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Se il presidente dà (ancora) ragione a noi “C’è la crisi, concentriamoci su questo” Diario, ecco dure accuse dei finiani al Pdl “Prepara(va)no squadristi contestatori”

settembre 1, 2010 di Redazione 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La notizia politicante del giorno è il j’accuse di Generazione Italia nei confronti del ministro Brambilla: «Con i suoi circoli – scrivono sul sito del think thank finiano – organizza dei pullman di militanti per venire a contestare Fini a Mirabello», dove il presidente della Camera terrà domenica il primo discorso pubblico dopo la creazione dei gruppi separati. Ma il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. Vi diamo conto, naturalmente, delle polemiche dentro il centrodestra; ma la nostra apertura è per le parole di Napolitano, che, praticamente in simultanea con la ripartenza forte del nostro giornale nel giorno del ritorno del direttore, dice le stesse cose che il Politico.it ha scritto ad inizio giornata: attenzione, cioè, perché la crisi – di cui non parla più nessuno – non è alle spalle; ci sono nostri connazionali, giovani e meno giovani, che continuano a farne le spese sulla propria pelle. In questo quadro, l’autoreferenzialità ed estrema irresponsabilità della nostra politica odierna emergono in tutta la loro drammaticità: il centrodestra che si sfarina per assicurare la difesa del presidente del Consiglio dai suoi processi e minaccia – è proprio il caso di dirlo – di affondare una legislatura che sarebbe potuta essere fertile e proficua per il Paese; il centrosinistra, invece di rispondere con una proposta alta per l’Italia, si balocca di leggi elettorali e di nuove e vecchie alleanze. In questo contesto, il richiamo del giornale della politica italiana accompagnato dalle parole del capo dello Stato si distingue ancora una volta per la sua autorevolezza. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.           

Nella foto, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Alle sue spalle, un corazziere

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di Carmine FINELLI

Con la fine dell’estate riprende l’attività. In pieno costume italiano. Urla, strepiti e litigi sono pane quotidiano della politica italiana che fagocita spesso inutili polemiche. Non ne mancano nemmeno tra la maggioranza, dove la fazione dei finiani lancia continue provocazioni ed innalza continue barricate.
Il mese di settembre, dunque, sarà il mese della verità per l’attuale maggioranza, un po’ traballante. La tenuta del governo si gioca infatti sui cinque punti di governo, uno dei quali inviso ai finiani. Si tratta del tema della giustizia, con il ddl sul processo breve. “Sul processo breve non accetteremo mai una norma retroattiva che sarebbe un’amnistia mascherata che cancellerebbe migliaia e migliaia di procedimenti in corso. Il testo uscito dal Senato aveva suscitato fortissime perplessità nel presidente Fini e in tutti noi e siamo fermi su queste posizioni” è la dura posizione del deputato di Futuro e Libertà Fabio Granata espressa in una intervista ai microfoni di CNRmedia. “E’ un tema questo – prosegue Granata – molto delicato su cui vogliamo discutere e abbiamo il diritto di discutere. Abbiamo il diritto e il dovere di portare avanti le nostre idee. Lo abbiamo fatto con la creazione dei gruppi parlamentari e con Generazione Italia. Agosto ha segnato delle divisioni molto nette. Se tutto questo si trasformerà in un partito dipende dalla nostra volontà, certamente, ma anche da come si evolverà la situazione politica”.
A far montare la tensione in vista dell’appuntamento di domenica a Mirabello, in cui Fini tornerà a parlare in pubblico, non sono le sole parole di Granata, ma anche l’accusa lanciata da Generazione Italia. Secondo il think thank vicino al presidente della Camera, il ministro Michela Vittoria Brambilla in qualità di responsabile dei circoli della libertà, starebbe organizzando dei pullman di militanti berlusconiani convocati appositamente per contestare l’ex leader di An: “Sono squadristi, usano metodi degni dei comunisti” attacca Generazione Italia. “Gli squadristi della libertà sono pronti a organizzarsi per contestare Fini” si legge nello spazio web dell’associazione, dove campeggia una enorme stella rossa che copre il simbolo del Pdl. “Se mai servisse una conferma della deriva sinistrorsa/comunistoide del Pdl – prosegue l’articolo – ecco a voi l’ennesima conferma. Stamane riceviamo una telefonata: un nostro amico napoletano ci informa che è stato contattato da un consigliere provinciale del Pdl che gli ha fatto una richiesta particolare. Choc, aggiungiamo noi. «Stiamo organizzando con la Brambilla una contestazione a Fini quando parlerà a Mirabello. Riesci a riempirmi un pullman? È tutto a spese del partito». Gli daranno anche il panino, in puro stile CGIL – scrive ancora Generazione Italia – E magari anche un libretto rosso con tutte le istruzioni per contestare il nemico del popolo. Siamo davvero arrivati a un punto bassissimo: il ministro del Turismo, invece di organizzare pullman di turisti stranieri alla volta della Provincia di Ferrara, nella magnifica Terra degli Estensi, perde tempo a organizzare pullman di squadristi della Libertà per contestare la terza carica dello Stato. D’altronde, cosa potevamo attenderci da un ministro del Turismo che trascorre le proprie vacanze in Francia? Siamo alle comiche finali – si conclude l’intervento di Generazione Italia – e questa volta per davvero”.
Affermazioni molto pesanti, quelle di Generazione Italia, soprattutto se si tiene conto che su Bocchino, Briguglio e Granata continua intanto ad essere sospeso il giudizio collegio dei probiviri del partito che dovrebbe esprimersi sui provvedimenti da adottare nei loro confronti dopo le varie discussioni che hanno portato alla nascita dei gruppi di di Futuro e Libertà. Il collegio resta convocato per il 16 settembre.
Lo strappo è ormai profondo. Anche se nel Pdl non tutti si rassegnano a lasciare andare i finiani per loro strada. Di fatti, il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, prova a rilanciare il dialogo con Fli e l’Udc sulla giustizia e sottolinea, in una nota, che le proposte sul ddl relativo al processo breve sono “ragionevoli ed eque. La situazione – scrive – è paradossale: siccome contro Berlusconi dal 1994 è in atto una durissima offensiva giudiziaria ad opera di settori politicizzati della magistratura, qualunque provvedimento che riguarda la giustizia viene contrastato se lo riguarda, cosi si alza uno scandalo per la proposta di ridurre a 6 o 8 anni i tempi della durata del processo che, presi in sé per sè, sarebbero già abbastanza lunghi. Su questo nodo – prosegue – dovrebbero riflettere anche gli amici dell’Udc, dei quali francamente non si capisce la ragione dell’opposizione a questo provvedimento, quando ad esempio un loro parlamentare di prestigio come Mannino è riuscito ad avere giustizia solo dopo 17 anni. Se si riflette sia sull’incredibile durata dei processi, sia sull’insopportabile uso politico della giustizia, si vede che la proposta di legge in discussione è ragionevole ed equa”.
Futuro e Libertà è incalzata anche da Antonio di Pietro affinché mantengano ferma la propria posizione: “I finiani sono di fronte a un bivio perché devono dimostrare se fanno sul serio o se ci stanno marciando. Il cosiddetto processo breve ha di breve solo la scadenza dei processi in modo che non si facciano più. La verità è che vogliono assicurare l’impunità ai delinquenti e assicurare il disastro alle parti lese. Per questa ragione – spiega l’ex pm ai microfoni di Sky – ci appelliamo a finiani affinché‚ dimostrino di fare sul serio e boccino, senza riserve, il processo breve che serve solo a Berlusconi e ai suoi amici per sfuggire alla giustizia e conseguire l’impunità”.

