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***Il commento***
E ORA EMERGE ANCHE L’ANTISEMITISMO
di GAD LERNER

settembre 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ciarrapico, senatore Pdl voluto personalmente dal presidente del Consiglio, «crede di insolentire Fini chiedendogli (in aula…) se si è già procurato la kippà, il copricapo religioso ebraico». «E’ la prima volta dalla nascita della Repubblica che un parlamentare ha così poca decenza da insultare un avversario politico facendo leva su temi vergognosi che sono stati in passato alla base di terribili tragedie», commenta Anna Finocchiaro. Noi affrontiamo la questione con Gad. Read more

E’ in pagina la nuova vignetta di theHand Protagonista Francesco Totti (su Bossi…)

settembre 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il capitano della Roma, idolo della Capitale, risponde al Senatùr e alla sua reintepretazione di Senatus Populusque Romanus. Per la quale oggi il ministro chiede scusa – ma strumentalmente. E il Pd andrà fino in fondo con la sua mozione di sfiducia. Mentana: «Che la legislatura possa finire su questo?». Primo momento, dunque, di una (lieve, ma pesantissima) narrazione in cui emergerà il volto più oscuro e volgare di una parte di questa maggioranza. Intanto ecco come Totti reagisce agli insulti di Bossi…      Read more

***Diario politico***
E’ “UFFICIALE”: SI VOTA IN PRIMAVERA(?)
di GINEVRA BAFFIGO

settembre 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il giorno più lungo per il presidente del Consiglio si chiude con una certezza (amara): la maggioranza non c’è più e Futuro e Libertà ha in mano l’esecutivo. Si spalancano le porte delle elezioni anticipate. Ci sono addirittura già la date: 27 marzo o primi di aprile. Sembra non esserci via di fuga per il premier che pure ieri si è giocato tutte le (poche?) carte a disposizione. Ecco il racconto della giornata più difficile del Cavaliere. di G. BAFFIGO Read more

I sondaggisti fanno carte al centrodestra ‘Prende campo la nuova opzione finiana ma (come detto) se si vota ora rivince lui

settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Abbiamo visto ciò che, variamente, i pensatori di area Cl suggeriscono a Berlusconi per il prosieguo della politica italiana. Ma, al di là delle speranze e degli auspici dei fedelissimi, cosa si prospetta davvero all’orizzonte? Pietro Salvatori ha raccolto per Liberal e il Politico.it l’opinione degli analisti delle dinamiche politico-elettorali. Che convengono su una verità (?) bipolare: da un lato la destra liberale si sta accreditando come un’alternativa reale e credibile all’attuale andazzo dei conservatori italiani, guidato appunto dal premier (e questo smuove decisamente il mercato, si fa naturalmente – ? – solo per dire, del voto); dall’altro, però, tutto questo ancora non basta a scalfire un’egemonia (oggi relativa) del blocco Pdl più Lega che il giornale della politica italiana ha ricordato oggi ad un’opposizione sempre a rischio di dimenticare (ma Bersani ora lo ha bene in mente e lo ricorda ai suoi, come ha fatto anche oggi in aula, come vedremo più tardi nel grande Diario speciale sulla giornat) che il cammino verso la costruzione dell’«alternativa» è ancora lungo. Sentiamo Mannheimer, Amadori, Piepoli e, soprattutto, il nostro Bressan. di PIETRO SALVATORI Read more

Ora riprendiamo filo di discorso su Silvio Finora abbiamo parlato più dei contenuti Ma il centrodestra come deve evolvere? Su il Politico.it parlano maitres a penser Cl

settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La lobby più potente d’Italia è, contemporaneamente, un blocco in grado di spostare facilmente gli equilibri dentro il Popolo della Libertà (e l’intera ex Cdl) e l’area di opinione conservatrice più fedele al presidente del Consiglio. Non è dunque secondario sentire cosa pensano i ciellini della situazione che si è venuta a creare in questa metà del campo. E dopo ascolteremo, sullo stesso tema, i principali sondaggisti del Paese. Anche su Liberal. di PIETRO SALVATORI Read more

I dati. Ma ora anche Berlusconi sta perdendo consensi di Luigi Crespi

settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il centrosinistra non guadagna, ma adesso il Pdl è “stabile” sotto il 30%, la Lega cede qualcosa e, soprattutto, sia la fiducia nel governo sia quella nel presidente del Consiglio sono in calo. Aumenta la quota di indecisi, un 40% pronto a convolare a nozze con un Partito (Democratico) che si facesse partito del Paese. di LUIGI CRESPI Read more

Pd e Idv: “Premier è distante dal Paese” E Fli: “Le buone intenzioni da verificare” Ma poi in “testa” (…) restano Pdl e Lega

settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’opposizione fa (in questo caso) il suo dovere, tentando di mostrare i limiti del presidente del Consiglio (fa il suo dovere che – come insegna il neo leader laburista inglese Miliband – è sempre quello di tendere a tornare a governare quanto prima, se davvero crede nelle proprie idee). E, come abbiamo titolato, indubbiamente Silvio si è lasciato un po’ andare quando, nel definire programmaticamente l’idea di fondo che abbiamo sottolineato – quella, duplice, della necessità della responsabilità e di un disegno organico per il domani – ha preso ad annunciare una serie di realizzazioni che stridono con il poco, oggettivamente, messo in campo in chiave propositiva dal governo fino a questo punto (e tanto più in questa fase, a cominciare dalla perdurante assenza di un ministro per lo Sviluppo economico per finire nell’apparente mancanza di qualsiasi azione esecutiva che non consista nello “smantellamento”, come nel caso della scuola). Tanto che lo stesso Bocchino, dalla sua posizione critica di esponente di un gruppo che fa sapere voterà però pur sempre la fiducia al governo, si chiede quanto di tutto questo potrà trovare concreta realizzazione nei fatti. Ed è vero, come scrive il nostro Laratta, che, se le cose stanno così, si profila un accenno di «insulto» nei confronti di un Paese (e in particolare di un Sud) che faticano a vivere (al)la giornata (in tutti i sensi). Ma davvero si può tradurre nell’idea di una maggiore «distanza» di Berlusconi dal Paese? I dati dicono che, ad essere distante, al momento è soprattutto il Partito Democratico, che a differenza del premier fatica, ancora, ad enunciare – sia pure in forma di principio come nel caso di Berlusconi – un cambio di passo che, per l’attuale opposizione, dovrebbe consistere – abbiamo scritto – nella cessazione di ogni velleità antiberlusconiana e nell’inizio di una «narrazione», come dice Nichi, completamente avulsa e, ad un tempo, ben presente perché proiettata nel futuro. La realtà (almeno apparente) è che il premier sembra avere nuovamente colto il filo del discorso (da fare al Paese), (in) un Paese che chiede proprio questo, ora, alla politica italiana: il ritorno alla politica vera, fatta, in questo caso, di responsabilità e di un progetto per il domani. Quello di Berlusconi è «solo fumo»? Probabile. Ma di certo, per ora, in casa Democratica non si vede l’arrosto. E nemmeno il fumo. Tanto che gli occhi degli italiani continuano a regalare uno sguardo impietoso. La breve ricogni- zione delle reazioni del centrosinistra al discorso del premier, all’interno, è di Stefano Catone. Read more

Da Berlusconi il discorso sulla modernità Da lui a Pigi passa nostro ‘sistema-Paese’ Ma sui programmi gli scappa un po’ freno Silvio, facessi seguire alle parole i fatti…

settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’intervento del presidente del Consiglio è una vittoria del giornale della politica italiana. Nella nostra politica, e persino nel suo protagonista più libero e indipendente, sono ormai passati due concetti partiti di qui: il primo è la necessità della responsabilità nell’interesse del Paese, che nell’immediato si traduce nel “non c’è più tempo da perdere, o il declino sarà inarrestabile”. E Berlusconi parla dei prossimi tre anni di legislatura come quelli in cui fare in primo luogo «le riforme economiche e sociali», oltre a quelle istituzionali, legando il lavoro per la crescita a quello, ben impiantato da Tremonti nel chip di questo governo, della tenuta dei conti. Il secondo è che tutto questo si fa tanto meglio guardando al domani, e inserendo ogni scelta in un progetto organico per il futuro dell’Italia. La formula usata lascia pochi dubbi: la «strategia-Paese» di Berlusconi come il «progetto-Paese» di Bersani sono inequivocabilmente figli della nostra «costruzione di un nuovo (appunto) sistema-Paese». il Politico.it è la voce più autorevole e ascoltata della politica italiana. E il motivo è semplice: ogni singola parola scritta su queste pagine viene concepita nell’interesse primario della nazione, al di là di ogni motivazione di parte. Un nostro successo che dice chiaramente che la nuova politica della quale il giornale della politica italiana, ancora una volta, ha parlato per primo non è un’utopia ma qualcosa che sarà realizzata, se ci sarà una guida illuminata che indicherà la strada. Il giornale della politica italiana è pronto a (continuare a) fare la sua parte. E ora gli appunti di Stefano Catone sul discorso del presidente del Consiglio. Read more

La satira preventiva. Il discorso di Silvio (in anteprima) di F. Laratta

settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Consiglio ha appena cominciato il suo atteso intervento, che potete seguire in diretta video su Repubblica Tv. Ha scelto, almeno per l’approccio, la linea che gli indica da mesi il giornale della politica italiana, quella della responsabilità. Ne parleremo – con la dovuta serietà – a discorso concluso. Ma c’è chi, dai banchi dell’opposizione, proprio non crede alle parole del premier. Che il deputato del Pd è in grado – con un po’ di ironia – di anticipare. Sentiamo. Read more

