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Ora Bar Democratico, di Emidio Picariello Nuovo Ulivo, la novità (?) spiazzante (…) Provateci pure ma se va male tutti a casa

settembre 6, 2010 di Redazione 

E’ proprio il caso di dirlo: a casa (finalmente) i vecchi dirigenti partorienti (?) solo vecchie idee (?), ma a casa (e ben serrati) più in generale tutti quanti, perché in quel caso Berlusconi si ritroverebbe a palazzo Chigi con una maggioranza schiacciante e completamente omologata a sé. E’ l’ora dell’aperitivo al Bar Democratico, e tra un crodino e una manciata di patatine si discute delle ultime proposte di Bersani. La firma della rubrica è del giovane dirigente de iMille e del Pd.

Nella foto, Emidio Picariello

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di Emidio PICARIELLO

Il segretario del Pd ha detto che c´è bisogno di un nuovo Ulivo per sconfiggere Berlusconi. La base del partito, buona parte della base, almeno quella più evoluta vive questa frase come una vera e propria doccia fredda. Prima di tutto il linguaggio, perché la forma e la sostanza ogni tanto vanno di pari passo. Bersani parla di un nuovo Ulivo. E´ davvero chiedere troppo quando si chiede di non vivere la politica con gli occhi dietro la nuca? Questo utilizzo di nomi già visti da parte di persone già viste è sintomatico di una politica di sinistra priva di qualunque progressismo (sic!).

Ma non è questa la cosa più grave; vogliamo fare un nuovo Ulivo? Proprio non riusciamo a trovare neanche una nuova parola? E sia, facciamo un nuovo Ulivo. Solo che se l´obiettivo è quello di sconfiggere Berlusconi vuol dire che questi 15 anni, oltre a essere stati a guardare un cattivo governante senza opporci con la necessaria determinazione, non abbiamo neanche imparato niente. I casi sono due: o c´è qualcosa che Bersani sa e io no, qualcosa di secretato dai Servizi, ovvero le prove del fatto che Berlusconi ha rubato alle elezioni, oppure semplicemente Berlusconi è presidente del Consiglio perché le persone lo votano.

Facciamo un piccolo inciso e poi torniamo a questo assunto. L´inciso: quella notte del 2006 noi c´eravamo e siamo stati a guardare la televisione fino alle ore piccole. E sembrava che l´Unione dovesse prendere il 53%. Poi però col passar delle ore le informazioni arrivavano sempre più contrastanti e nella mia testa si formavano due ipotesi: la prima quella che ho sempre dato per buona e cioè che nelle zone “rosse” le operazioni siano più veloci perché la gente di sinistra è meglio organizzata – davvero, è una teoria strana ma fateci caso, funziona quasi sempre. La seconda ipotesi è quella dei brogli elettorali. Una delle “prove” portate a sostegno di questa tesi era che i testimoni di Geova votano in massa ma votano scheda bianca e che quindi le 600.000 schede bianche sarebbero state proprio quelle dei testimoni e dei simpatizzanti.

Ora, non sono in grado di verificare i dettagli delle altre ipotesi complottiste - Tavaroli e la Telecom, Ghioni e così via, se fate una ricerca con Google trovate di tutto – ma vi posso dire per certo che i testimoni di Geova NON vanno affatto a votare. E contando anche i simpatizzanti arrivano a 400.000. Se anche gli altri argomenti sono questi, sono sciocchezze da gente che non vuol guardare in faccia alla realtà. Insomma, se per qualche momento sono stato tentato di cedere alla voglia di credere alla “svolta autoritaria” costituita da una elezione falsata, poi la ragione ha prevalso e mi sono rassegnato a credere quello che Bersani oggi – e sono finalmente arrivato al punto – sembra ignorare: Berlusconi ha vinto fin qui perché le persone lo hanno votato. E lo hanno votato per un sacco di motivi, fra gli altri quello che la sinistra non sta proponendo niente di alternativo, e non parlo solo di persone alternative, ma soprattutto di politiche alternative.

In questi giorni la Bindi ci ha messo quello che i comunisti che ancora giocano a carte nei circolini ARCI chiamano il “carico da 11″: proporre addirittura a Fini un´alleanza “per la democrazia”. In questo modo il Pd si infilerebbe in una “lose-lose situation” in modo così evidente e palese che sorprende che questi dirigenti non se ne rendano conto.

Se questa accozzaglia folle composta dal Pd e dagli ex fascisti di Fini e da Casini – ma anche senza gli ex fascisti di Fini, solo l’alleanza con Casini sarebbe da sola esiziale – riuscisse a vincere, che posizione avrebbe sulle coppie di fatto? Che posizione avrebbe sull´immigrazione? Che posizione avrebbe sul sud? E sullo statalismo? E la sicurezza? Rapporti Chiesa-Stato? Sarebbe un governo non in grado neanche di fare una legge. Neanche una. Roba da far sembrare iperattivo il governo Prodi.

Se perdesse – cosa per altro probabilissima – Berlusconi acquisirebbe un potere tale da non avere neanche bisogno di un colpo di stato. Si troverebbe da solo – con la Lega, insomma, da solo – ad avere tutto il potere, senza nessun tipo di contraltare.

I dirigenti di questo partito che vogliono fare questa alleanza la facciano, però se la cosa fallisce, se il Pd continua a perdere terreno, se arriva praticamente a sparire (siamo tutti d’accordo che un Pd al 20% è praticamente scomparso, no?), si dimettano. Sul serio. Chi è d´accordo con questa alleanza, lo metta nero su bianco e il giorno dopo le elezioni, nel caso di un risultato disastroso che chiunque può prevedere con assoluta semplicità smetta per sempre di fare politica e lasci il passo a gente che non è così accecata dal bisogno di stare a galla da non riuscire a spiccare più nessun volo.

Emidio Picariello

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