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Oggi è il giorno della verità (di Mirabello) Ma Fini getterà ancora acqua sul fuoco(? Se comunque le elezioni sono inevitabili

settembre 5, 2010 di Redazione 

Il presi- dente della Camera torna a parlare in pubblico un mese dopo la formazione dei gruppi separati. Nel suo «discorso alla nazione» probabile un profilo alto e pochi riferimenti diretti alla crisi con il premier. Ma proprio per questo sarà ancora più interessante ascoltare cosa ha da dire Fini. Da parte sua Berlusconi sembra ormai rassegnato alle elezioni anticipate. Un primo segnale sono le… mosse sul mercato milanista: ce ne parla il nostro Attilio Ievolella. Ma oggi la percezione di un destino segnato ha lasciato il posto alla volontà di scriverlo, quel destino. A cominciare dalle tappe di avvicina- mento. Per questo il presidente del Consiglio rinvia, per il momento, il confronto sul processo breve e pensa al voto nella prossima primavera. Ma di questo parleremo nelle prossime ore. Intanto, le ele- zioni anticipate (in tutti i sensi) dagli acquisti di Ibra- himovic e Robinho da parte del Milan.

La vignetta è di theHand

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di Attilio IEVOLELLA

Il fischio di inizio… della campagna elettorale è arrivato dagli spalti di un campo di calcio. A simboleggiarlo due fatti assolutamente slegati dalla nostra politica, almeno all’apparenza, ma assolutamente legati a quello che è il “valore” più importante oggi: l’immagine.

I due fatti sono i due acquisti, a sorpresa, portati a termine dal Milan, proprietà di Berlusconi, questa estate: nell’ordine, Zlatan Ibrahimovic e Robinho. Due calciatori, sia chiaro, non certamente due filosofi politici.

Perché essi si collocano in un contesto attiguo alla politica italiana? Per quello che, come detto, è il “valore” per eccellenza. L’immagine, anche dal punto di vista sportivo, del presidente del Consiglio era offuscata. Alla chiusura dello scorso campionato, nello scenario di San Siro, lo stadio che ospita il Milan, una durissima contestazione, con striscioni come “Presidente bocciato, assente ingiustificato”. E all’apertura della nuova stagione la contestazione non si era certo placata: la presentazione della nuova rosa del Milan, alla fine di luglio, era stata l’ennesima conferma.

Il malcontento, le critiche, le valutazioni negative erano alla soglia limite. E l’immagine ne risentiva in maniera forte. Tutto ciò con l’aggravante di una situazione politica assai precaria, e anch’essa foriera di contestazioni.

Nonostante tutto, però, il leader di Arcore, appassionato tifoso milanista, orgoglioso delle gesta compiute in un passato anche recente – inevitabile la conta, a memoria, delle vittorie conquistate dal Milan berlusconiano – aveva ribadito la linea dettata nell’ultimo anno. Nessuna spesa folle – esattamente il contrario di quando era entrato nel mondo del calcio – attenzione agli equilibri di bilancio, e, se possibile, massimo profitto (in campo sportivo) col minimo sforzo (economico). Anche perché la crisi globale pesava e pesa, in Italia gli effetti sono all’ordine del giorno, eppoi il Milan ha da fare i conti, oggi, come ogni azienda normale, anche con i propri bilanci…

Una linea di saggezza, dovuta anche al ruolo pubblico. Come tanti anni fa la Fiat, che, in periodo di austerità, aveva ristretto i cordoni della borsa rispetto alle spese previste dall’hobby sportivo degli Agnelli, la Juventus.
Una linea di saggezza, quella di Berlusconi, che ha retto fino a quando non è venuto il momento di pensare alle elezioni.

Ecco piazzati, allora, i due ‘colpi’: Ibrahimovic e Robinho. Con relativo esborso, in milioni di euro. Tifosi milanisti contenti e immagine da presidente del Milan tirata di nuovo a lucido. Con annessi e connessi. Perché bisogna sempre ricordare che Berlusconi a una cosa non può rinunciare: il marchio di vincente. E una stagione da protagonista, almeno sulla carta, per il suo Milan è un tassello importante all’interno di un mosaico complesso, quello dell’impatto mediatico sul Paese.

Attilio Ievolella

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