Scrive un’(altra) leader del futuro Alicata: “Rappresentare Calearo”

settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il centro della nostra politica di oggi ed è qui che si prepara quella del futuro. In una settimana, intervengono su il Politico.it tre dei più significativi papabili per la leadership del domani, dei Democratici e dunque, come abbiamo scritto, del Paese. Che (quasi) tutti convengono ora con il nostro direttore il Pd debba rappresentare tutto. Diventando il vero partito della nazione. Dopo Orlando e Andrea Sarubbi prende la parola la scrittrice romana, la più giovane del lotto, che potrebbe essere una valida opzione per una guida, finalmente, al femminile. Alicata affronta l’amara questione che tutti, a casa di Bersani, cercano oggi di evitare: l’ex capolista Democratico in Veneto, scelto da Veltroni come feticcio del mondo imprenditoriale, voterà tra qualche ora la fiducia al governo in carica e potrebbe apprestarsi a diventarne il prossimo ministro dello Sviluppo economico. Un “tradimento” figlio, scrive Cristiana, di un equivoco di fondo: il Pd non deve affidarsi appunto ai feticci, quanto rappresentarla veramente quella parte di Paese. Avviando un dialogo con il mondo del lavoro (tutto: e quindi anche delle imprese). Ma sentiamo. di C. ALICATA Read more

In Italia sta nascendo politica del futuro Cacciari: “Per realizzarla ora scindete Pd poi nasca un terzo polo che sia centrale” No, solo i Democratici possono guidarla

settembre 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La ricetta dell’ex sindaco di Venezia viene formulata in ragione dell’attuale situazione interna al partito di Bersani. Le due anime, dice Cacciari, non riescono più a convivere e allora meglio che si separino e che chi vuole produrre soluzioni “di sinistra” tout court vada per la sua strada. Ma tale situazione dipende dell’anacronismo, ormai, di una classe dirigente figlia di un altro tempo. Le nuove generazioni, quelle a cui il Pd – partito del futuro – appartiene, non rispondono alle divisioni dell’attuale dirigenza e, invece, sono tutte proiettate verso il domani Democratico. Il Pd per “sopravvivere” non deve morire, ma solo rinnovarsi. E questo non è importante solo per il Pd ma anche per il Paese. Pure nella prospettiva della nuova politica che abbiamo indicato e che rappresenta anche l’obiettivo di Cacciari. Come abbiamo scritto più volte, i Democratici – (anche) quelli veri – sono quella parte più onesta e responsabile del Paese che, proprio perciò, ha le risorse e la missione storica di assumere la leadership di tutto questo. Per questo, Matteo Patrone ha invitato il Pd – quello di oggi, ma soprattutto quello di domani – a prenderne atto e a diventare il “partito dell’Italia”. Una volta che il “motore” di una nuova politica onesta e responsabile sarà stato varato e sarà forte, allora ci possono essere tutte le convergenze del caso. L’ammucchiata al centro – proprio perché deriva dalla falsa presa d’atto che il Pd non può funzionare – è figlia delle stesse logiche che la nuova politica che dovrebbe rappresentare vuole superare. E rischierebbe di essere foriera di nuovo consociativismo e di nuova stasi nello stesso istante in cui essa stessa dovrebbe rappresentare la risposta – la soluzione – a tutto questo. No professor Cacciari, la nuova politica senza il Partito Democra- tico non si può fare. E nemmeno un nuovo Paese. Speriamo lo capiscano anche i dirigenti del Pd. Read more

In Italia sta nascendo politica del futuro Saranno superate la destra e la sinistra Si lavora per il solo bene di tutto il Paese La differenza è così tra chi ci sta e chi no

settembre 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana, ancora una volta, ha anticipato questa prospettiva che – lo vedremo poi – il Politico.it considera però inscindibile da un sistema bipolare e dall’assunzio- ne di responsabilità di una delle sue parti. Ma, appunto, di questo parleremo dopo. Sentite cosa dice Angelo Bagnasco rispondendo agli insulti di Bossi agli italiani: «E’ il momento di mettere in campo un supplemento di reciproca lealtà e una dose massiccia di buon senso per raggiungere il risultato non di individui, gruppi o categorie, ma del Paese». Bagnasco si riferisce alla contingenza politica, ma lo schema è lanciato. Lo sviluppa Massimo Cacciari: «E’ finito il tempo della destra e della sinistra. Sono rappresentanze di istanze che non hanno più senso oggi. Il futuro è offrire risposte alle “domande” concrete del Paese». E fa qualche esempio: «Che tipo di politica industriale mettere in campo; fare il federalismo, che non è né di una parte né dell’altra, e semmai si tratta di stabilire se farlo bene o male». Una politica pragmatica ma non per questo priva di valori. Anzi. Ispirata dai più nobili e universali valori che la politica possa declinare: l’onestà e la responsabilità. In questo modo si fa il bene del Paese. Di tutti gli italiani. E non gli interessi di specifiche categorie. Utopia? No. Ma ad una condizione: che il modo di mettere in campo tutto questo tenga conto della fallibilità degli uomini coinvolti nel progetto. Ne parliamo tra qualche mezzora. Intanto, riproponiamo l’editoriale con cui, nel marzo scorso, il nostro direttore lanciò la propo- sta dalle colonne del giornale della politica italiana. Buona lettura e buona politica con il Politico.it.        Read more

Diario politico. Adesso parliamoci chiaro Così Bossi: ‘Sono porci questi romani’ (?) E il Pd: “Mozione di sfiducia individuale” Ma Bagnasco: ‘Ora basta perdere tempo’ Italia o riparte ora (e può tornare grande) o supera punto di non ritorno del declino

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Ci vuole ancora una volta il presidente del- la Cei, per riportare la nostra politica autoreferenziale di oggi dentro i confini della realtà. Il ministro per le Riforme, invece di predisporre le riforme, insulta gli italiani. Il Pd, invece di preparare e lanciare i suoi progetti per il futuro dell’Italia, si preoccupa di rintuzzarlo. Una risposta era necessaria, ma può questo terreno folle («SPQR non significa “Senatus Populusque Romanus” ma “sono porci questi romani”», come alle elementari dice il Senatùr) essere il solo sul quale si muovono la maggioranza e l’opposizione della politica, la Politica del nostro Paese? Non può. E non tanto per ragioni di decenza (che pure si confanno alle nostre istituzioni) quanto perché non ce lo possiamo permettere. L’Italia, il giornale della politica italiana lo ha scritto ancora una volta per primo, si trova di fronte ad un bivio al quale non può più sfuggire tentennando in mezzo alla strada. Deve scegliere. Se continua così, imbocca la strada che scende verso il basso, ed è quella di un declino inarrestabile che renderebbe strutturali le attuali condizioni di crisi economica e, progressivamente, ci renderebbe tutti (molto) più poveri. Un declino dal quale non si potrebbe uscire – ammesso che i nostri conti possano reggere – se non con molta difficoltà e molto tempo. Una Grande (?) Depressione all’italiana, che durerebbe anni, decenni, e segnerebbe la fine – ma non nel senso auspicato dalla Lega – del nostro Paese. Ci dispiace essere così duri, ma la realtà è questa. E, d’altra parte, non è appunto questo il nostro domani. Se, infatti – al contrario – la politica italiana torna IMMEDIATAMENTE a lavorare, concependo un’idea di futuro e mettendola in campo con un’azione coraggiosa – la trasformazione della nostra economia in una economia della produzione d’eccellenza e delle idee, facendo dell’innovazione la nostra stella polare, con rivoluzione a cascata per università, ricerca e scuola, e possibili soluzioni per il problema della mancanza (di continuità) di lavoro attraverso il supporto della formazione permanente – non solo ci salveremo, ma torneremo tra i grandi e potremo conoscere – se continueremo poi su quella strada, non sedendoci più sugli allori come avvenuto al contrario nella parte finale dei cinquant’anni che ci lasciamo alle spalle – decenni di sviluppo. Per noi, oggi, non c’è via mediana. O tutto, o niente. Perché siamo ad un passo dal baratro, ma abbiamo le risorse, se lo evitiamo (e dobbiamo, appunto, farlo subito) per ritornare grandi. Ora o mai più. E’ proprio il caso di dirlo. E’ quello che dice, in buona sostanza, anche Angelo Bagnasco. Del quale il Politico.it sottolinea ancora una volta l’onestà e la responsa- bilità, e il grande amore per l’Italia. Oggi è lui, insieme alla leader degli Industriali, la più autorevole voce della politica italiana. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli. Read more

Bersani: ‘Silvio dica se la legge è uguale’ No, oramai lo abbiamo capito, non lo è… Un nostro consiglio (non richiesto) a Pigi E adesso voi dimenticatevi di Berlusconi Pd vince solo se propone il suo progetto

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il segretario Democratico attacca (in tutti i sensi?), facendo propria sostanzialmente l’iniziativa di Repubblica che mira a inchiodare il presidente del Consiglio alle sue responsabilità (giudiziarie): «Dalle parole del premier si capisce cosa gli interessa davvero»: ovvero, appunto, evitare i suoi processi. Tutto reale naturalmente. Ma al segretario del Pd diciamo: è così da quindici anni. E non sarà una battaglia che gli farà cambiare idea. E’ chiaro, d’altra parte, che l’intento di Bersani è tentare di guadagnare consenso mettendo in luce le pecche del capo del governo. Lo si deduce anche dalla scelta comunicativa dei manifesti, in cui ad essere evidenziate sono le mancanze (dal punto di vista Democratico) di questa maggioranza. Ma di tutto questo sono già edotti gli italiani. E ciò non basta loro a cambiare idea su Silvio. Inoltre l’Italia che se ne fa di una comunicazione, e quindi di un pensiero del principale partito di opposizione, ancora, dopo tre lustri, appeso alle labbra di Berlusconi? Dateci retta, cari Democratici: parlate del futuro dell’Italia. il Politico.it vi ha consegnato un documento bello pronto nel caso non abbiate idee vostre. «Narrate», come dice Nichi (che però, poi, si limita al preambolo) il Paese che sognate. Cominciate (quindi) a sognarlo, un Paese del domani. Sarà così che scaccerete, elettoralmente, l’incubo del premier. Read more

