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DIARIO POLITICO
Bossi: “Fini si dimetta”. Berlusconi: “Fedeli agli elettori”. Finiani: “Noi non smemorati…”. La maggioranza litiga e l’Italia non accelera nella ripresa

agosto 19, 2010 di Redazione 

Prima il lungo saluto a Francesco Cossiga, poi il ritorno alla attuale normalità della politica italiana: battaglie costanti, come se piovesse, dichiarazioni di fuoco, richieste di dimissioni, accuse trasversali. Scontri, volendo utilizzare un termine sintetico, che vanno valutati come indicatori negativi per il Paese, che ha problemi gravi da affrontare. Come testimonia anche l’Ocse: l’Italia è la nazione con un tasso di ripresa più basso. Tutto questo mentre il ricorso delle famiglie ai mutui continua a crescere, e la rata si mantiene elevata: un quinto del reddito disponibile. Il racconto della giornata politica italiana.

Nella foto, Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi

 

di Attilio IEVOLELLA

È stata la lunga giornata dell’omaggio a Francesco Cossiga, personaggio capace, nel bene come nel male, di segnare un’epoca per la politica e per le istituzioni dell’Italia. Anche così si spiega la divisione manichea tra coloro che lo hanno salutato sottolineandone il valore politico e coloro che, invece, ne hanno ricordato la presenza istituzionale in ruoli chiave in occasione di alcuni momenti difficili e tristi per il Paese.
Ma la politica italiana attuale ha subito riportato tutto nuovamente dalla storia alla cronaca, anzi alla strettissima cronaca, fatta, in questi ultimi giorni, di scontri all’interno della maggioranza – almeno quella che formalmente è considerata tale, ovvero Popolo della Libertà e Lega, da un lato, e ‘Futuro e Libertà per l’Italia’, dall’altro -, di un durissimo ‘botta e risposta’ tra esponenti della maggioranza e Quirinale, di una caccia a campo aperto – soprattutto da parte de ‘Il Giornale’ e ‘Libero’ – sulla (presunta) compravendita, da parte di Fini, di un immobile a Montecarlo, originariamente di proprietà di Alleanza Nazionale. Tutti emblemi della bagarre che agita, anche in questo agosto, il mondo politico italiano, mentre il Paese reale ha altrettanti problemi da affrontare…

Gli ultimi fuochi d’artificio sono arrivati proprio questa sera. Protagonisti ancora Pdl, Lega e Fli, in una sorta di strano triangolo. Netta la presa di posizione di Umberto Bossi: “Fini deve dimettersi”. E altrettanto netta la conferma della posizione della Lega sull’eventuale ipotetico cambio di maggioranza in Parlamento: “Meglio le elezioni rispetto a tre anni di paralisi”.
Ma il ‘botta e risposta’ di fine serata tra Berlusconi e il gruppo dei finiani è sembrato l’ennesima puntata di una lunga partita a scacchi, che potrebbe anche ‘congelare’ la possibilità di una crisi di governo alla ripresa di settembre. Dal leader del Pdl è arrivato quasi un appello alla fedeltà agli elettori, quindi al programma di governo e all’operato dell’esecutivo, appello rivolto ovviamente ai finiani (almeno ai meno intransigenti). Questi ultimi hanno replicato, a stretto giro di posta, attraverso le parole di Italo Bocchino e Pasquale Viespoli: “Tocca a Berlusconi recuperare la compatibilità – hanno detto -, e comunque i finiani sono moderati ma non smemorati…”. Chiaro il riferimento all’espulsione di Fini e dei suoi uomini. Alla fine della giostra, però, resta socchiusa la porta alla riapertura del dialogo…
Che poi possa chiuderla il pressing mediatico portato avanti da ‘Il Giornale’ e ‘Libero’ sull’appartamento di Montecarlo, è discorso altrettanto fondato. Anche se l’ultimo aggiornamento va valutato con grande attenzione: un testimone racconta a ‘Il Giornale’ di una presenza di Fini, a dicembre, nell’appartamento a Montecarlo; il portavoce del presidente della Camera smentisce in maniera dura, parlando di “falsità e pettegolezzi”; in serata arriva la smentita del testimone citato da ‘Il Giornale’; e, per chiudere, è ‘Il Giornale’ a confermare ogni parola riportata. Tutto ciò mentre la Fondazione ‘Farefuturo’ ha parlato di “killeraggio” nei confronti del presidente Fini, “a prescindere dalla ricerca della verità, dall’attenzione ai riscontri, dalla verifica dell’attendibilità dei testimoni”, chiamando in causa Vittorio Feltri. La querelle non pare destinata a concludersi cavallerescamente…

Il Paese reale, l’Italia fuori dai Palazzi, ha però altri problemi da affrontare. Lo ha testimoniato, coi numeri, l’Ocse (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), affermando che “la Germania e il Regno Unito guidano la maggior crescita nell’Unione Europea” mentre “l’Italia registra la crescita tendenziale più bassa”, ovvero l’1,1% in più.
E a questo quadro si aggiunge anche il peso dei mutui, che continuano a crescere: secondo il report dell’Abi (associazione bancaria italiana) “in media, la rata del mutuo costa circa il 20% del reddito familiare disponibile”.

 

ATTILIO IEVOLELLA

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