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LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO: UNA VITA FRA IMPRENDITORIA E POLITICA

agosto 13, 2010 di Redazione 

Ex presidente di Confindustria, attuale presidente delle scuderie Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo si è conquistato un ruolo di grande rilievo affermandosi così nel contesto italiano. La sua fama però varca facilmente i confini nazionali, imponendosi così all’attenzione dei ‘grandi’ del mondo. In queste ore l’influente manager sembra aprire nuovi orizzonti nell’arena politica. Muove l’alfiere, sconvolgendo le dinamiche dello scacchiere italiano. E la tattica adottata suggerisce, a chi si ciba quotidianamente di politica, che delle prossime mosse se ne parlerà largamente. Ora però, il giornale della politica italiana, nell’attesa di vedere l’evoluzione del gioco, vi propone questo insolito ritratto politico, dal quale sembra emergere una scrupolosa ed intelligente preparazione della partita.

Nella foto, Luca Cordero di Montezemolo

di Chiara BURGIO

Il lungo articolo apparso su Italia Futura, in cui l’ associazione fondata da Luca Cordero di Montezemolo prende posizione riguardo alle sorti del Paese, ha suscitato in modo prevedibile molte polemiche, ma soprattutto ha fatto emergere una domanda che ciclicamente viene riproposta da più parti: perchè Luca Cordero di Montezemolo non entra in politica?
Sembra essere proprio questa la sorte inevitabile che attende il presidente della Ferrari, e a sostegno di ciò non sembrano esserci solo delle voci più o meno legate alle recenti vicende tra Berlusconi e Fini. Ma prima di tutto, chi è davvero Luca Cordero di Montezemolo?

Nasce a Bologna il 31 agosto 1947 in una famiglia di nobili origini. Studia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” conseguendo la laurea in Giurisprudenza nel 1971. In seguito studia Diritto Internazionale presso la Columbia University di New York. Il futuro presidente e industriale italiano entra in Ferrari nel 1973 come assistente di Enzo Ferrari. E’ il 1977 quando lascia la scuderia del cavallino rosso per diventare responsabile delle relazioni esterne della FIAT; in seguito sarà amministratore delegato della ITEDI, la holding che controlla il quotidiano “La Stampa” oltre ad altre attività editoriali del Gruppo FIAT. Diventa poi nel 1982 amministratore delegato della Cinzano International, società dell’Ifi. Nel 1984 Luca Cordero di Montezemolo è direttore generale del comitato organizzatore dei Mondiali di Calcio di Italia ’90. A questo incarico sono legate vicende poco chiare, riguardanti la cattiva gestione degli appalti relativi ai lavori di costruzione di stadi ed infrastrutture. Torna alla Ferrari nel 1991 in qualità di Presidente e Amministratore delegato, ruolo che ricoprirà fino al 2006. Sotto la sua guida la squadra di Formula 1 tornata a vincere il Campionato Mondiale nel 2000. Arrivano presto riconoscimenti a livello internazionale per le sue capacità gestionali, nel 2004 il Financial Times cita Montezemolo tra i cinquanta migliori manager al mondo. Dal 27 maggio 2003 e fino al marzo del 2008 è Presidente di Confindustria, ed è proprio questo l’ incarico che gli conferirà maggior visibilità e una sorta di affidabilità agli occhi dell’ opinione pubblica. E’ rimasto impresso il discorso che ha tenuto alla fine del suo mandato in Confindustria nel 2008, un ringraziamento ai suoi collaboratori, ma soprattutto una presa di posizione da parte dell’ industria italiana che, investita dalla crisi che si sommava alla repentina mutazione degli schemi mondiali post 11/9, cercava di non perdere l’ equilibrio sul filo sottile su cui camminava, e chiedeva a gran voce dei correttivi.

“Una parte importante della classe politica italiana teme il cambiamento perché pensa che questo alienerà i voti di quanti dovranno rinunciare a vecchie sicurezze, a rendite o privilegi grandi e piccoli che si sono accumulati nel tempo. Così si tende sempre a galleggiare in attesa della consultazione elettorale successiva. In entrambi gli schieramenti sembra mancare la forza per dar vita ad un grande progetto paese che sappia coinvolgere gli italiani e i cui risultati non si vedranno in tempi brevi”.

L’ invito alla classe politica era chiaro ed esplicito, con un’ occhio alle riforme che sembravano irrinunciabili:

“Occorre integrare la Costituzione, rafforzare il Governo, completare il federalismo”.

Con una conclusione chiara:

“Una scuola efficiente e basata sul merito è di destra o di sinistra? Sconfiggere la criminalità, se necessario anche con leggi speciali, è di destra o di sinistra? Permettere a chi merita di emergere nella società è di destra o di sinistra?”

Una presa di posizione che non si sbilanciava troppo verso un lato o l’ altro dello schieramento, ma che forniva una fotografia lucida dello stato del Paese, tratteggiando i contorni di una figura che trascende i classici compartimenti stagni della politica, e a cui in molti strizzavano complici l’ occhio. E’ con un sondaggio de “L’ Espresso”, dell’ ottobre del 2009, che il gradimento di Montezemolo diventa tangibile attraverso i grandi numeri con i quali viene insignito del titolo di “Prossimo premier”. Montezemolo riceve circa 62mila preferenze, con un distacco netto da Draghi che occupa la seconda piazza a quota 21mila. Non si tratta di un sondaggio che rispetta tutte le condizioni affinché possa essere definito statistico, ma di sicuro fa emergere un dato interessante, e cioè che anche l’ elettore medio di sinistra liberale, guarda con occhio benevolo l’ eventuale ingresso in campo di Luca Cordero di Montezemolo.

La conferma arriva con un altro sondaggio, questa volta effettuato con metodo Cati e quindi affidabile in quanto si basa su un campione rappresentativo del collettivo di interesse, che registra 113mila preferenze per l’ ex presidente di Confindustra su 320mila voti espressi. I numeri, e per estensione anche i consensi che fanno davvero la differenza in politica, sembrano esserci.

L’ articolo apparso su Italia Futura ha le sembianze di una presa di posizione decisa da parte di un industriale, che appartiene ad una categoria che per troppo tempo ha taciuto di fronte alle bagarre della politica nazionale. Sembra essere ancora più interessante un’ eventuale discesa in campo di Montezemolo, alla luce dei recenti sondaggi che vedono già in discesa il neonato Futuro e Libertà. Ciò che resta da chiedersi è in che punto, nel caso in cui questo il destino che sembra ormai già scritto diventi realtà, Luca Cordero di Montezemolo deciderà di posizionarsi sull’ asse politico destra-sinistra. A patto che ne sopravviva uno.

CHIARA BURGIO

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