Questa classe dirigente ha finito un ciclo Silvio: “Da settimane in atto un teatrino” Fini: “Sta dando un pessimo spettacolo” La nostra politica autoreferenziale d’oggi Si può superare solo con il rinnovamento

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è un autorevole ed ascoltato consigliere della nostra politica odierna, che spinge verso il futuro, di cui il Politico.it è il principale laboratorio. Ciò a cui abbiamo assistito in queste ultime settimane, con il culmine della giornata in cui l’Istat certifica che un giovane su tre, oggi, è senza lavoro e il Pd che risponde con una Direzione nazionale in cui discute di… se stesso, o al limite dell’Italia ma annunciando il cosa bisogna fare ma non (ancora) il come (e, va detto, più per causa dell’iniziativa veltroniana che non, stavolta, per colpe di Pigi, che – anche sulla base dei nostri suggerimenti – sta producendo uno sforzo sincero per arrivare ad un «progetto» e per tornare ad occuparsi dell’Italia; iniziativa di Veltroni che, d’altra parte, si è resa necessaria per l’inefficacia, però, dell’azione condotta finora dalla segreteria) e un centrodestra che reagisce inasprendo la propria lotta (intestina) nel fango, ciò a cui abbiamo assistito in quest’ultimo periodo, dicevamo, ci induce però a ritenere – come stiamo raccontando oggi – che il superamento dell’autoreferenzialità della politica italiana di oggi passi, a questo punto, necessariamente attraverso un cambiamento della classe dirigente. Read more

Scrive un (altro) leader del futuro Sarubbi: “Difficile far Miliband qui”

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il rinnovamento, abbiamo detto, è necessario. Perché solo così si salva e, anzi, si può (oggi) rifare grande il Paese (domani potrà essere tardi). Ma vediamo allora cosa, al momento, frena questo tipo di cambiamento, per la nostra politica e per il Paese; quali sono, da questo punto di vista, le differenze tra la politica inglese e quella italiana. Perché, appunto, in Inghilterra tutto ciò non solo è possibile, ma appare naturale ed è già avvenuto (non è la prima volta). E lo facciamo, come anticipa- to, con uno dei “figli di questo tempo”, in grado secondo il Politico.it di aspirare ad essere non solo uno dei protagonisti, ma il protagonista della classe dirigente (del centrosinistra) del futuro. E’ il deputato del Pd, che analizza la competizione tra i due fratelli nella prospettiva italica (prima che italiana).        Read more

Questa classe dirigente ha finito un ciclo Guida del Labour il quarantenne Miliband Ora anche l’Italia chiede il rinnovamento Crespi: ‘I giovani connessi con il domani’

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

D’Alema, Veltroni, Rutelli, Fassino, Berlusconi, Fini. La loro missione storica era cambiare la politica italiana. Ci hanno fatto superare il ’900 e la prima Repubblica, messo in pista il bipolarismo, è nato il Partito Democratico, è nato il prodromo di quello che sarà il grande partito conservatore del futuro. L’hanno fatto. Ci sono riusciti perché erano figli del tempo che invocava, che aveva bisogno di quel cambiamento che, appunto, erano chiamati a realizzare. Oggi un nuovo cambiamento è necessario. E’ quello non più della nostra politica ma del Paese, che se non perde altro tempo può tornare grande evitando il punto di non ritorno di un declino inarrestabile (è possibile, ma bisogna fare presto). Un cambiamento che pone le sue radici nell’oggi, nelle sue esigenze attuali. Un cambiamento che solo i figli di questo tempo hanno le risorse diremmo storiche per realizzare. Quei figli non sono più loro. Il giornale della politica italiana ama porre ogni questione in positivo, offrendo soluzioni e non negandone altre. Ma in questo caso è necessario: loro non possono più realizzare questo cambiamento. Lo possono fare solo i figli di questo tempo. Che non necessariamente sono quelli con cui loro si sono già scontrati. Ma comunque sono altri da loro. Giovani. «Non ne faccio una questione anagrafica, non sono di quelli che sostengono che i giovani siano necessariamente migliori, ma anche il più idiota dei giovani ha un rapporto con il futuro, il domani, il divenire, radicalmente diverso da quello di un settantenne. Inoltre siamo in un’epoca in cui i linguaggi e le tecnologie determinano più che in passato la differenza generazionale», scrive il grande sondaggista nel commento che state per leggere. il Politico.it non rottama uomini e nemmeno culture, ma se nella costruzione del futuro i vecchi sono alla guida e i giovani fanno loro da consiglieri qualcosa che non va c’è. E la barca finirà probabilmente per tornare al porto di partenza. Che per noi sarebbe però, in questo tempo, la fine. Cambiamento: adesso il Paese lo invoca. E’ il momento di farlo. Sentiamo Crespi, a riguardo. E dopo l’analisi di uno dei possibili “figli di questo tempo”. Read more

Editoriale. Della casa a Montecarlo importa poco di Annalisa Chirico

settembre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Antonio Pennacchi, vincitore del Premio Strega, dà ragione ancora una volta al giornale della politica italiana. «Bisogna cambiare il sistema-Paese. Questo è incancrenito». L’operaio-scrittore si riferisce in particolare al sistema politico-istituzionale. E quella, come scriviamo ogni giorno della nostra politica autoreferenziale di oggi, è sicuramente la parte più incancrenita dell’Italia. Ma la pulitura della gamba-motore (non si può parlarne, al momento, come di una testa) servirà poi per rifare partire una macchina-Paese, dal punto di vista economico e sociale, che va completamente ripensata, come il Politico.it scrive ormai da mesi e come ancora più chiaramente ha indicato – con grande successo tra i nostri lettori – in queste ultime giornate. Per non buttare però altro tempo non prezioso ma decisivo, in attesa di una profonda ristrutturazione della politica italiana (leggi: ricambio), è doveroso che l’attuale classe dirigente cessi almeno di occuparsi d’altro, se proprio non è nella condizione di occuparsi al meglio del Paese, e cominci quanto meno a provarci, intanto a risolvere i problemi, e poi ad avviare la ripartenza a cui dovrà seguire il completo ribaltamento di piano di cui parliamo. Sono settimane, mesi, che ci si occupa- (no, gli altri) – invece – di una casa di Montecarlo che di fronte alle pecche, chiamiamole così, di una parte del resto della nostra politica deve sentirsi come il topolino di fronte all’elefante, che pure cerca di schiacciarlo (o, meglio, di cacciarlo nella schiena di Gianfranco Fini dopo averlo sventolato davanti a tutti noi, per farci inorridire). Bene. Adesso però basta. L’editoriale della giovane esponente Radicale.        Read more

Ogni settimana al cinema con il Politico.it Ora ‘duello’ tra 20 sigarette e Somewhere Primo un po’ in sordina. Ulivieri: “Merita” Il secondo Leone d’Oro delle polemiche E tra uno e l’altro parla il regista Amadei OGGI IN COPERTINA Carolina Crescentini

settembre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ stata un’altra grande settimana sul giornale della politica italiana, che fa ogni giorno la propria parte per riportare al centro del dibattito pubblico il Paese. Lo stiamo facendo da mesi, ma è stato ancora più importante in queste ore ben simboleggiate dalla paradossale giornata in cui – mentre l’Istat certificava l’affossamento dei nostri giovani – sia la maggioranza (con la nuova puntata della faida) sia l’opposizione (impegnata in una Direzione nazionale in cui si è discusso, come sempre, il cosa ma non il come) erano occupate a parlare di loro stesse. Ma ora persino la nostra politica autoreferenziale di oggi comincia a prendere coscienza della totale distanza dal sentire degli italiani. E questo è solo il primo risultato di un percorso che ci porterà al ritorno alla politica vera, fatta di idee e scelte concrete per il futuro dell’Italia. Proprio perché anche questa settimana abbiamo in larga parte assolto al nostro dovere, come ogni domenica il Politico.it stacca e si dedica al cinema. Che sul giornale della politica italiana è in primo luogo Attilio Palmieri, il nostro giovane e talentuoso critico cinematografico, tra i più brillanti giovani studiosi italiani. E la guida ai film, ogni domenica, del grande critico-scrittore fiorentino. Guida – sempre più seguita e apprezzata – che oggi ci segnala uno dei film meno pubblicizzati e, contemporaneamente, più riusciti di questa stagione. Un film premiato a Venezia, cosa della quale non si è però accorto (quasi) nessuno, perché tutti erano impegnati ad azzuffarsi sul Leone d’Oro, che pure Ulivieri oggi recensisce. E di 20 sigarette parliamo con il suo autore, che è anche il protagonista della storia, tragicamente legata alla strage di Nassirya, che racconta. Non perdiamo altro tempo. 20 sigarette, per cominciare. Poi Amadei. Poi il film della Coppola. E oggi, come ogni domenica, in sala per un’altra domenica di grande cinema. Read more

Ma ecco altra gran recensione di Ulivieri Sofia hai rifatto (male) Lost in translation?

settembre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Somewhere, Leone d’Oro nella Venezia presieduta dall’ex compagno Quentin Tarantino, è una brutta copia del precedente. «Un film confezionato, freddo e senza cuore». Ma potrebbe meritare comunque di essere visto (?). Sentiamo perché. Read more

E’ l’autore-”protagonista” di 20 sigarette “Politica italiana? Bisogno di ricambio…”

settembre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Aureliano Amadei è l’unico sopravvis- suto della strage di Nassirya. Documentarista, regista, da quell’esperienza ha tratto la sua opera prima. Ulivieri lo ha sentito su 20 sigarette, certo, ma non solo. Somewhere suo “sfidante” nel nostro speciale di oggi. Il cinema. Ma anche la nostra politica autoreferenziale odierna. Anarchico, pacifista, sentite i giudizi sferzanti sulla nostra classe dirigente che però, dice, «è così da molto più tempo di quanto non crediamo…». di F. ULIVIERI Read more

Parla il possibile leader del futuro Orlando: “Ora aiutiamo Bersani”

settembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La Direzione nazionale di giovedì ha ricompattato il Partito Democra- tico. Pigi apre ad un maggiore confronto interno e la minoranza veltroniana, pur mantenendo la propria posizione critica, prende atto che, come sostiene l’ex segreDario, «ora è il momento di serrare i ranghi». Questo ha comportato, di botto, anche la scomparsa del Pd dal dibattito pubblico. Il che, se da un lato conferma l’esito positivo della riunione dell’altro ieri, dall’altro ripone drammaticamente il problema che, poi, ne è alla base: cos’hanno da dire i Democratici all’Italia? «Che il mercato non è la soluzione a tutto, intanto, e che a partire da questo stiamo lavorando per darci un profilo forte», spiega a il Politico.it l’ex portavoce nella segreteria Veltroni, oggi responsabile Giustizia con Bersani. Un possibile candidato alla guida, come scrisse per primo, ormai più di un anno fa, il nostro giornale e come in seguito avrebbe convenuto, tra gli altri, Massimo D’Alema. A precisa domanda, dello stesso Attilio Ievolella che torna ora a sentirlo, Orlando si schermì: «Giuro di non averci mai pensato», fu la risposta. Ma se oggi è utile indagare su dove va il principale partito del centrosinistra, che il giornale della politica italiana indica come sola forza del nostro Paese – per l’onestà e la responsabilità della sua area di sensibilità e di opinione – in grado di assumere la leadership della costruzione del futuro dell’Italia, la cosa migliore è farlo con il parlamentare ligure, che non dice mai cose banali. Il colloquio. Sentiamo. Read more

Diario politico Onestà e responsabilità(?) Ora è la leadership di Emma Marcegaglia “Pensate alla crescita e all’occupazione” E Fini oggi è un modernizzatore dell’Italia Ma proprio perciò adesso è bene parlare

settembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. In questi giorni in cui tutti sembrano aver dimenticato le esigenze del Paese per inseguire la faida interna al centrodestra, la presidente di Confindustria resta coerente – come il giornale della politica italiana – nel suo continuo richiamo della nostra politica autoreferenziale di oggi a quelle che sarebbero, appunto, le sue responsabilità: «E non è vero, presidente Berlusconi, che stiamo meglio degli altri, la crisi l’abbiamo sentita eccome». A questo punto anche il presidente della Camera, proprio per l’onestà e la responsabilità dimostrate finora, è chiamato a porre lui per primo – in modo giusto, naturalmente senza sacrifici che non siano giustificati – la parola fine a questa storia che, appunto, sta impedendo di fare ciò che lo stesso Fini, come Marcegaglia, sollecitava Berlusconi a fare: governare, occuparci, tutti insieme, del Paese. Il rac- conto della giornata, all’interno, di Carmine Finelli. Read more

CARI BERSANI E FINI Ecco (finalmente…) un documento che parla (solo) dell’Italia

settembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il segretario del Pd lamentava ieri quell’autoreferenzialità della nostra politica di oggi che il giornale della politica italiana ha denunciato per primo e denuncia da mesi. Da questa autoreferenzialità Bersani sembra voler compiere un sincero sforzo per uscire. Mentre, nonostante il nostro grido d’allarme di ieri – sulla base dei dati sulla disoccupazione dei giovani diffusi dall’Istat – il dibattito pubblico continua ad essere incentrato sui dossier a carico di Fini (il Pd, intanto, sembra avere ritrovato la pace: il momento buono per mettersi a concepire qualcosa di nuovo), il Politico.it offre allora a lui come al leader più moderno e innovatore del centrodestra – il presidente della Camera – le proprie idee. Un documento che non ha alcuna pretesa di (auto)sufficienza, ma vuole essere uno stimolo alla politica italiana per rimettersi a concepire progetti concreti, per il domani del nostro Paese. La discussione, anche tra noi, care lettrici, cari lettori, è aperta. Buona lettura e buona politica con il giornale della politica italiana. Read more

Diario politico. La politica (?) italiana (?) Istat: ora disoccupazione record dal 2003 Se un giovane su tre oggi è senza lavoro Intanto Bersani/Veltroni discutono di Pd Fini/Berlusconi litigano sui “dossieraggi” Quando tornerete a occuparvi dell’Italia?

settembre 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La risposta è: probabilmente mai. Perché la nostra politica cessi di essere autoreferenziale e torni a dare risposte agli italiani è necessario un corposo ricambio, di qualità – non fine a se stesso – della classe dirigente di questo Paese. La «rottamazione» di cui parla Renzi e che Luigi Crespi è tornato ad invocare per la parte Democratica sul nostro giornale («O li cacciate o la sinistra non si riconnetterà mai con il futuro»). Ma vale anche per il centrodestra, dove l’accondiscendenza all’autoreferenzialità (di certi leader) ha raggiunto in questi quindici anni vette assolute, e in cui gli onesti e responsabili sono stati protagonisti di un risveglio tardivo. Nel giorno in cui il nostro istituto di statistica ci toglie ogni alibi e ci consegna un quadro della situazione dei nostri giovani – cioè del futuro dell’Italia – (ma non solo) ancora peggiore di quello che percepivamo a sensazione, la nostra politica che fa? Discute di se stessa (il Pd) o, peggio ancora, si lancia giavellottate coinvolgendo, per di più, i nostri servizi (Pdl e Fli). Anche se va detto che a sinistra si registrano degli sforzi per uscire da tutto questo (Bersani ci sta provando, a parlare di Paese, anche se le sue proposte appaiono insufficienti), e a destra c’è una vittima (per quante colpe possa avere) e c’è un carnefice, questa classe dirigente è palesemente giunta alla fine del suo ciclo, non ha più nulla da dire all’Italia, anche perché comincia ad essere politicamente (e non solo) piuttosto vecchia. E’ facile prevedere comunque che questo ricambio stenterà ancora un po’ ad avvenire. Allora ci permettiamo di dare un consiglio ai “protagonisti” della nostra politica autoreferenziale di oggi. Proprio per risolvere i loro problemi. A Bersani per riportare il suo partito a numeri dignitosi (il 30% è la quota minima) e a Veltroni per dare il suo contributo in questo senso. A Berlusconi per assicurarsi una maggioranza e governare fino al 2013 (evitando così i processi) e a Fini per rafforzare le sue ambizioni di successione. Occupatevi di quel ragazzo su tre che oggi non ha lavoro. Fatelo immaginando un progetto complessivo per rifare grande questo Paese, puntare al sole e avere così, almeno, la possibilità di raggiungere la luna. Il giornale della politica italiana ha già indicato una possibile risposta: è necessario fare dell’Italia il Paese della produzione d’eccellenza e della produzione delle idee. Per farlo è necessario non investire, ma centrare un nuovo sistema-Paese sull’innovazione, che si ottiene rendendo l’università e la ricerca, e la scuola non un settore importante, oppure decisivo, del Paese, ma il suo motore. E affiancando a questo una rete di formazione permanente che alimenti gli sforzi di innovazione e contribuisca (appunto) a risolvere il problema della mancanza (di continuità) di lavoro. Intorno a questo dev’essere l’obiettivo. Cominciate ad occuparvene. Risolverete i problemi di tutti, a partire dai vostri – perché è chiaro che se farete questo riprenderete a volare – l’Italia smetterà di navigare a vista e nel giro di un decennio potrà ritornare grande, e continuando su questa strada si assicurerà altri decenni di sviluppo evitando il declino. II racconto di questa bizzarra giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

L’analisi. Se adesso Pd non parla più ai riformisti di Giuseppe Gallo

settembre 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Corriere ha Massimo Franco, Repubblica Massimo Giannini. Il Sole il migliore di tutti, Stefano Folli. Il giornale della politica italiana ha Giuseppe Gallo. Sono i maggiori notisti politici del nostro Paese. Gallo torna su il Politico.it dopo un periodo di assenza – traduttore, consulente editoriale, oggi i protagonisti dei suoi pezzi sono più frequentemente libri che non uomini politici – proponendoci un’escursione in un territorio contiguo al proprio tradizionale: quello della comunicazione. Per trarre però una lezione tutta (strettamente) politica. Avrete visto i manifesti Pd che campeggiano nelle stazioni, sui muri delle nostre città, in cui è raffigurato un Bersani in maniche (arrotolate) di camicia che accompagna una serie di script. Gallo ne analizza il messaggio, per arrivare ad una conclusione, come detto, tutta politica. Read more

E mentre nel Palazzo si aiuta Cosentino la Calabria si mobilita contro ‘ndrangheta Laratta: ‘Finirà tutto con la piazza del 25?’ Serve una politica onesta e responsabile

settembre 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Abbiamo visto come ieri il nostro Parlamento abbia vissuto una delle sue (tante, pur- troppo, recentemente) pagine più buie. Nonostante la presenza, in aula, di una grossa fetta di parlamen- tari – di (quasi) tutti i gruppi – onesti e responsabili. Che naturalmente hanno votato per autorizzare l’uso delle intercettazioni al sottosegretario indagato per presunti rapporti con la camorra. Il deputato del Pd è uno di questi. Non è quindi un caso che sia proprio lui, ora, a raccontare sul giornale della politica italiana l’altra faccia, rispetto alla Montecitorio per il resto disonorata di ieri, del nostro Paese. Un grande Paese guidato da una piccola nostra politica autoreferenziale. Che non aspetta altro (il Paese) di vedersi di nuovo pienamente rappresentato. Un Paese che è tale al sud come al nord. Anche in una delle regioni più colpite dalla tenaglia dell’impoverimento civile (con)causato, in primo luogo, dal dilagare della criminalità organizzata. Quella stessa che, appunto, ieri l’Aula ha, indirettamente, favorito. Contro quella criminalità ci siamo però tutti noi. E presto avremo anche la guida che aspettiamo, quella politica italiana del futuro di cui il Politico.it è il principale laboratorio, e che rifarà grande l’Italia, insieme a tutti i suoi cittadini. Che, intanto, appunto in Calabria si portano avanti: grazie ad un’iniziativa di Matteo Cosenza, direttore del Quotidiano della regione, sabato i calabresi scenderanno in piazza per dire “No ‘ndrangheta”. Le adesioni non si contano più. Ce ne parla Laratta. Read more

Alla Camera il (nuovo) voto del disonore Quel freno a indagini su politica&camorra Se l’autoreferenzialità diventa complicità

settembre 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel ripartire in questa nuova giornata di politica italiana e, quindi, per noi, di Paese, mettiamo prima di ogni altra cosa il punto su quanto accaduto ieri. Qualcuno, in serata, si è chiesto se fosse stato più importante, per la nostra (?) politica, il “no” di Montecitorio all’uso delle intercettazioni telefoniche nell’indagine sui presunti rapporti tra il sottosegretario Nicola Cosentino e, appunto, la camorra, o la riapertura della ferita, sanguinante, tra il presidente della Camera e il presidente del Consiglio ora che emerge l’ipotesi di un possibile dossieraggio – di cui Fini accusa Berlusconi di essere il mandante – da parte dei servizi (oggi smentito come «diffamatorio» da palazzo Chigi) nei confronti degli esponenti di Futuro e Libertà. Il giornale della politica italiana non ha dubbi: al di là della possibile, ulteriore degradazione della politica italiana – almeno da una parte del centrodestra – a lotta condotta con tutti i mezzi (il)leciti (per non parlare della gravità di un coinvolgimento dei nostri servizi che, per il momento, è doveroso escludere) e al di là del possibile de profundis cominciato a risuonare ieri su questa legislatura, è molto più significativo che il nostro Parlamento, «l’istituzione che per delega rappresenta la volontà dei cittadini», abbia di fatto posto un limite all’azione della magistratura volta a stabilire se «un uomo politico potente come Nicola Cosentino», oggi peraltro ancora membro del governo (!), abbia o meno (avuto) rapporti con l’anti-Stato. Ovvero a stabilire se lo Stato abbia (avuto) una quinta colonna della mafia (tra le altre) al proprio interno capace di influenzare la sua azione a vantaggio della criminalità, oltre a consentire (nostre) regalie a quest’ultima (che le usa poi contro di noi). La nostra politica che, come fosse connivente, dice “no” a vedersi garantita la condizione essenziale, forse, della propria legittimità: la propria onestà anche rispetto ad ipotesi di fatti, come detto, gravissimi. Quando l’autoreferenzialità, appunto, diventa autoreferenzialità sulla base di mancanza di onestà o, comunque, di responsabilità, quando non di connivenza. E getta un’ombra di disonore sulla nostra politica (del resto autoreferenziale e da rottamare di oggi), come ci dice ora Gad Lerner in questo editoriale. E dopo vedremo come, al contrario, l’Italia è un Paese sano, pronto a tornare grande non appena avrà modo di riavere nella propria cabina di comando persone oneste e responsabili come la gran parte dei cittadini di questo Paese. Lerner ora. Sentiamo. Read more

Bar Democratico. Quel che manca è il progetto di Emidio Picariello

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Straordinaria puntata della rubrica Democratica (in tutti i sensi, e ora scoprirete perché – ?) del giovane dirigente del Pd e de iMille, che disegna con leggerezza gli scenari raccapriccianti dell’attuale loro dialettica interna. Dialettica nella quale Picariello – dal di dentro, come il suo giornale della politica italiana, dal di fuori – non si ritrova. Per due ragioni (non ci ritroviamo neanche noi). La prima è che tutto questo non è che un prolungamento in salsa para-democratica della solita autoreferenzialità della nostra politica, denunciata da il Politico.it. La seconda è che, in questa dialettica interna, emerge alla fine una linea che contraddice quella nella quale questo giornale crede, non perché abbia una specifica parzialità Democratica bensì perché è la linea necessaria a fare del Pd quel partito del Paese che, come abbiamo visto oggi magari con Udc e anche Fli, può, deve rifare grande l’Italia. Ma sentiamo tutto questo, dalla penna di Picariello. Read more

Pdl per le prime volte sotto 30 per cento Sondaggio Crespi, indecisi “volano”: 38% Bacino delle forze oneste e responsabili

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se il Partito Democratico, come abbiamo ipotizzato stamattina (e verificato come sia possibile) con l’Udc, e magari con Futuro e Libertà, in una ricomposizione strategica e non tattica degli schieramenti politicistici della politica italiana, si compirà come partito del Paese nel modo suggerito dal nostro direttore, e si farà carico della leadership del processo di costruzione del futuro dell’Italia all’insegna dell’onestà e della responsabilità, nessuno potrà contrastarlo elettoralmente – e non solo perché assommerà un consistente numero di voti di partenza – e il Paese conoscerà uno straordinario periodo di sviluppo che lo riporterà al posto che gli compete nel mondo, davanti a tutti, alla guida della civiltà. E’ la lettura (audace, ma le nostre lettrici e i nostri lettori conoscono l’acutezza del giornale della politica italiana) che traiamo dai dati dell’ultimo rilevamento di Crespi Ricerche, del quale vi proponiamo, per la prima volta anche in home, i risultati. I Democratici sono ancora al palo, ma solo perché oggi assomigliano effettivamente ad una (brutta) copia dei Ds e non assolvono alla loro funzione storica, quella di rappresentare – in modo onesto e responsabile – tutti gli italiani, per il bene dell’Italia, assumendo la leadership prima della transizione verso e poi del consolidamento del futuro. Nessuno pensi a scissioni: il futuro è vostro, sappiate guardare – possibilmente non con il pessimismo anche comunicativo di Enrico Letta… – lontano, vedete cosa c’è dietro l’angolo. Il giornale della politica italiana ha a cuore un solo partito: l’Italia, e crede in due soli valori (politici): l’onestà e la responsabilità. Non ci interessano le questioni politicistiche; tutto ciò che scriviamo serve a tendere verso quel risultato finale di rifare grande l’Italia. E’ in questa chiave che, con la stessa sincerità con la quale critichiamo la condotta miope dei suoi attuali dirigenti, vediamo, oggi, nel Partito Democratico – come abbiamo detto, per le naturali e più spiccate onestà e responsabilità della sua area di sensibilità ed opinione – l’unica forza in grado di assolvere fino in fondo, senza ombre e senza esitazioni a questa funzione decisiva nella storia del nostro Paese, in un momento in cui ci troviamo di fronte ad un bivio: vivere o morire. E noi, su questo giornale, sceglieremo sempre di arrivare in porto. E ce la faremo. il Politico.it è qui per fare la sua (grande) parte. La tabella di Crespi, all’interno, ingrandita. Read more

Così Berlusconi deciderà su contratti Rai Perché Silvio mantiene interim Sviluppo Tutte le occasioni perse in quattro mesi

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Contratto di servizio è una camicia di forza indossata la quale ci si può muovere solo per quanto ti è stato concesso: ecco come a dicembre il conflitto di interessi del presidente del Consiglio, aggravato dalla sua permanenza alla guida anche del ministero che fu di Scajola – che avrebbe dovuto occupare per il tempo necessario a trovare un sostituito: a questo serve l’interim, che significa appunto “a tempo” – potrebbe esplodere in tutta la sua (pre)potenza, favorendo – magari irrimediabilmente – la concorrenza di Mediaset (già gratificata dalla concessione, data proprio dal ministro per lo Sviluppo economico in mano a Berlusconi, di frequenze fondamentali per la trasmissione dei programmi e per il momento in via esclusiva). Ma ecco anche come, per il resto, il dicastero-chiave – come abbiamo detto in queste ore – per rifare grande l’Italia sia stato non solo “occupato” da uno dei maggiori imprenditori italiani, non solo lasciato – appunto per il resto – senza guida, ma anche smantellato e depotenziato, visto che molte delle sue competenze (anche strategiche come il varo del piano per il Sud, che, anche qui, deve essere parte organica del progetto, complessivo e unitario, per rifare grande l’Italia: condizioni imprescindibili perché poi la “macchina” funzioni) sono state trasferite ad altri ministeri. Ecco la galleria degli orrori di queste settimane di interim del presidente del Consiglio allo Sviluppo economico Read more

In diretta dal Parlamento. Come si è salvato Cosentino di A. Sarubbi

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato del Partito Democratico racconta in tempo reale sul giornale della politica italiana i segreti del voto di pochi minuti fa sull’autorizzazione (o meno: e il segno della giornata è negativo) all’utilizzo delle intercettazioni nell’indagine sul sottosegretario. Le cui telefonate, dunque, non potranno essere utilizzate. Al di là degli (interessanti) politicismi che ora vediamo, è chiaro come anche il nostro Parlamento – nel senso dei suoi eletti – naturale espressione della nostra politica autoreferenziale di oggi, manchi – per larghe fette – di onestà e responsabilità. Ma questa è una nostra opinione. Sentiamo invece il deputato del Pd. Read more

Buttiglione: “Sì, la pens(iam)o come voi” Ecco su cosa può ‘starci’ alleanza Pd-Udc Proprio sulla costruzione del futuro Italia

