Top

Esclusivo. Parla il vice di Angelo Vassallo “State certi: continueremo la sua opera Camorra non metterà mai piede a Pollica”

settembre 8, 2010 di Redazione 

La morte del primo cittadino di Acciaroli ha commosso e mobilitato le coscienze di tutta l’Italia onesta e responsabile. Vassallo è, appunto, il simbolo di ciò che la nostra politica sarà – perché lo sarà – tra qualche anno in tutto il nostro Paese. E’ dunque naturale, oltre ad essere un nostro dovere civico, che il giornale della politica italiana se ne occupi ampiamente. E lo fa, come sempre, stando un passo avanti agli altri. Accanto alla testimonianza del fratello raccolta da altri quotidiani, ecco quella del più stretto collaboratore di Vassallo, intervistato in esclusiva da Attilio Ievolella per il Politico.it. Un’intervista politica, inevitabilmente, con la quale scopriamo ulteriormente la qualità dell’impegno del “sindaco-pescatore” per il suo territorio, difeso dalla criminalità organizzata anche attraverso la difesa dalla cementificazione selvaggia che caratterizza invece altre amministrazioni, sia di centrosinistra sia di centrodestra. E in cui ci viene svelato il dramma di una comunità violata, vergine fin’oggi alla penetrazione della camorra e adesso sul baratro di una possibile contaminazione. «Ma – dice al giornale della politica italiana Stefano Pisani, 35 anni – ciò non sarà possibile perché, ce lo siamo detti, noi continueremo sulla strada sulla quale ci ha avviato Angelo». di A. IEVOLELLA

Nella foto, Angelo Vassallo, sindaco di Pollica

-

di Attilio IEVOLELLA

“A Pollica la camorra mai è arrivata e mai arriverà. Grazie all’impegno e all’insegnamento di Angelo Vassallo”. A parlare è Stefano Pisani, 35 anni ancora da compiere, componente della giunta comunale e vice-sindaco. E le sue parole sono quelle di una comunità scossa dall’agguato mortale mosso ad Angelo Vassallo, peraltro sindaco storico di Pollica – l’ultima elezione a primo cittadino è stata la seconda consecutiva e la quarta in totale – ucciso come sappiamo nella notte tra il 5 e il 6 settembre, e rabbiosa per l’accostamento alla criminalità organizzata.

Per Pollica, 2471 abitanti, paesino della provincia di Salerno, collocato all’interno del Parco nazionale del Cilento e caratterizzato da borghi che si rivolgono verso il monte Stella e verso il mar Tirreno, la realtà oggi è, però, durissima: in secondo piano le bellezze naturali e turistiche, in primo piano, invece, il sangue del suo sindaco. “Guardi, ho letto, in queste ore, titoloni assurdi, senza senso, vere e proprie assurdità. Tutto con pochissimo rispetto. Dalle nostre parti il vivere è sempre stato tranquilla quotidianità. certi fatti non sono mai accaduti”. Poi il timore, o forse la consapevolezza, che l’assassinio di Vassallo sia stato un segnale a un paese (e a un intero territorio) prende piede: “Segnali? Se qualcheduno ha voluto lanciare un segnale, sappia che questa comunità mai farà un passo indietro, mai accetterà in silenzio queste atrocità”.

C’erano state avvisaglie?
“Siamo sempre stati immersi, fino a due giorni fa, nell’attività amministrativa del Comune. Mai abbiamo avuto sentore, mai abbiamo neanche immaginato ciò che sarebbe poi accaduto”.

Ora, però, lo spettro della criminalità organizzata, la camorra, incombe…
“Posso garantire che la camorra mai ha messo piede nella nostra comunità. Questo grazie ad Angelo, alla sua attività di sindaco e di cittadino, alla sua capacità di non concedere neanche uno spazio. Lo posso dire a chiare lettere: in questo territorio la camorra non c’è mai stata e mai arriverà. Perché dobbiamo continuare ad avere come modello Angelo Vassallo, un amministratore che creato un modello fatto di tutela del territorio e del buon governo”.

Buon governo che, con qualche specifico “no” a tentativi di penetrazione da parte della criminalità, “spiegherebbe” – per quanto possibile – quanto accaduto.
“Per quanto mi riguarda, dico infatti che spazio per speculazioni edilizie non c’è mai stato, così come non ci sono mai stati spiragli per interventi che potessero avere ripercussioni negative sul territorio. Qui a Pollica, sotto la guida di Angelo, abbiamo approvato nel 2005 il Piano regolatore e a giugno di quest’anno abbiamo anche varata l’area parco. Angelo, lo ripeto, non ha mai consentito, in nessuna occasione, che si speculasse sul territorio: qualche anno fa, giusto per farle un esempio, chiese lui personalmente di eliminare una zona edificabile originariamente prevista nella area parco. L’ottica in cui si è sempre ragionato è semplice: piuttosto che un enorme intervento di una grande azienda, che non porta benessere alla comunità, meglio dare spazio a piccoli interventi che facciano crescere il paese, che lo migliorino sempre. Ecco perché Angelo ha sempre preferito la valorizzazione del centro storico all’idea di enormi colate di cemento.
E quando si pone in essere un’attività amministrativa forte, combattendo per la difesa del territorio, non ci si può permettere compromessi: ciò significa esporsi anche a richieste di verifica e segnalazioni. Ogni volta, però, tengo a sottolinearlo, dalla magistratura è arrivata una parola definitiva a favore dell’azione di Angelo, di questa amministrazione”.

E ora cosa succederà all’amministrazione comunale di Pollica?
“Siamo tutti consapevoli, e ce lo siamo già detti, che non possiamo e non dobbiamo abbandonare l’attività che Angelo stava portando avanti. Non si può pensare di cancellare quindici anni di sano sviluppo del territorio! E tenga presente che l’azione, l’impegno, l’esempio di Angelo Vassallo debbono valere non solo per la nostra comunità ma per tutta la politica italiana, che pare sempre più spesso dimenticare che lavorare bene significa risolvere i problemi delle persone comuni, dei semplici cittadini”.

Il primo passo sarà…
“E’ stato la fiaccolata di ieri sera, che ha coinvolto tutto il paese di Pollica ed è stata la dimostrazione tangibile di come la nostra comunità non accetti queste atrocità e di quanto sia forte il ricordo di Angelo Vassallo in ognuno di noi. Lo sa io come lo ricordo? Come un sindaco che era a contatto, letteralmente, ogni giorno coi propri cittadini, per conoscere i loro problemi e le loro esigenze, per provare a dare loro una risposta positiva”.

Tutto questo con un occhio rivolto alle indagini che stanno proseguendo in queste ore, e che coinvolgono la Procura di Vallo della Lucania e la Direzione distrettuale antimafia di Salerno. La speranza è che gli inquirenti riescano a fare presto luce su un attentato che ha tramortito un’intera comunità.

Attilio Ievolella

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom