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***Il commento*** TERZO POLLO? NO, TERZO POLO di GAD LERNER

agosto 31, 2010 di Redazione 

Tra il mondo della politica e quello dell’informazione vi è stretta connessione che talvolta si traduce in un vero e proprio rapporto simbiotico. L’intrecciarsi di queste due realtà, sul finire di un rovente agosto politico, porta infine all’emergere di un terzo polo. Non vi giunge nuova? Giusto, ma non intendiamo quello del Fli, Udc, Mpa ed Api, in altre parole quello che potrebbe cambiare il nostro assetto istituzionale. Il terzo polo di cui vogliamo parlarvi stamani è quello che potrebbe cambiare la nostra percezione della realtà, e dunque anche di quella politica. Politica, il cui successo è sempre più spesso determinato dall’efficacia mediatica dei leaders, ma anche, in certi casi, dal favore di chi si trova dietro le quinte televisive. Il terzo polo di cui annunciamo la riuscita è quindi quello del ‘Tg La7′.  Si diceva che lo avessero ucciso in culla, 7 anni fa, ma evidentemente alla neonata emittente era rimasta sufficiente forza per crescere all’ombra di RAI e Mediaset. Oggi volti sempre più illustri si pongono sotto questa effigie, un tempo discriminata, portando avanti la promessa di una televisione e, nel caso che ci sta più a cuore, di un’informazione più libera, che ora sembra possibile anche nel regno indiscusso del Cavaliere, quello del piccolo schermo. La parola a Gad Lerner.

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Nella foto, Enrico Mentana

di Gad LERNER

Con soli nove anni di ritardo sulla tabella di marcia prevista (Mentana avrebbe dovuto dirigere il Tg La7 dal suo esordio nel 2001), ieri sera il terzo polo televisivo italiano è diventato una realtà: un telegiornale autorevole, astuto nella scaletta e privo di reticenza è stato visto alle ore 20 dal 7,31% dei telespetattori, corrispondenti in cifre assolute a 1.480.000 persone.

La7 da oggi non è più un pollastro da spennare ma un concorrente temibile, in un panorama televisivo immiserito dall’autocensura. Noi che ci lavoriamo da tempo, possiamo solo esultare con Enrico Mentana. E rimboccarci di nuovo le maniche, stavolta insieme a lui.

GAD LERNER

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