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri – nel corso della nostra narrazione seguita da un numero sempre più alto di lettrici e lettori che scelgono ogni giorno il Politico.it – abbiamo “sfiorato” l’Unione di Centro in almeno due occasioni, la prima esplicita la seconda implicita. Nel primo caso abbiamo citato il suo presidente che tornava ad usare – nel deserto di una nostra politica di oggi del tutto autoreferenziale – una delle espressioni a noi più care, quella che fa riferimento al «bene del Paese» (in linea peraltro con quanto l’Udc – anche se in altri termini – va propugnando da tempo, e a cui consegue la linea di ricercata responsabilità dei centristi). Grazie (anche) all’ascolto quotidiano da parte dei suoi massimi protagonisti (di oggi; quelli di domani svolgono direttamente qui le proprie riflessioni), di cui il Politico.it è oggi un consigliere autorevole e, appunto, seguito, il giornale della politica italiana è una delle guide (se non la principale) dell’evoluzione della nostra politica verso quella dimensione di onestà e responsabilità nella quale rifarà grande l’Italia. In secondo luogo abbiamo “parlato” (implicitamente) di Udc quando abbiamo scritto che, probabilmente, solo il Partito Democratico – la forza più onesta e responsabile della nostra politica: il Pd, naturalmente, come area di sensibilità e di opinione, al di là dei limiti politicistici di oggi che il Politico.it denuncia ogni giorno, insieme, naturalmente, alla proposta di un’«alternativa» – ma quella vera – può farsi carico della leadership di questo processo di trasformazione prima della politica italiana e poi, attraverso di essa, del Paese (o, meglio, delle due cose contemporaneamente, puntando ad ottenere il secondo risultato). Oggi Buttiglione (ci) risponde: e ci risponde che siamo d’accordo su tutto. Il che significa, tra l’altro, che i centristi potrebbero diventare una componente essenziale nella prosecuzione di quel processo, accompagnando la leadership Democratica. E che, naturalmente, ci sono dunque i margini tra loro per un’alleanza non più solo tattica ma strategica. Un’alleanza (che per come la vediamo noi potrebbe, ebbene sì, vedere coinvolti anche i finiani, ma di questo, e dei connotati politicistici di questa politica onesta e responsabile verso la quale tendiamo, riparleremo un’altra volta) fondata su quello che, del resto, noi indichiamo da tempo come la chiave di volta per rifare grande l’Italia, e dunque per fare grande il Pd (e che si conferma dunque anche come la sua unica via di “salvezza”): che quest’ultimo si faccia carico di proporre e di guidare un completo ribaltamento di piano, per la costruzione di un nuovo sistema-Paese fondato sull’innovazione, e dunque sull’università, la ricerca, la scuola. E la formazione permanente. Sentite un po’ cosa dice, a questo proposito, Rocco Buttiglione. Esattamente ciò che, proprio ieri, il Politico.it ha sostenuto ancora una volta. Sentite. Read more

No, non c’è il declino nel futuro dell’Italia Sì, abbiamo le risorse per tornare grandi Ma serve progetto organico di sviluppo Per intanto…

settembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono mesi, prima che se ne occupassero anche altri quotidiani, che il giornale della politica italiana richiama il governo e l’opinione pubblica sul tema della mancanza di un titolare al dicastero di via Veneto. Che Berlusconi si ostina a non nominare, nonostante le ripetute promesse. Il che è, come scrive Massimo Giannini oggi su Repubblica, il segno di mancanza di responsabilità. Che non è un altro peccato da attribuire al mostro-Berlusconi, ma il concreto voltare le spalle alle esigenze del Paese. Esigenze che hanno una duplice urgenza: cercare di alleviare la condizione di sofferenza di chi si trova, già oggi, travolto dalla crisi; costruire il futuro dell’Italia. Dal ministero per lo Sviluppo economico, che potrebbe essere il trampolino di lancio per un futuro presidente del Consiglio con delle idee chiare su cosa fare del domani, potrebbe partire la spinta per quel ribaltamento di piano che vedrebbe l’innovazione balzare al centro di un nuovo sistema-Paese, per dare luogo appunto allo sviluppo. Uno sviluppo sostenibile e che, in quella chiave, non dovrebbe temere la concorrenza di Cindia. Lo ha scritto per primo ancora una volta il Politico.it: qualsiasi soluzione-tampone alla crisi di competitività con i colossi dei Paesi emergenti in campo economico non ci darà modo di reggere, a lungo andare, una competizione con loro che è, su questo piano, impossibile. Se quella sarà la nostra scelta, allora sì il declino sarà inevitabile. Se invece l’Italia acquisirà il controllo del mercato che sta un gradino sopra quello nel quale sfondano, oggi, le economie emergenti, il nostro Paese può conoscere uno sviluppo imprevisto e duraturo. Quel “livello” è dato da una produzione delle merci sempre più avanzata, e soprattutto dalla produzione delle idee, ovvero i concept dei prodotti che poi verranno realizzati dalle nostre industrie a quel punto attrezzate per farlo o, anche, da industrie straniere alle quali avremo venduto le nostre idee. E’ questa l’economia alla quale deve dedicarsi l’Italia, per potere aspirare a decenni di sviluppo. Il declino, appunto, non è affatto ineluttabile. Anzi. E’ ineluttabile il contrario, se solo ci rimettiamo a pensare al domani. Per farlo, è necessario intanto dare un segno di pulizia morale nominando colui che appunto dovrebbe – sotto la regia del capo del governo – cominciare ad occuparsi di tutto questo. Nominate quel ministro. Della cui “vacanza” ci parla, all’interno, Attilio ievolella.          Read more

Nostro omaggio al caduto in Afghanistan Ecco ieri i funerali di Alessandro Romani

settembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana saluta il nostro parà rimasto ucciso il 17 settembre scorso. Alla cerimonia presente, in un modo o nell’altro, tutta una città, Roma, della quale Romani era un “figlio legittimo”. Alemanno decide di dedicargli i festeggiamenti per i 140 anni della Capitale. Il servizio è di Pietro Salvatori. Anche su Liberal.        Read more

L’onestà e la responsabilità danno i frutti Profumo: va via, ma guardate Unicredit… Possibile candidato alla leadership Csx?

settembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’amministratore delegato lascia. Ma lascia, scrive Gad Lerner sul giornale della politica italiana, proprio per le sue onestà e responsabilità. Che nello speci- fico si declinavano in una guida della banca autore- vole e indipendente. Diverso da quanto accade a Corrado Passera, ad di Intesa San Paolo, che invece – è sempre l’analisi di Gad – finisce spesso per essere organico, anche nelle scelte strategiche alla testa dell’istituto di Bazoli, al sistema di potere che tesse le fila del Paese. Ma i risultati parlano a favore di Profumo, che lascia una banca che oggi è tra le più grandi d’Europa (e proprio per questo, anche, è nata l’ostilità leghista che ha svolto un ruolo nella sua “cacciata”, politica come quell’estraneità della quale abbiamo parlato). E, a prescindere da un possibile diretto impegno dell’ormai ex ad nella nostra politica tutto questo è la prova di come il modello che il Politico.it propone alla politica italiana e al Paese per il futuro sia l’unico che corrisponda all’obiettivo di fare il bene dell’Italia, (anche perché) può consentire di rifarla grande. Gad Lerner su Profumo dunque, prima di un servizio sui funerali del nostro militare rimasto ucciso in Afghanistan e l’ulti- mo, grande momento della nostra narrazione d’oggi. Read more

Buttiglione: “Stella polare è bene PaeseSe stiamo cambiando la politica italiana Ma è Pd che può assicurarlo davvero (?) Crespi: ‘Però sì, rottami i vecchi dirigenti’

settembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il (nuovo) consigliere, autorevole e ascoltato, della nostra politica autoreferenziale di oggi, e il laboratorio nel quale si prepara quella del futuro. Una politica italiana onesta e responsabile, che faccia ogni sua scelta nel solo interesse della nazione. Un’idea semplice (persino banale) che nell’Italia di oggi diventa rivoluzionaria, e la chiave di volta della costruzione del domani. Un’idea che da mesi il giornale della politica italiana pone al centro del dibattito pubblico facendo discendere, a sua volta, unico nel panorama dell’informazione in Italia, ogni propria scelta da questo principio. Un messaggio che, ad esempio, ad ascoltare il presidente dell’Unione di Centro – che usa le nostre stesse parole – sta arrivando a destinazione. Poi bisognerà passare ai fatti. E questo apre un nuovo livello di discussione, che cominciamo ad affrontare – mentre continuiamo a spingere nella direzione principale – dopo avere cominciato ad ottenere il cambio di rotta. Secondo noi – è il senso della narrazione di oggi, cominciata con il pezzo sul leghismo in salsa svedese e che continuerà dopo – è la forza più naturalmente onesta e responsabile del Paese – il Partito Democratico, o meglio la sua area di sensibilità e di opinione – ad avere insieme il dovere e la potenzialità per farsi carico della leadership di tutto questo. Ma come sempre non ci limitiamo ad indicare il “cosa”, ma offriamo anche una traccia (o qualcosa di più) sul “come”: come il Politico.it va scrivendo da mesi, la chiave della costruzione del futuro dell’Italia è l’impostazione di un nuovo sistema-Paese, del quale l’innovazione sia la testa di una spina dorsale costituita da università e ricerca, e dalla scuola, con una rete (è proprio il caso di dirlo?) di formazione permanente a fare da mediatore con il lavoro e a rappresentare la chiave di risoluzione dei problemi legati alla mancanza (di continuità) di quest’ultimo. Ma su questo torneremo. Ora parliamo invece del Pd e della sua possibile missione storica. Per assolvere alla quale, ci dice però l’ex spin doctor del presidente del Consiglio, i Democratici devono disfarsi dei loro attuali dirigenti, che hanno avuto il merito di avviare il processo di cambiamento (dando vita al Partito Democratico) con questo superando probabilmente se stessi (al punto che non padroneggiano la loro stessa creatura e sono tentati di distruggerla) ma non «hanno (più) il fisico» per reggere la fase successiva. Ecco Crespi. E dopo proseguiamo scoprendo un esempio specifico di come l’onestà e la responsabilità possa essere la chiave dell’affermazione di un Paese. Read more

