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Se il presidente dà (ancora) ragione a noi “C’è la crisi, concentriamoci su questo” Diario, ecco dure accuse dei finiani al Pdl “Prepara(va)no squadristi contestatori”

settembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La notizia politicante del giorno è il j’accuse di Generazione Italia nei confronti del ministro Brambilla: «Con i suoi circoli – scrivono sul sito del think thank finiano – organizza dei pullman di militanti per venire a contestare Fini a Mirabello», dove il presidente della Camera terrà domenica il primo discorso pubblico dopo la creazione dei gruppi separati. Ma il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. Vi diamo conto, naturalmente, delle polemiche dentro il centrodestra; ma la nostra apertura è per le parole di Napolitano, che, praticamente in simultanea con la ripartenza forte del nostro giornale nel giorno del ritorno del direttore, dice le stesse cose che il Politico.it ha scritto ad inizio giornata: attenzione, cioè, perché la crisi – di cui non parla più nessuno – non è alle spalle; ci sono nostri connazionali, giovani e meno giovani, che continuano a farne le spese sulla propria pelle. In questo quadro, l’autoreferenzialità ed estrema irresponsabilità della nostra politica odierna emergono in tutta la loro drammaticità: il centrodestra che si sfarina per assicurare la difesa del presidente del Consiglio dai suoi processi e minaccia – è proprio il caso di dirlo – di affondare una legislatura che sarebbe potuta essere fertile e proficua per il Paese; il centrosinistra, invece di rispondere con una proposta alta per l’Italia, si balocca di leggi elettorali e di nuove e vecchie alleanze. In questo contesto, il richiamo del giornale della politica italiana accompagnato dalle parole del capo dello Stato si distingue ancora una volta per la sua autorevolezza. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.            Read more

Carfagna: ‘No a prostituzione’. Ma i radicali: legalizzarla se volontaria

settembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il dilemma è antico, quasi quanto il relativo mestiere. La politica italiana ha storicamente pensato di risolverlo con una forma di ipocrisia: la prostituzione non è reato, ma lo è praticarla in ambienti appositi. Con tutto quello che ne consegue in termini di (in)sicurezza, precarie condizioni sanitarie e abbandono allo sfruttamento da parte della criminalità. Oggi le posizioni sono forse ancora più nette: c’è il settarismo femminista (?) di chi rifiuta a priori il discorso, chiudendo però in questo modo gli occhi sulla realtà; ci sono le nette posizioni libertarie. Il giornale della politica italiana dà il suo contributo al dibattito offrendo uno sguardo sulla situazione attuale. E, ovviamente, proponendovi alcune riflessioni. di ANNALISA CHIRICO Read more

Dibattito su legge elettorale, l’Italia ha il suo sistema: è il Mattarellum

settembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quello spagnolo, doppio turno alla francese… Il nostro Paese ha una soluzione in casa, originale, adatta alle sue peculiarità, che ha già dimostrato di funzionare, sulla quale hanno avuto modo di esprimersi a favore un po’ tutti, a parte i due estremismi (in tema di riforma elettorale) della politica italiana: i sostenitori del Porcellum, che lo vogliono mantenere perché favorisce il loro rendimento elettorale e consente loro di detenere un controllo sui parlamentari eletti; i sostenitori del proporzionale puro, i quali subordinano la loro preferenza ad una ricomposizione dell’arco costituzionale che li vedrebbe più o meno protagonisti. Invece la legge elettorale deve servire all’Italia, e ha già dimostrato di sapere assolvere a questa funzione il meccanismo che mette a sistema un 75% di uninominale e un 25% di proporzionale. Una legge per tornare alla quale basterebbe l’abrogazione dell’attuale. Una legge italiana, uno dei pochi frutti della visione politica del nostro Paese degli ultimi quindici anni, che nessuno riesce a “vedere” allo stesso modo in cui nessuno – a parte questo giornale – sembra riuscire a vedere soluzioni efficaci per il futuro. Nello specifico, il maggioritario restituirebbe ai cittadini la possibilità di scegliere parlamentari e governi, come chiede l’appello del Corriere, garantendo contemporaneamente la rappresentanza territoriale del collegio; mentre la quota proporzionale assicurerebbe l’esistenza di quelle forze non allineate che, nondimeno, hanno una ragion d’essere per la nostra politica. Non una forzatura in senso maggioritario, non un ritorno al passato come vorrebbe D’Alema. Ed è proprio di quest’ultimo e della sua vocazione minoritaria che ci parla la nostra Giulia Innocenzi. Read more

I giovani senza lavoro, padri sulla strada E invece la politica italiana d’oggi che fa? Se il centrodestra butta via la legislatura Il centrosinistra si rigira su se stesso (?) Dove sono le idee per futuro dell’Italia?

settembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Prendiamo due casi: per la maggioranza la mancata, ancora, nomina del ministro per lo Sviluppo economico, chiave di volta di quelle politiche per il rilancio del nostro Paese che così non viene nemmeno tentato (e che metterebbe d’accordo berluscones e finiani). Per il centrosinistra, le divisioni sulla riforma elettorale. A chi torni ad occuparsi della nostra politica dopo un mese di vacanza la prima cosa che appare è un dibattito surreale (e fortemente irresponsabile e autoreferenziale): mentre l’Italia va a rotoli, o si prepara ad andarci – perché le solide fondamenta fornite dai nostri padri costituenti non reggeranno il peso ancora a lungo – mentre nostri concittadini in carne ed ossa patiscono sulla loro pelle gli effetti di una crisi della quale non parla più nessuno, di che si (pre: è proprio il caso di dirlo) occupa la politica italiana? La maggioranza implode e butta all’aria anni di possibile stabilità e di opportunità per il rilancio dell’Italia. L’opposizione, invece di uscir fuori con un’idea spiazzante per il governo del nostro Paese, parla di composizioni (il Nuovo Ulivo di Bersani) e, soprattutto, de-composizioni (in senso stretto e non: D’Alema e il suo sistema elettorale tedesco), naturalmente, possibilmente, dividendosi (persino, appunto, su ciò che niente ha a che vedere con il Paese). Per il centrodestra il caso più eclatante è il nulla calato sulla necessaria sostituzione di Scajola. Ce ne parla Massimo Donadi. Read more

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