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Diario Politico. Montezemolo: “L’ennesima ordalia elettorale rappresenterebbe il peggior finale di una lunga e improduttiva stagione politica”

agosto 12, 2010 di Redazione 

La nota politica quotidiana del Politico.it: Stasera trattiamo in maniera quasi esclusiva il duro attacco che Italia Futura, fondazione vicina a Luca Cordero di Montezemolo, ha sferrato  nei confronti del “indegno scontro istituzionale” cui gli italiani assistono da mesi, del premier, vincitore per “mancanza di concorrenza”, ed in generale dell’intera classe politica, che malgrado la fine della prima Repubblica non è stata in grado di dimostrarsi diversa e migliore. Parole che da subito si rivelano scintille ed innescano un incendio nella maggioranza. La quale, al di là di alcune sporadiche risposte nel merito, riesce a malapena a rispondere con un debole “allora scenda in campo Montezemolo e si sporchi le mani” con la politica. Il racconto della giornata è di Ginevra Baffigo.

Nella foto, Luca Cordero di Montezemolo

di Ginevra BAFFIGO

Giornata tiepida per la politica italiana, i cui protagonisti, a ridosso del Ferragosto, sembrano infine cedere al richiamo delle fin troppo rimandate vacanze.

In prima linea, quest’oggi, troviamo infatti un uomo di industria: Luca Cordero di Montezemolo, silente animatore di questo polemico giovedì agostano. Sulle colonne web di Italia Futura, fondazione vicina al ex presidente Fiat, si scrive un nuovo capitolo del dibattito estivo ‘voto o non voto, è dunque questo il problema?’. «Andare alle elezioni non risolverà alcun problema- è la risposta dei montezemoliani-. Perderemmo solo altri sei mesi». «Berlusconi, Fini e Bossi – scrivono dalla fondazione- hanno il dovere di chiudere lo scontro istituzionale che non è degno di un Paese civile, di ricompattare la maggioranza sulla base di un programma elettorale anche minimo, di riforme essenziali per i cittadini e di completare la legislatura».

Parole di fuoco, che continuano in un affondo diretto al presidente del Consiglio: «Un leader si misura sulla base dei risultati. Questi, nel giudizio dei cittadini, sono deludenti e ciò conterà nella valutazione del suo operato più di tutte le elezioni vinte per difetto di concorrenza, grande capacità comunicativa e straordinari mezzi organizzativi e mediatici». «Il difetto di concorrenza», che avrebbe permesso al premier tante ripetute vittorie, non sembra minimamente indispettire i Democratici, che al contrario accolgono l’intervento di Italia Futura, provando a diffonderne l’eco. Meno pacifica è la reazione del Pdl, che chiamato direttamente in causa nel post, risponde con un nugolo di invettive. E’ evidente che negli ambienti del centrodestra si è mal digerita la nota di ripresa del ex-presidente di Confindustria.

Proseguendo nella lettura, la critica diviene infatti a tutto tondo: «L’ennesima ordalia elettorale rappresenterebbe il peggior finale di una lunga e improduttiva stagione politica», che non è stata in grado di risolvere le problematiche di un «Paese bloccato, invischiato in una transizione infinita e privo di un progetto comune». Senza contare poi, prosegue ancora il sito del presidente della Ferrari, «che il fallimento della seconda repubblica è certificato dalle parole di Berlusconi, che dopo quasi dieci anni da presidente del Consiglio si dichiara impossibilitato a governare per colpa delle istituzioni che non è stato capace di riformare». «Questa legislatura – conclude caustica Italia Futura – si sta chiudendo con un conflitto istituzionale, e tra schizzi di fango, senza precedenti».

Le reazioni. Montezemolo scaglia la prima pietra, e di fatti tuttora non ha commesso il peccato originario di una ‘discesa in campo’. Ma come molto spesso accade, la prima istintiva reazione ad un attacco esterno è di rivolgere l’invito a «sporcarsi le mani» con e nella politica. Di abbandonare dunque, il comodo posto sugli spalti dell’arena, dalla quale si osserva freddamente una situazione, le cui singole dinamiche vengono sommate e confuse fra loro. Un qualunquismo che denuncia per primo il sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali, Francesco Giro: «A giudicare dalle molte ovvietà scritte o ispirate da Montezemolo, la sua fondazione più che Italia Futura farebbe bene a chiamarsi Italia Qualunque, depressa e disfattista, l’esatto contrario di quello per cui lavora il Pdl e il suo fondatore Berlusconi».
Il ministro Gianfranco Rotondi prova a fare dello humor: «Sono giorni che spiego al mio Pdl che sono tutti cascati nella manovra funzionale alla discesa in campo del presidente col ciuffo». «È una bella notizia la presa di posizione di Montezemolo. Speriamo che si decida a sciogliere i residui tentennamenti e compia una chiara e coerente scelta politica. Le idee e neppure i mezzi gli mancano per dimostrare ciò che vuol e soprattutto è capace di fare per il bene del nostro paese. La democrazia si avvantaggerà di posizioni coraggiose e trasparenti» chiosa sarcastico Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Pdl e ministro dei beni culturali. Quanto a Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, non smentisce neanche in questa occasione, il canone pidiellino: «A Montezemolo l’ho personalmente detto più volte, tutti hanno diritto a partecipare alla vita politica. Poi però bisogna prendere i voti per contare. Capisco che, a quanto si legge, debba trovare spazio altrove dopo le esperienze imprenditoriali. Avrà tempo e modo per misurarsi. E capirà che è più facile parlare che raccogliere consensi. Intanto si preoccupi della Red Bull e dia una mano ad Alonso».

Dai finiani invece… si prova a prendere un po’ più seriamente la denucia del sito. Italo Bocchino cambia decisamente l’intensità della discussione: «Montezemolo fa delle osservazioni dall’esterno della politica. Se deciderà di scendere in campo, dovrà misurarsi con il consenso» ha detto il deputato Fli a proposito del manifesto di Italia Futura. L’ex presidente Fiat sarebbe un interlocutore per i finiani? «Per adesso – risponde il capogruppo di Futuro e libertà alla Camera – noi ci confrontiamo con ampi settori della maggioranza. Se la maggioranza dovesse venir meno perché Berlusconi avrà voluto sfasciare il centrodestra, certo non noi, tutti – chiude Bocchino – potranno essere interlocutori».

GINEVRA BAFFIGO

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