stato attuale delle cose, per il Paese. Per questo lo scriviamo. Non perché ci si possa credere fino in fondo (difficile che a questo punto Silvio vinca i propri riflessi incondizionati). Ma perché è ciò che, coerentemente con quanto il giornale della politica italiana sostiene da sempre, auspichiamo. Per il bene dell’Italia. E non è così impossibile. Provateci.

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