Napolitano sulla crisi economica. La giornata odierna registra anche l’intervento del Capo dello Stato su alcuni temi di scottante attualità, primo fra tutti la crisi economica. La ripresa globale è ancora una incognita per questo “la politica si dovrà concentrare per forza sull’economia”. E’ quanto afferma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando con i giornalisti al suo arrivo alla Biennale di Venezia. Durante la sua visita, Napolitano ha rinnovato l’appello affinché la politica continui a porre attenzione ai temi economici in questa fase delicata, “anche se è stata approvata la manovra”. Secondo il Capo dello Stato, in particolare, “bisogna verificare soprattutto qual è l’andamento della congiuntura sul piano mondiale, europeo e nazionale. Il problema di come si muove l’Europa in quanto soggetto unitario è più che mai aperto – ha aggiunto – dirò qualcosa in proposito sabato, a Cernobbio, nel mio videomessaggio: e sentiremo gli altri”. L’inquilino del Quirinale si dice convinto che è dalla politica globale che possono arrivare soluzioni per quella nazionale. «In Europa le tendenze sono contraddittorie – ha proseguito Napolitano – abbiamo questi dati molto positivi per la Germania che però non fanno tendenza complessiva per l’Europa”.
Incalzato sulle tensioni tra le parti, Napolitano usa toni diplomatici: “Ho già detto che non faccio previsioni”. Così risponde il presidente in merito alle tensioni in atto e sulle ipotesi circolate di una fine anticipata della legislatura. “Quando accade qualcosa che coinvolga le mie decisioni – sottolinea – allora rifletto e adotto e motivo le decisioni”. Per Napolitano, “attualmente non c’è che da leggere, cercando di non confondersi quotidianamente troppo le idee”. E’ necessario, ha ribadito, “leggere quello che viene detto e i passi che vengono annunciati: i tremila punti interrogativi che poi, a un certo punto, si scioglieranno. Io – ha detto il Capo dello Stato – cerco di non sentirmi mai all’inferno”. Secondo il Capo dello Stato “si va verso una evoluzione più benigna, anche se siamo nella febbre politica”.
Poi Napolitano ha parlato di alcuni provvedimenti normativi come il ddl intercettazioni. “In queste cose – dice il presidente – ho già detto tante volte mentre si discuteva della legge sulle intercettazioni. Sapete che fine ha fatto questa legge? – ha proseguito Napolitano rivolgendosi ai cronisti – Siete informati?». Alla replica di un giornalista: “Un binario morto?”, il presidente ha concluso: “Ecco…”.

Carmine Finelli

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