Pure in Svezia boom del partito xenofobo Se Italia è il laboratorio politico d’Europa Con problemi arriverà prima la soluzione (La) indichiamo (a)i Democratici da tempo

settembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’analisi del nostro Andrea Sarubbi che state per leggere mostra chiaramente come nel successo del partito di Jimmi Akesson si ritrovino i caratteri di un fenomeno che noi conosciamo molto bene, perché, come quasi sempre accade al genio (nel bene e nel male) italiano, non lo abbiamo importato ma (ri)creato: il leghismo, ovvero il populismo non plebiscitario ma identitario, localista e razzista. Non certo una creazione di cui andare fieri, eppure è il simbolo delle potenzialità del nostro Paese di cui il giornale della politica italiana indica ogni giorno la possibile realizzazione: l’Italia è la nazione che più di tutte ha dentro di sé le risorse per tornare (e del resto di questo si tratta) al posto che le compete nel mondo, davanti a tutti, alla guida della civiltà; solo che non lo sa e, come il cittadino italiano depresso, finisce per utilizzare quelle risorse in chiave negativa e limitativa. Ma quelle risorse, e quella capacità “anticipatrice”, appunto, ci sono, e non è difficile prevedere – anche perché il Politico.it fa la sua parte perché tutto questo avvenga al più presto – come il nostro Paese, che da quindici anni naviga in queste acque, sarà anche il primo ad uscirne. Anzi, anche se – pure in questo caso – non se ne rende conto ha probabilmente già cominciato a farlo, e questo “inizio” si chiama Partito Democratico (al punto che, notate bene, gli xenofobi svedesi portano, demagogicamente, simbolicamente questo nome: loro hanno capito quello che D’Alema e Bersani sembrano invece far fatica a capire): quel partito del Paese – almeno nel suo compimento definitivo tratteggiato nei giorni scorsi dal nostro direttore – che proprio grazie a quella onestà e a quella responsabilità che in questi anni hanno rappresentato, paradossalmente, un limite, costituisce la vera chance, sia pure ancora in nuce, per un’Italia che voglia uscire da queste secche e ritornare grande. Ma anche di questo parleremo più tardi. Intanto, proprio con uno dei più moderni e Democratici dei dirigenti del Pd, vediamo come la Lega, di fatto, abbia oggi attecchito in Svezia. Read more

***La polemica***
MA SOLO I RADICALI HANNO RICORDATO PORTA PIA
di ANNALISA CHIRICO

settembre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La celebrazione nella quale ha preso la parola il capo dello Stato doveva servire ad omaggiare la memoria della conquistata indipendenza dalla Chiesa con la fine del potere temporale di quest’ultima. Ma secondo la giovane esponente Radicale tutto questo si è trasformato in una operazione consociativa e revisionistica, fiancheggiata da un sistema dell’informazione che, suo giornale della politica italiana a parte, non ha raccontato cosa avveniva davvero. Cosa che facciamo noi ora. Con lei.
di ANNALISA CHIRICO Read more

(DIS)UNITA’ D’ITALIA
Se il presidente resta l’unico baluardo Con un centrosinistra piegato e confuso la Lega galoppa verso la secessione (?)

settembre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Abbiamo visto le differenze che pas- sano tra la politica vera messa in campo da Vendola in Puglia e i «tatticismi» del Pd, oggi completamente autoreferenziale e rivolto su se stesso (anche perché quando si occupa del Paese non è in grado di farlo in modo efficace ed è come se non lo facesse). Ma quanto costa tutto questo all’Italia? il Politico.it ha scritto che i Democratici devono diventare il (vero) «partito della nazione», ma ad oggi la realtà è (appunto) esattamente l’opposta: con la loro inconsistenza, i più onesti e responsabili (ma lo sono – tutti – davvero?) della nostra politica autoreferenziale di oggi (e, soprattutto, del futuro) finiscono per non fare il bene di nessuno, anzi, creano le condizioni perché (ci) si faccia del male. In qualche caso, anche proprio alla Nazione, come idea. Succede con la Lega, che riempie il vuoto lasciato dal centrosinistra con le sue idee povere di individualismo (e localismo) sfrenato, per cui ognuno deve pensare a sé e gli altri sono tutti «ladroni», anche se sono italiani, nostri connazionali, nostri fratelli stretti, persone che si trovano sulla nostra stessa barca non per caso ma perché sono nostri familiari, siamo consanguinei e (dovremmo essere) uniti, siamo (per fortuna) inscindibilmente legati da una vita comune nella quale più remiamo tutti (assieme), più lontano andiamo (tutti). Ma la via più facile è difendere quel po’ che ciascuno di noi ha già smettendo di remare; così facendo la barca si fermerà e, oltre a non raggiungere il porto (che per noi è quello di New York, o in altri tempi quello di Genova; il porto dei porti, quello della nazione-guida del pianeta, non un porto qualunque), finirà per affondare. Perché tutto questo venga sconfitto, è necessaria una voce alta, autorevole, che faccia “venire voglia” della (nostra) nazione, offrendo un obiettivo che è quello, per noi, di ritornare grandi (quella «comune emozione» della quale parla Zagrebelsky). Nel nulla del centrosini- stra, compensato solo in parte dalla (ritrovata) indipendenza della destra liberale di Fini, l’unico freno (ma è soltanto un freno, e non il volano di un rilancio) viene dal capo dello Stato, che anche oggi, in occasione delle celebrazioni della (oggi perduta? Ne parleremo dopo) indipendenza dello Stato dalla Chiesa, parla di unità. Ecco come, nel servizio di Nicolò Bagnoli. Read more

MODELLO-VENDOLA
“Serve non un papa, ma un vangelo” Mentre il Pd (attuale) discute di formule Nichi in Puglia ci “dice” come governerà

settembre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il governatore risponde su Facebook alla proposta di Veltroni: non tanto un leader (a fare il quale pure si candida) straniero o meno che sia quanto un’idea (organica e complessiva, aggiungiamo noi) è quello di cui il centrosinistra ha bisogno. Quello che noi sosteniamo da tempo. Nonostante i dubbi circa l’eccessiva radicalità delle posizioni di Vendola, poco compatibili con il modello di governo onesto e responsabile per il “bene di (tutto) il Paese” che abbiamo sollecitato proprio ai Democratici – o, anzi, proprio per questo – siamo andati a scoprire e vi raccontiamo la differenza tra le parole (dei dirigenti del Pd) e i fatti (del presidente della Puglia), ovvero quelle scelte amministrative che hanno un respiro però più generale e che “anticipano”, in qualche modo (senza peraltro riuscire a rappresentare tutta la varietà di questioni su cui è chiamato a pronunciarsi il presidente del Consiglio), la maniera in cui Nichi (che per la verità finora ha davvero fatto parlare solo i fatti, restando un po’ vago circa le sue specifiche intenzioni programmatiche) governerebbe l’Italia. Cultura, sostenibilità ambientale e giovani: potremmo sintetizzare così il “modello Puglia”, che Stefano Catone, ora, ci racconta nel dettaglio.        Read more

Ogni settimana al cinema con il Politico.it Oggi una ‘doppietta’ con Fabrizio Ulivieri Apriamo con The American: ‘Sconsigliato’ MA IN COPERTINA E’ VIOLANTE PLACIDO

settembre 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il più autorevole e ascoltato consigliere della nostra politica, che spinge verso un futuro che, intanto, prepara. Ma questa settimana il Politico.it ha dato il meglio di sé, aprendo una prospettiva inattesa per il Pd e per l’Italia: la “chiave” di risoluzione dei problemi Democratici e anche del superamento dello stato di atrofizzazione del Paese rappresentata da un Partito Democratico che compia se stesso dimenticando la rappresentanza di specifici interessi e dedicandosi a fare “il bene del Paese”: la proposta, lanciata dal nostro direttore, può rappresentare una svolta per un maggior partito di opposizione oggi effettivamente “senza bussola” e perciò in preda alla confusione e alle convulsioni interne, e che può salvarsi solo ripartendo dalle idee (anzi, da una idea, organica e complessiva); e per un Paese che dalla sua componente più onesta e responsabile, e probabilmente solo da essa, può trarre la forza per tornare grande. Ma proprio per questo oggi è domenica, e il giornale della politica italiana stacca, dedicandosi al cinema. Tra una e l’altra delle grandi recensioni-guida di Attilio Palmieri, il giovane e talentuoso critico cinematografico de il Politico.it e degli Spietati, la guida ai film dello scrittore fiorentino, che oggi raddoppia: due uscite battezzate da questa inedita “prima” dedicata alla protagonista, con George Clooney, del primo dei due film di cui Ulivieri ci parla: la brava ed emergente (ma ormai è una certezza) figlia di Michele (ma sarebbe più giusto dire, ormai, che Michele è il padre di Violante). Cominciamo dunque, partendo proprio da The American. E a seguire Letters to Juliet. Read more

Ma è questo il vero “consiglio” di Ulivieri Così è Italia tra Verona e la (sua) Toscana

settembre 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Letters to Juliet, appunto, commedia sentimentale fondata sulla storia (un classico del cinema d’oltreaceano che racconta il Belpaese), resuscitata a distanza di cinquant’anni, tra una donna americana (Vanessa Redgrave) e un “bello” italico (il redivivo Nero): ma il vero protagonista sono forse i luoghi (per una volta non da cartolina) della nostra nazione, tra le colline ai piedi delle quali ha il suo buen retiro anche il nostro critico-scrittore e la città di Giulietta Capuleti. Nel giorno del compleanno di uno dei suoi figli (sportivi) più brillanti di oggi: Damiano Cunego. Sentiamo. Read more

