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IL BIASIMO DI MONTEZEMOLO
Con queste premesse politiche sarà mai possibile un’Italia Futura
?

agosto 13, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana vi ha raccontato l’intensificarsi della tensione circa le sorti dell’attuale legislatura. Tante critiche che alla fine sfociano in una presa di posizione sulle elezioni anticipate o sull’opportunità di un governo di garanzia. Nettamente fuori dal coro politico quindi, nel merito e nel metodo, è  il duro intervento con cui Italia Futura, fondazione vicina a Luca Cordero di Montezemolo, fa il suo esordio in questo animato dibattito. Dopo avervi riportato la notizia, ecco un approfondimento su Italia futura, e quindi sull’ex presidente di Confindustria, in questo pezzo scritto a quattro mani.

Nella foto, Luca Cordero di Montezemolo nelle sedi di Italia Futura

di Marco MADDALONI e Pietro SALVATORI

Nell’interminabile valzer di previsioni più o meno rosee che si sono susseguite in questi giorni sul futuro del Paese alla luce della confusione del mondo politico determinatasi nelle ultime settimane, la condanna più netta e decisa alla classe dirigente nazionale è quella arrivata ieri pomeriggio da parte di Italia Futura. Un atto d’accusa senza mezze misure da parte di un soggetto formalmente esterno alla società politica ma non insensibile alle sue storture. L’associazione, animata da un comitato promotore in cui figurano i professionisti tra i più disparati, dal giornalista Rai Angelo Mellone alla leaderina radicale Giulia Innocenzi è diretta da Andrea Romano, docente di storia contemporanea ed opinionista per le colonne del sole 24 ore, ma è a tutti gli effetti una creatura dell’ex presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo.

In una nota pubblicata nel tardo pomeriggio, Italia Futura ha sferrato un durissimo attacco all’intera classe politica, concentrandosi in particolar modo sulle forze che compongono la maggioranza di governo. «Se la minaccia di elezioni si concretizzasse ci troveremmo di fronte ad una sconfitta per il Paese e per la classe politica che lo ha governato, oltre che ad un atto di grave irresponsabilità dinanzi ad uno scenario economico ancora fortemente instabile», si legge sulle colonne del sito web dell’associazione. La seconda repubblica nella sua totalità viene bocciata e definita come «fallimentare», responsabile, secondo il think thank dell’imprenditore, di «un paese bloccato, invischiato in una transizione infinita e privo di un progetto comune». Benchè non le vengano lesinate critiche l’obiettivo sembra essere l’evitare il prematuro naufragio della seconda repubblica e la necessità primaria appare quindi quella di evitare le elezioni, che sancirebbero la la definitiva sconfitta della nostra politica come per altro certificato dalle parole del premier Silvio Berlusconi che secondo quanto si legge nella nota « dopo quasi 10 anni da presidente del Consiglio si dichiara impossibilitato a governare per colpa delle istituzione che non è stato capace di riformare».

L’aspetto paradossale riscontrato da Italia Futura è come la prospettiva elettorale venga energicamente sorretta proprio da chi, in un cosi ravvicinato ritorno alle urne dovrebbe intravedere una clamorosa sconfitta del proprio operato, in considerazione della irrisoria tenuta che dimostrerebbe la tanto decantata “maggioranza più ampia della storia repubblicana”. La motivazione sembra essere ritrovata dall’associazione in un calcolo che di politico ha veramente poco, vi si legge infatti che «evidentemente si ritiene che esistano gli ingredienti per un nuovo successo elettorale. Primo fra tutti l’identificazione di chi ha assassinato il governo, il responsabile unico del fallimento di un’altrimenti straordinaria stagione politica» Fini dunque il nuovo capro espiatorio, dopo il Casini del 2005 e il Bossi del 94, unici responsabili di tutti i mali, sicuramente più desicivi di una opposizione inesistente «che conta poco su se stessa e molto sulle inchieste della magistratura».

Come evidenziato dalle maggiori testate nazionali, nella nota di Italia Futura viene ricordata al Premier una lezione che da capace imprenditore qual è non dovrebbe mai dimenticare, «un leader si misura sulla base dei risultati. Questi, nel giudizio dei cittadini, sono deludenti e ciò conterà nella valutazione del suo operato più di tutte le elezioni vinte per difetto di concorrenza».

Lo spettro che più preoccupa Italia Futura è quello che si sta profilando nel futuro immediato della nazione. Lo spettro di un paese in cui il disinteresse per la politica da parte dei giovani sia un dato incontrovertibile e in cui risuoni l’assordante silenzio della società civile, disinteressata e lontana dal dibattito pubblico.

La storia recente sembra quindi suggerire, secondo l’associazione dell’ex presidente Fiat, l’assoluta inutilità di elezioni anticipate, soprattutto con l’utilizzo di questa legge elettorale «perderemmo solo altri sei mesi in un momento cruciale per il paese e in un contesto economico internazionale tutt’altro che stabilizzato.

L’unica possibilità, secondo gli autori della nota, sembra quindi la pacifica convergenza tra Berlusconi, Bossi e Fini, invitati a interrompere uno scontro istituzionale dai toni velenosi «che non è degno di un paese civile» e a ricompattare una maggioranza sotto un programma minimo di riforme essenziali per i cittadini. Quei lavoratori, quegli “italiani ignoti”, come li definisce Italia Futura, che stanno permettendo (forse) al paese di uscire dalla crisi economica grazie ai loro sforzi e ai loro sacrifici.

Un testo deciso che ha immediatamente scatenato durissime reazioni dalle fila del Popolo delle Libertà. «Abbia il coraggio di scendere in politica» gli risponde il capo dei deputati del Pdl Cicchitto, accusandolo di parlare per interposta persona, «Sta sulla riva del fiume aspettando le nostre spoglie, ma rischia di rimanerci indefinitamente». La reazione di Maurizio Gasparri è sprezzante: «È molto più facile parlare che avere i voti». Sandro Bondi, infine, invita Montezemolo a fare una scelta politica chiara e coerente.
Le notazioni della associazione montezemoliana, al contrario, sono state accolte positivamente da ambienti vicini al segretario del Pd Pierluigi Bersani, che fanno notare come le critiche mosse da Italia Futura al governo coincidano con quelle che da tempo sono iscritte nell’agenda democratica.
Italo Bocchino, finiano doc, evita i toni piu accesi concentrando l’attenzione su come, la nota di Italia Futura sia “un intervento esterno alla politica, viene da una fondazione e va accolto, letto e analizzato come tale”. Lo stesso, pur augurandosi che la Seconda Repubblica non si disgreghi, si affretta a sottolineare come, nel caso tale eventualità si realizzasse, «potrebbero anche crearsi delle vicinanze tra noi e Italia Futura» disegnando probabili scenari per il futuro prossimo della politica nazionale.

MARCO MADDALONI
PIETRO SALVATORI

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