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Ecco chi era il sindaco ucciso da camorra Il perché gli infami lo hanno voluto morto Se nel Paese cresce bisogno di giustizia

settembre 6, 2010 di Redazione 

Angelo Vassallo, primo cittadino di Acciaroli, è stato assassinato dalla mafia per il suo impegno per la legalità. L’essere uno dei (tanti) simboli dell’Italia onesta e responsabile che il giornale della politica italiana si impegna ogni giorno perché possa(no) riprendersi il proprio Paese – per poi “condividerlo” con una restante parte da coinvolgere e rimotivare – sono dunque le ragioni dell’”offesa” alla camorra e della volontà di quest’ultima, che proprio in virtù dello sviluppo creato dal sindaco aveva maturato forti appetiti sulla zona, di liquidarlo. Ma qual è, nello specifico, il lavoro che Vassallo stava svolgendo ad Acciaroli; quali sono i semi di un Paese nuovo che aveva seminato a Pollica e che dobbiamo tutti impegnarci perché vengano sparsi sul resto del territorio nazionale? Ce lo racconta, con questo ritratto, Nicolò Bagnoli.       

Nella foto, Angelo Vassallo, ucciso dalla camorra per la sua onestà e la sua responsabilità

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di Nicolò BAGNOLI

Una speranza per il Cilento. Così il procuratore Angelo Greco ha definito Angelo Vassallo, sindaco di Pollica (Salerno) barbaramente assassinato questa notte.

Vassallo era definito “sindaco-pescatore” (per la sua professione di imprenditore nel settore ittico). Firmava ordinanze singolari (la multa di 500 o di 1000 euro per chi gettava mozziconi di sigaretta in terra), e non si sottraeva a nessuna battaglia: nel novembre 2009, quando la Capitaneria di Porto di Salerno interdette al traffico marino il porto di Acciaroli dopo una mareggiata, Vassallo scrisse direttamente al ministro dei Trasporti. “L’area portuale e’ in perfetta sicurezza – disse alla stampa locale – ci sono solo tre cassette della luce danneggiate che ripristineremo immediatamente. Bastava che la Capitaneria avvisasse il Comune e i tecnici avrebbero provveduto”.

Proprio sui lavori nel porto, a suo giudizio “fatti male” da una ditta napoletana, l’amministrazione di Vassallo aveva aperto un contenzioso. Ma era soprattutto un simbolo della legalità. A “Repubblica” il procuratore aggiunto di Torre Annunziata Raffaele Marino, grande amico di Vassallo, si spiega così la sua morte: “Angelo Vassallo, il mio caro amico Angelo, è stato ucciso per un no di troppo. Un no pronunciato a gente che non ammette risposte negative. Un no detto in faccia alla camorra. Non ho dubbi”. Secondo Marino, “Vassallo è stato un sindaco che è riuscito a coniugare una tradizione antica, quella marinara e contadina del Cilento, con la modernità ed è ruiuscito a farlo trasformando Acciaroli e le altre frazioni montane in luoghi di tradizione e di cultura, è stato una persona fondamentale: con lui Acciaroli ha cambiato faccia, diventando di fatto uno dei luoghi di villeggiatura più importanti del Sud”.

Era un sindaco vicino alla gente, che lo amava davvero: ”Perché lo guidava la legge. Era nel suo Dna. C’è un particolare che non dimenticherò mai e riguarda il recupero del centro storico: Vassallo andava letteralmente porta a porta dai residenti, con umiltà, pazienza e fermezza per dire loro: “Per favore, aggiustate quella finestra, togliete l’alluminio e mettete il legno, e simili. La sua carta da giocare era uno splendido rapporto personale con la gente di Acciaroli. Lo amavano tutti”.

Sul movente dell’omicidio, Marino cambia tono: “Temo che abbia detto qualche no di troppo e che la rinascita di Acciaroli abbia suscitato di questi tempi appetiti forte da parte della camorra. Le modalità del delitto sono di chiaro stampo camorristico e sono certo che i colleghi di Vallo della Lucania e quelli di Salerno, dove il procuratore è Franco Roberti, già a capo della Direzione distrettuale antimafia napoletana, non lesineranno energie per riuscire a risolvere in tempi stretti questo vile assassinio e per smascherare eventuali tentativi di infiltrazioni camorristiche che, purtroppo, nella zona ci sono storicamente state”.

“Un simbolo della legalità. Un uomo che non ha voluto piegarsi”. Ecco chi era, secondo Marino, Angelo Vassallo.

Nicolò Bagnoli

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