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***L’INTERVISTA***
Briguglio: “No alla politica come libero mercato. Fli è un grande soggetto politico e Berlusconi commette un grosso errore di valutazione”

agosto 20, 2010 di Redazione 

“Pensare che la politica è una sorta di libero mercato, una questione di domanda e offerta, significa cadere in un grave errore”. A parlare è Carmelo Briguglio, fedelissimo di Gianfranco Fini, intervistato da Pietro Salvatori, e quelle parole appaiono come una risposta precisa alle ipotesi di un corteggiamento da parte di Berlusconi nei confronti dei finiani moderati. Anche questo argomento potrebbe essere stato tra quelli in discussione nel vertice appena conclusosi a Palazzo Grazioli, ma il ‘Briguglio pensiero’ punta a sgomberare il campo da dubbi ed equivoci: “Berlusconi sta facendo un grossolano errore di valutazione nel voler cercare di sfaldare i gruppi parlamentari”, afferma l’esponenti di Futuro e Libertà per l’Italia. Leggiamo l’interessante intervista realizzata da Pietro Salvatori, grande firma anche di ‘Liberal’, per avere idee più chiare sul futuro della politica italiana.

Nella foto, Carmelo Briguglio

 

di Pietro SALVATORI

«Lo abbiamo difeso perché pensavamo non fosse il Caimano, ma oggi ci vergogniamo». Così si legge sulle pagine del magazine di Fare Futuro, la fondazione fondata e presieduta dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Ovviamente, il riferimento è a Berlusconi. Forse è una coincidenza, o forse no, che l’articolo sia uscito proprio nel giorno in cui trapelano le voci che nel prossimo vertice del Pdl a palazzo Grazioli il premier metterà all’ordine del giorno lo studio di strategie per riconquistare alla causa del suo partito i parlamentari più moderati dei neo costituiti gruppi di Futuro e Libertà.
Ma i fedelissimi di Fini rispondono anche direttamente alle avances degli uomini del Cavaliere.
«Pensare che la politica è una sorta di libero mercato, una questione di domanda e offerta e poco più, significa cadere in un grave errore».
Parola di Carmelo Briguglio, tra i più vivaci animatori della pattuglia di fedelissimi del Presidente del Consiglio.

Un modo come un altro per dire che non siete ricattabili?
Siamo un grande soggetto politico. E l’interlocuzione dovrebbe essere con un grande soggetto politico, per l’appunto, non con i singoli esponenti in quanto tali. Berlusconi sta facendo un altro grossolano errore di valutazione nel voler cercare di sfaldare i gruppi parlamentari in questo modo.

Un altro?
Certo, il primo è stato quello sulla valutazione della consistenza di quelli che avrebbero seguito Fini, A palazzo Grazioli li quantificavano in non più di una quindicina. E invece…

E invece?
E invece hanno dovuto fare i conti con un gruppo che si sta rivelando determinante. Non si governa con le illusioni e le previsioni errate. Occorre tornare alla politica a ragionare sulle cose.

Perfetto, torniamo su cose concrete. Il viceministro Urso si è detto favorevole a sostenere un provvedimento giudiziario che sospenda i processi nei confronti del presidente del Consiglio.
Sì, siamo disposti a discutere su un atto del genere. Pensiamo che serva mettere al riparo il premier da inchieste di sorta e per tanto siamo disponibili a farlo.

E tutta la battaglia sulla giustizia? Non avverte una contraddizione?
Non direi. Diciamo da tempo che il presidente del Consiglio deve essere tutelato nello svolgimento delle sue funzioni, e con lui l’intera azione di governo. Però ci sono dei limiti. L’allargamento della misura a tutti i ministri incontra, per esempio, la nostra perplessità.

Si parla di riproporre il processo breve, nel caso in cui il lodo venisse bocciato dalla Consulta.
Il processo breve è una questione estremamente spinosa. Un conto è un provvedimento che riguarda il premier, un altro è una legge che incide sull’intero sistema giudiziario. Non lo si può stravolgere solo per proteggere Berlusconi. In poche parole, diciamo di no nettamente a quella che potrebbe rivelarsi come un’amnistia mascherata.

Anche la Lega su questi temi ha da sempre mostrato il proprio scetticismo. Forse non è un caso che i sondaggi la proiettino molto in alto in caso di elezioni.
Mettiamo subito in chiaro una cosa: le elezioni possono danneggiare enormemente il Paese, sarebbe una follia politica in un momento economico come questo. Detto questo, è evidente che in un contesto come questo i leghisti possono fare il pieno al nord. E tutto al danno del Pdl. Il nostro movimento farà una durissima campagna elettorale, anche al nord, ma è soprattutto al sud che potrebbe sbancare. E anche questa volta ai danni del Pdl.

Ma un nuovo governo? Magari guidato da una personalità autorevole e gradita alla Lega come potrebbe essere Giulio Tremonti?
Tremonti è un ottimo ministro dell’Economia. E noi ci rapportiamo a lui, e lo stimiamo, in questa veste. Mi pare prematura andare oltre.

In ogni caso prospettive poco rosee per Berlusconi.
In caso di elezioni Berlusconi finirebbe schiacciato. Per questo non si voterà, al premier non conviene. Nel caso succedesse, però, siamo pronti: il marchio di Fini per noi è una garanzia.

Un marchio macchiato dalla campagna stampa che lo ha investito?
Direi il contrario. Feltri sta rimediando una serie di figuracce, una dietro l’altra. E la gente si sta accorgendo che se in Italia qualcuno cerca di esprimere una propria idea indipendente viene bastonato. E questo ha stufato.

Il 5 settembre ci sarà la prima festa di Futuro e Libertà. Annuncerete la nascita di un partito nuovo?
Non so cosa abbia in mente Fini. Io le posso dire che secondo me quella del partito è una strada inevitabile, e che di sicuro il presidente della Camera qualcosa di importante lo annuncerà.

 

PIETRO SALVATORI

 

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