***Il dibattito***
MA NOI SIAMO (ANCHE) CON I PRECARI
di MARIANNA MADIA*

settembre 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La deputata del Partito Democratico risponde, indirettamente, al nostro direttore che aveva sostenuto la necessità (per il Paese) e l’opportunità (per il centrosinistra) che i Democratici abbandonassero la rappresentanza tout court di determinate categorie (a cominciare da insegnanti e ricercatori) per abbracciare l’idea dell’impegno “nazionale” per il varo di un nuovo sistema-Paese (del quale proprio l’università e la ricerca e la scuola fossero la spina dorsale) per il quale ogni settore potesse conoscere una fase di sviluppo, ma proprio per consentire e favorire questo non potesse essere vincolato alla difesa di specifici interessi, ancorché legittimi. Madia, una delle maggiori esperte di lavoro in casa Democratica, e tra le parlamentari più attive sul fronte della riforma del mercato, con una spiccata sensibilità sociale che la fa muovere nell’interesse dei lavoratori, rivendica invece per il momento il ruolo precipuo di «partito del lavoro» della forza bersaniana, come da verbo del suo segretario, un ruolo del resto reso indispen- sabile da un presente nel quale il governo non mette mano ad un progetto di sistema (e dunque non assicura nessuna forma di sviluppo) e impone una ricetta liberista e, nel caso della scuola, di smobilitazione che richiede un’opposizione ben ferma contro questa duplice deriva. Dunque nessuna incompatibilità con la prospettiva indicata da Matteo Patrone, che riguarda la fase di ripartenza e non quella attuale. Sentiamo allora la deputata del Pd sul tema degli insegnanti precari, la cui posizione incerta rimane nonostante le rassicurazioni (e l’apertura di uno spiraglio) da parte ministro e lo spegnimento dei riflettori dell’opinione pubblica (che il giornale della politica italiana si preoccupa, piutto- sto, al di là della linea indicata, di riportare sul tema). Read more

Se ora siamo (grande) Paese ‘atrofizzato’ Parsi: ‘Anche all’estero non contiamo più’ E’ necessario un ritorno alla politica vera

settembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Intervista al politologo moderato: «Ci facciamo valere mandando più uomini sui fronti delle operazioni di peacekeeping, ma non abbiamo una linea. Siamo finanziariamente ed economica- mente meno importanti, oggi, della Polonia. Servono le riforme, anche quella del mercato del lavoro: non siamo più competitivi». Serve la rivoluzione di un nuovo sistema-Paese, che faccia fare uno scatto in avanti grazie, però, al contributo di tutti, senza lasciare indietro nessuno. L’intervista a Parsi è di Pietro Salvatori. Da domani anche su Liberal.        Read more

Berlusconi: ‘Compravendita? Non faccio’ Ma Razzi: ‘M’hanno promesso rielezione’ FOTO: il deputato Idv (che oggi è) “eroe”

settembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presi- dente del Consiglio nega la “campagna acquisti” in altri gruppi, «sono tutti stati eletti con noi», ma il dipietrista (?) lo sconfessa: «Ho il mutuo da pagare, mi avrebbe fatto comodo. Ma poi non avrei più potuto farmi vedere in giro». Un esempio di come il Paese (anche se Razzi ha sempre vissuto in Svizzera… dove è stato eletto, nella circoscrizione Estero) sia migliore della nostra politica autoreferenziale di oggi. E di come dovremmo, possiamo esserne tutti (più) orgogliosi. Anche se nella situazione degradata di oggi – ma stiamo lavorando per superarla – i casi come quello del deputato Idv sono relativamente rari, al punto che ci concediamo il lusso di definirlo, nel presente, eroico. Il servizio è di Nicolò Bagnoli. Read more

Ora il Pdl lavora al Lodo salva-legislatura Mentre nel Pd è scontro Bersani-Veltroni E si rafforza l’asse Roma-Parigi sui rom… di GINEVRA BAFFIGO

settembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La più autorevole, la più completa, la più specializzata. La nota politica del giornale della politica italiana. A chiudere un’altra grande giornata, lo spettacolare racconto firmato dalla nostra vicedirettrice. Apriamo con lo scontro sull’immigrazione – che può preludere ad una presa di coscienza della necessità di affrontare la questione in sede continentale: su questo ha ragione il presidente del Consiglio che con tutto il centrodestra lo sostiene da tempo – esploso nel cuore dell’Europa. Poi i tentativi di riparare la falla apertasi nello scafo della maggioranza e la crisi del centrosinistra che in mancanza di un progetto forte continua ad essere preda della confusione e delle convulsioni interne. Una crisi, e un problema, quello della mancanza di un’idea, per risolvere la quale il Politico.it cerca da tempo di offrire strumenti ai Democratici: Bersani sembra avere intanto recepito la necessità di concepire «un progetto», che ora va annunciando anche se del contenuto – dovrebbe trattarsi, appunto, di un disegno organico del domani e non di una serie di provvedimenti-tappullo, per quanto seri e importanti – non si vede per il momento l’ombra. Da dove partire, lo ha spiegato al Partito Democratico il nostro direttore martedì. Ora attendiamo che il messaggio venga assimilato. Intanto le ultime ore di politica italiana, nel grande racconto, appunto, di Ginevra Baffigo. Read more

In generale sia “no” al burqa, d’accordo Ma è giusto ‘dirlo’ con un (altro) divieto? E intanto proponiamo il modello-velina(?)

settembre 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sul giornale della politica italiana, ve ne sarete accorti, care lettrici, cari lettori, non leggete né dei “ritorni” di Veltroni né di “Berlusconi”, ovvero della politica politicistica autoreferenziale di oggi (tranne nella doverosa nota di cronaca di fine giornata). il Politico.it preferisce occuparsi del domani del nostro Paese, spingendo l’attuale nostra politica verso di esso, e preparandolo. Così, dopo avere studiato il sistema istituzionale tedesco ed avere affrontato il tema-immigrazione cercando di smuovere l’autoreferenzialità, ancora, del centrosinistra, usciamo con un breve commento di Giulia che, come sempre, spiazza: non rischiamo, ritrovandoci tutti d’accordo sulla necessità di affrontare con (peraltro) un ulteriore divieto il problema della copertura integrale del volto per le donne di religione islamica, di dimenticare che la vera questione è culturale e riguarda non solo la tradizione (eventualmente d’importazione) di altri Paesi, ma anche la nostra (tragica) attualità? Nella condivisione bipartisan della nostra politica autoreferenziale di oggi scorgiamo, lo diciamo con molto rispetto ma anche con convinzione, una certa nota di ipocrisia. Ce ne parla comunque la giovane co-conduttrice di Michele Santoro ad Annozero, in queste poche righe. Read more

Ma se sui clandestini oggi si può sparare la colpa – sì – è (anche) del centrosinistra Amenduni: “Leader senta come la gente” E Pd oggi è (solo) partito degli “stranieri” Con un intervento su Gheddafi di De Luca

settembre 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se il popolo italiano teme per la propria incolumità, non ama il degrado che vede nella propria città, teme di perdere (o di non poter mai avere) il posto di lavoro, e riconduce tutto questo alla presenza, inizialmente indiscutibilmente “estranea”, di una persona che proviene da altri luoghi, ha un’altra cultura e anche caratteristiche psicosomatiche differenti, tutto questo configura un possibile caso di razzismo, ma la risposta non può essere gridare allo scandalo (da parte poi di una nostra politica che deve risolvere, non fare la claque) né prendere le parti solo delle persone che provengono da altri Paesi dando così la sensazione di essere loro (più) vicini. Anche perché questo significa non fare assolutamente nulla per rispondere alle paure degli italiani e far fare davvero, un passo l’uno verso l’altro i due “estranei”. Se oggi il “clandestino” è associato, nel nostro immaginario, al male assoluto è anche colpa di quella parte più onesta e responsabile della nostra politica che non si assume la propria responsabilità, appunto, di favorirla sul serio l’integrazione (che non è una parolina magica) e, di fatto, si pone da una delle due parti in causa senza svolgere il necessario ruolo di mediatore. La prima cosa da fare per favorire l’integrazione è sentire e pensare come un cittadino italiano impaurito, e pure un po’ razzista; porsi in quella prospettiva e capirne il bisogno di sentire la vicinanza delle istituzioni, che partano da lui, e non dall’”estraneo”; nel fare il lavoro necessario, che è un lavoro che richiede pazienza e non può essere sbrigato appunto pronunciando qualche parolina magica, per far sentire l’italiano a casa (così come dovrebbe essere naturale che fosse) e fargli provare l’orgoglio, e non la fatica, di accogliere lui, attivamente, altre persone nel proprio territorio, per vivere insieme, diventare una sola comunità e fare insieme grande questo loro – a quel punto, ma solo a quel punto, di entrambi – Paese. Il giornale della politica italiana lo ha scritto più volte e continuerà a farlo. Ora il segretario del Pli sulla risposta del governo alla mitragliata di Gheddafi. Read more

Il confronto tra destra italiana e tedesca Ecco una grande inchiesta in tre puntate 3 – Il sistema istituzionale in Germania

settembre 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

A lezione sulla forma di governo tedesca. Un sistema fondato su un rapporto di reciproco controllo tra Cancelliere (un presidente del Consiglio dotato di potere di nomina dei ministri e di scioglimento delle Camere) e Bundestag (la nostra Camera dei deputati, inserita in un contesto nel quale il Senato è però, già, un “Senato delle regioni”, nel caso specifico dei Lander). Con un presidente federale (il capo dello Stato) con (quasi) puro potere di ratifica. Avevamo fatto riferimento nella seconda puntata ad una maggiore capacità decisionale da parte di Angela Merkel, dovuta in parte (oltre a caratteristiche proprie) ad un sistema istituzionale meno ingessato del nostro. Vi raccontiamo come e perché. E con questo si chiude la terza inchiesta-confronto tra la destra del nostro Paese e quelle dei tre maggiori Paesi europei. La grande politica euro- pea (e non solo) è solo sul giornale della politica italiana. Read more

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