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L’analisi. Propaganda, i mantra di Silvio Berlusconi di Enzo Palumbo

settembre 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Via il processo breve dai cinque punti sui quali il governo chiederà la fiducia, e che pretenderà vengano votati – nei rispettivi provvedimenti – e sostenuti da tutte le forze della maggioranza. Ma, contemporaneamente, un invito ai finiani a tornare nei ranghi attraverso la promessa che, se lo faranno, verranno tutti ricandidati. Al di là di un’offerta che sa di compravendita e che appartiene ancora una volta al “patrimonio” (?) della nostra politica autoreferenziale di oggi, oltre al disprezzo per l’onestà e la responsabilità di alcuni suoi “protagonisti” (ancora, ?), è chiaro come il presidente del Consiglio muova in due direzioni: da un lato, cerca ancora di scongiurare la crisi; dall’altro, come ha scritto Gad nei giorni scorsi, si rende conto che la rottura con Fini è ormai insanabile e cerca di ridimensionare la sua capacità di “offesa” parlamentare, per garantirsi ancora, a prescindere, una maggioranza. Insieme, la pretesa per cui, se il governo cadrà, si vada subito al voto senza passare per esecutivi sostenuti da una diversa maggioranza. E’ evidente come sullo sfondo, anche (e forse soprattutto) nelle valutazioni di Berlusconi, ci siano le elezioni. In questo quadro è ancora più rilevante la riflessione che il dirigente del Partito Liberale Italiano ci propone sulle modalità attraverso cui il Cavaliere volge l’opinione pubblica a proprio vantaggio: una chiave di lettura (che il giornale della politica italiana mette a disposizione dell’opposizione, che sembra non averla ancora afferrata) della possibile campagna elettorale, ma anche un’analisi di quali potrebbero essere i canali attraverso cui il presidente del Consiglio potrebbe tentare – anzi, sta tentando già da tempo – di preparare il Paese ad una sorta di plebiscito, in ragione del quale lui possa fare e disfare della nostra democrazia (?) a prescindere dalle sue regole e dai suoi contrappesi. La grande analisi di Palumbo, dunque, solo su il Politico.it. Read more

Bindi: “Se si vota sì all’alleanza con Fini” E subito il Pd ancora una volta si divide Perché manca profilo Democratico forte Milano, Lerner: “Io ora sto con Pisapia”

settembre 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La rabbia, spiega Umberto Galimber- ti, scatta quando – di fronte ad un’espressione dell’interlocutore che non condividiamo – abbiamo paura che, ascoltandola senza reagire, possiamo perdere la nostra identità. E il Pd non ha, oggi, un’identità ben definita, e qualsiasi alleanza «con il diavolo» appare in grado, senza una posizione di partenza netta, di comportare una deviazione/devianza verso posizioni, appunto, e valori che non sono quelli che, individualmente, i Democratici avvertono come propri. Questa almeno è la percezione che sembra avere la gran parte della base (ma non solo). Che anche di fronte alla proposta “di scopo” di un’alleanza con i finiani per impedire a Berlusconi di vincere le eventuali elezioni anticipate e di mettersi, così, nella condizione di portare a termine il proprio disegno anti-costituzionale, reagisce con sdegno come se si trattasse di un possibile abbraccio mortale. Il problema dunque rimane quello che il giornale della politica italiana denuncia da mesi e che ha rievocato ancora due giorni fa: i Democratici non hanno un’idea forte da proporre al Paese, e per questo anche il loro patrimonio valoriale appare annacquato o, meglio, non appare. Un (intero) Pd che avesse un carattere proprio non avrebbe difficoltà ad accettare un’alleanza con il diavolo (posto che quel Pd non ne avrebbe probabilmente bisogno), perché ne misurerebbe il valore funzionale e non dovrebbe temere di perdere la propria identità. Una mancanza di idee che, nonostante il fermento, sembra scontarsi anche a Milano, dove le prime candidature alle primarie sono in assoluta continuità con il corso recente, e non sembrano in grado di offrire quel cambio di prospettiva che appare necessario, ai Democratici, per conquistare una città ormai da vent’anni governata dal centrodestra – nonostante i risultati discutibili dell’ultima amministrazione Moratti. Ci parla comunque delle due candidature “principali”, e fa il suo endorsement, il conduttore de L’Infedele. Read more

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