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***L’intervento***
BOSSI, SE LE SCATOLE SE LE ROMPONO GLI ITALIANI
di FRANCO LARATTA

agosto 23, 2010 di Redazione 

Un’analisi su quella che è la politica di oggi (e su ciò che è stata nelle ultime settimane), prendendo spunto, per un’osservazione ampia, dal lungo elenco di prese di posizione del leader leghista Umberto Bossi, che attacca il Sud e Roma ladrona, ma grazie al Sud e a Roma ladrona può portare avanti un partito clientelare e familiare. Così, Franco Laratta, deputato del Partito Democratico, sul giornale della politica italiana, affronta quella realtà che pochi vogliono guardare ad occhi aperti: l’esigenza di una politica diversa, di partiti (e di uomini) diversi, di una svolta di qualità e, perché no?, di educazione. Un ragionamento controcorrente, certo, ma solo perché fondato sul buon senso… Leggiamo l’intervento di Laratta. Solo sul giornale della politica italiana.

Nel disegno, il deputato del Partito Democratico

 

di FRANCO LARATTA*

 

Bossi ne spara una al giorno. Ad agosto perché fa molto caldo. Durante l’anno perché solo sparandola ogni volta più grossa riesce a spaventare i partiti alleati (soprattutto il Pdl che ormai è una succursale della Lega).
Di recente il ras padano ha affermato che la Lega avrebbe tentato di stabilirsi anche al Sud, ma gli è stato impedito da due ndranghetisti. Ora, non si capisce come un movimento secessionista, che si chiama Lega Nord Padania possa mettere casa in quel sud del Paese che lui considera un peso, una palla al piede del nord. Ma in ogni caso, se davvero la ‘ndrangheta glielo avesse impedito, perché Bossi invece di sparare la solita balla quotidiana non ha presentato una denuncia alla magistratura?

A proposito di criminalità organizzata. Dopo l’ultima clamorosa operazione della magistratura con l’arresto di 300 persone settentrionali, è evidentissima l’infiltrazione criminale nel nord del Paese. Domanda: è mai possibile che ciò sia accaduto senza che i numerosissimi, e sempre presenti sul territorio, amministratori leghisti si accorgessero di nulla? E cosa ci dice la Lega a proposito di quel consigliere regionale leghista rimasto coinvolto nelle indagini? La Lega non vede, non sente, non parla?

Il Ministro per le Riforme (quali?), Umberto Bossi, noto per la classe e l’eleganza del suo esprimersi e del suo agire (tanto da meritare una laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione, su proposta della Ministra all’Istruzione Maria Stella Gelmini!!), pochi giorni prima ne aveva sparato un’altra delle sue. Dopo aver messo in evidenza il dito medio ai giornalisti che gli chiedevano della guerra civile nel centro-destra, il senatur ha accusato in un comizio – con il figlio ‘Trota’ al fianco – che il nostro Paese è uno «Stato delinquente»!
Per poi continuare: «Attenti a non rompere i c… alla gente del Nord»!

Non sappiamo se la gente del Nord si senta rappresentata da un uomo così fine e colto, ma sinceramente ne dubitiamo da sempre, il fatto però è che quest’uomo è da circa un ventennio che imperversa nel Paese, spadroneggia nelle istituzioni, si esprime aggredendo e insultando (ha dato del mafioso della peggior specie a Berlusconi, ha insultato papi, vescovi, presidenti della Repubblica), considera i meridionali come delinquenti da evitare, tratta gli immigrati come appestati, diffonde odio e veleno da anni, parla apertamente di secessione (nello statuto della Lega è considerato l’obiettivo primario del movimento), calpesta l’Inno e la Bandiera. I suoi uomini occupano le istituzioni locali di buona parte del Nord Italia, sono al governo del Paese da molti anni, non si sono mai distinti per qualcosa di importante per l’Italia: non una riforma economica, sociale, istituzionale che porti la firma della Lega. Sono un vero e proprio partito-chiesa: blindatissimo, nelle mani di un padrone assoluto e della sua famiglia (la Trota si scalda a bordo campo tra un esame e l’altro a scuola), un partito clientelare, vecchio dentro, arrogante, privo di qualsiasi forma di democrazia interna, e con punte di razzismo che non riescono più a contenere (vedi l’annunciata espulsione di massa dei rom, sullo stile francese, anzi peggio ha annunciato Maroni).

Ora, che Bossi possa dire di essersi rotti i c… (ma di cosa? perché?) e che per giunta accusi lo ‘Stato delinquente’, a noi sembra davvero eccessivo, insopportabile!
Bossi e la Lega sono da vent’anni dentro lo Stato, in qualche caso sono anche ‘lo Stato’. Sono ormai loro a consentire quel sistema di corruzione politica, sociale e culturale messo in piedi da Berlusconi e dal suo clan votato al malaffare. Loro sguazzano benissimo in questo sistema, si annidano dentro le sue articolazioni, lo controllano, lo svuotano, lo smembrano. Guadagnandone in voti e seggi.

Bossi e la Lega devono sapere che i c…. se li stanno rompendo gli italiani!! Che non sopportano più coloro che mangiano a sbafo e senza alcun ritegno, e poi sputano con volgarità nello stesso piatto in cui si sono abbuffati.
Sono i meridionali, anzi gli italiani, ad essersi seccati di questa situazione. Il Paese va salvato dalla Lega, prima ancora che dal berlusconismo imperante. Nel Paese deve tornare la Politica, i partiti degni di questo nome, dirigenti competenti e trasparenti nell’agire. L’Italia ha bisogno di chiudere questa tristissima pagina nera che si fa chiamare ‘Seconda Repubblica’, sempre meno caratterizzata dalla democrazia e dalla trasparenza.
Il Paese ha bisogno di una svolta, di qualità e… anche di buona educazione.

 

FRANCO LARATTA

 

* Deputato del Partito Democratico

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