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Il dibattito interno alla maggioranza prosegue tra sdegno per lo scisma e previsioni settembrine. UNA VOCE DA COMUNIONE E LIBERAZIONE: “Si tratti su tutto, ma non sui temi etici”

agosto 26, 2010 di Redazione 

Il Politico.it è un grande osservatorio dei fermenti che agitano l’arena politica italiana. Attento ai grandi partiti, non perde però di vista le correnti che agitano le compagini istituzionali. Sotto questa sofferta canicola politica il Pdl è in preda a grandi trasformazioni, lo sappiamo bene, ma ora anche i piccoli iniziano a muoversi attraverso i canali dell’associazionismo in moti identitari. Fra questi vogliamo segnalarvi l’esordio nel dibattito di una parte dei cattolici che, colto il pretesto della querelle Berlusconi- Fini, intervengono ribadendo il proprio sostegno al premier. Una voce fin troppo coinvolta nei rivolgimenti interni al partito di maggioranza, che ci permette però di osservare endoscopicamente gli umori pidiellini, e soprattutto l’emergere di antichi dissapori dovuti ad una fusione fra finiani e berluscones voluta dai vertici, ma mai digerita dalle basi dei due partiti. Ancora una volta la Politica decide di scrivere sulle nostre colonne. Noi torniamo ad ospitarla, come sempre, con il più profondo rispetto delle opinioni di chi scrive, di chi legge e di chi vorrà intervenire. Siamo ospiti del dibattito e vi invitiamo, cari lettori, a prenderne parte.

Nella foto, Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi

di Pietro FARINA*

Tra gossip e serrato confronto politico l’estate volge a termine, e ci avvia ad una ripresa settembrina carica di attesa e curiosità. Riusciranno i finiani a sfasciare il governo Berlusconi ed a determinare le condizioni per una anticipata fine della legislatura? O molti degli adepti di “futuro e libertà”, giornalisticamente ribattezzati come “armata di pulci”, troveranno le giuste ragioni per tornare sui propri passi come se nulla fosse accaduto?

Tra le due ipotesi, anche sulla onda emotiva degli scandali monegaschi, ci sembra più verosimile quella di un ritorno alla ragione di larga parte degli esuli, che a conti fatti si sono già resi conto di aver traversato il guado in maniera estremamente frettolosa e superficiale. Ma, si sa, l’ultimo figliuol prodigo pentito che a mente si ricordi, disponibile a riconoscere i propri errori, è quello di evangelica memoria. Chi dei fuggiaschi di mezza estate, invece, sarà disponibile a far rientro a Palazzo Grazioli riconoscendo di aver … peccato? L’unica strada di dignitoso dietrofront è quella del confronto sui temi. Il rilancio del programma di governo, che il premier ha già indicato come prossima tappa di verifica della maggioranza, sarà occasione per i redenti di camuffare la resa da conquista, così potendo anche con una infinitesimale concessione giustificare all’opinione pubblica quello che nella realtà è stato un tentativo di golpe miseramente fallito. La tentazione di andare tutti a casa avrà sicuramente sfiorato, e più di una volta, il Cavaliere. E come non dargli ragione! Il popolo azzurro avrebbe ben compreso e condiviso un ritorno alle urne, se non altro per mandare a casa l’attentatore che dell’ingratitudine (politica, naturalmente) ha issato la bandiera sullo scanno più alto di Montecitorio. Ma in un grande leader, come tale riconosciuto dal popolo sovrano che a lui ha affidato le sorti del Paese, prevarrà sicuramente la razionale strada della ricomposizione, pur nella consapevolezza che qualcosa a qualcuno dovrà concederla. Ed allora, Presidente, noi siamo con te. Ci si avvii al confronto e, se è necessario, si tratti su tutti i grandi temi. Gli elettori del PdL comprenderanno che, in un grande partito pluralista e moderno, i programmi elettorali debbano essere costantemente adeguati al dinamismo socio-culturale che caratterizza la nostra epoca. Non si tratti, però, sui temi etici. Sulle questioni eticamente sensibili, richiamate da qualcuno dei finiani come possibile terreno di confronto, non si rinunci a perseguire la coerente strada che ha visto coniugata l’ idea di laicità della politica con il rispetto della dignità e della unicità della persona.

Il dialogo aperto con i cattolici, la condivisione delle posizioni del Papa sulla questione sociale, la ricerca di un nuovo umanesimo sono elementi rispetto ai quali l’area cattolica del partito afferma fortemente la sua identità. Se, quindi, dovesse essere posta in discussione l’agenda bioetica messa a punto dal governo e, con essa, i temi della difesa della vita e della dignità della persona, le direttive in materia di ricerca e sperimentazione, si vada subito alle urne. Uno scorcio di legislatura non può valere tanto quanto quell’identità riconoscibile che, per molti di noi, costituisce valore irrinunciabile nella politica come nella vita.

PIETRO FARINA*

*Coordinatore Cittadino del Pdl di Santa’Agata de’ Goti (BN)
Aderente al Gruppo “Comunione e Liberazione” Regione Campania

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