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***LETTERA APERTA AL CAPO DELLO STATO*** “CARO PRESIDENTE NAPOLITANO” di PAOLO GUZZANTI

agosto 14, 2010 di Redazione 

Il pronunciamento del Capo dello Stato sembra aver rimesso ordine in Politica. Ieri infatti, evitando di entrare nel merito del astioso dibattito che muove in questi giorni gli attori politici, ha ricordato che le Camere possono essere sciolte soltanto da lui e solo nell’eventualità in cui lo stesso dovesse ritiene che questa sia la miglior risposta da dare nell’interesse del Paese e della democrazia parlamentare. La nostra grande firma, Paolo Guzzanti, grande giornalista nonché vicepresidente del Partito Liberale Italiano, scrive in risposta questa lettera aperta, nella quale si rivolge a Napolitano, da deputato, certo, ma soprattutto da politico, fornendo a nostro avviso un contributo sostanziale. La domanda incessante, tra l’altro arbitraria ad oggi, del “voto anticipato o governo tecnico”, vede uno sciamare di dichiarazioni per lo più propagandistiche. Al contrario Guzzanti (che pure ribadisce a nome suo e del partito il ‘no’ alle elezioni anticipate ) ricorda la Costituzione, le regole del gioco, approfondendo alcuni aspetti del nostro difficile presente politico.

Nella foto, Paolo Guzzanti

di Paolo GUZZANTI

Caro Presidente Napolitano,

per la prima volta nella storia delle democrazie parlamentari, un capo di governo ingannato da un calcolo errato distrugge il proprio sostegno parlamentare e, come se ne avesse la disponibilità, minaccia elezioni anticipate come se spettasse a lui sciogliere le Camere. Noi liberali pensiamo che lei signor Presidente abbia fatto benissimo la mattina del 13 agosto a ricordare in modo sereno che la decisione spetta soltanto a lei.

Ma c”è di più: l’attuale capo del governo da tempo si comporta come se la Costituzione fosse già stata modificata secondo le sue direttive e si attiene a questa inesistente Costituzione modificata anziché a quella reale di cui Ella è il custode supremo e unico.

Peraltro, signor Presidente, noi liberali siamo favorevolissimi ad un’ampia riforma costituzionale, che però deve seguire le norme previste dalla stessa Costituzione.

Ma oggi ci troviamo di fronte a un fatto straordinario: un capo di governo, per un suo proprio marchiano errore di valutazione, sfascia la maggioranza che lo sostiene in Parlamento, espelle con un gesto autoritario lo stesso Presidente della Camera dalla propria coalizione e si accorge solo quando è troppo tardi di essere stato male informato: i deputati che avrebbero seguito il Presidente della Camera espulso non erano una quindicina, ma più del doppio e che di conseguenza ha perso la maggioranza che aveva e che lo aveva finora sostenuto.

Di conseguenza il presidente di quel “board” che è il Consiglio dei ministri (che abusivamente si fa chiamare Premier, Primo Ministro, Presidente), per sua colpa, per sua sventatezza, per un suo personale ed evitabile errore di valutazione, minaccia lo scioglimento delle Camere, che non gli compete, e la convocazione dei comizi elettorali per le elezioni anticipate, sostenendo che il popolo è con lui e che se una maggioranza parlamentare gli si è rotta nelle mani per una disattenzione, poco male, lui ne ordina un’altra nuova di zecca, licenziando un Parlamento ed assumendone un altro facendo uso di una legge elettorale che oggi gode della massima impopolarità, come anche il preteso bipartitismo e bipolarismo in cui in tanti abbiamo creduto, ma che ha fallito miseramente nel compito di dare risposte rapide ed efficaci ai problemi del Paese.

Tutto ciò avviene, signor Presidente della Repubblica, come se Lei non esistesse, come se non spettasse a Lei e soltanto a Lei il dovere e il diritto di verificare se e quale maggioranza il Parlamento repubblicano è in grado di esprimere per sostenere un esecutivo che risponda ai gravissimi e immediati problemi del Paese e della sua galoppante crisi economica tutt’altro che risolta, che anzi marcia verso il suo punto più critico.

Noi liberali siamo contrarissimi alle elezioni anticipate sia per i suddetti motivi costituzionali, sia perché, e soprattutto, riteniamo che non si possa e non si debba andare a nuove elezioni prima che l’attuale legge elettorale, detta popolarmente e giustamente “Porcellum”, non sia abrogata e sostituita, possibilmente da una buona nuova legge, o alla peggio dalla vecchia legge detta “Mattarellum” che fra tanti difetti garantiva meglio la stabilità politica e il rapporto biunivoco fra rappresentanti e rappresentati.

Noi liberali, come Ella forse saprà, ci accingiamo a varare un referendum popolare per l’abrogazione del “Porcellum”, con la speranza di marciare insieme ad altre forze politiche che come noi abbiano a cuore la democrazia repubblicana, le sue forme e le sue garanzie, piuttosto che gli interessi di bottega.

Per tutti questi motivi, signor Presidente, il Partito Liberale Italiano esprime voti affinché Ella mantenga la linea che ha già felicemente espresso, ribadendo che le Camere si sciolgono se e quando il capo dello Stato, e soltanto lui, ritiene che questa sia la miglior risposta da dare nell’interesse del Paese e della democrazia parlamentare, e affinché i posteggiatori abusivi della Costituzione repubblicana smettano di interferire con poteri di cui non hanno la disponibilità.

Le sottolineiamo ancora una volta che l’attuale situazione di difficoltà della maggioranza è conseguenza degli errati calcoli del presidente del Consiglio e non di qualche oscuro complotto o “ribaltone”, come quello che si verificò nel 1994. Stavolta il capo del governo ha fatto tutto da solo e pretenderebbe, come fosse cosa sua, calpestare la Costituzione e minacciare il ritorno alle urne, che non gli compete.

Siamo sicuri, signor Presidente, che Ella ancora una volta saprà fare chiarezza e difendere come sempre ha fatto Costituzione e democrazia.

PAOLO GUZZANTI

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