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***Il commento***
LE DIVISIONI IN CUI SI DIBATTE IL PD di GAD LERNER

agosto 12, 2010 di Redazione 

La classe dirigente del Pd, come vi abbiamo raccontato qui sulle nostre colonne, di fronte allo sfaldamento del centrodestra resta per ora inerme. Il carpe diem di cui si nutre la politica, sembra non riscuotere grande successo nelle file Democratiche, prese piuttosto da introspettive riflessioni su riforme elettorali da intraprendere nell’eventualità che il capo dello Stato autorizzi un governo di garanzia. Una classe dirigente che non dirige, ma che si lascia trascinare in una continua analisi degli eventi frutto dell’azione di altri. Gad Lerner, nel suo doppio ruolo di giornalista ed illustre tessera Pd, espone qui le sue critiche ad una segreteria che, ancora una volta, parte con “il piede sbagliato”.

Nella foto, Gad Lerner

di Gad LERNER

Mi impressiona constatare che il Partito democratico resta imbrigliato in una discussione di natura esclusivamente tattica, anche di fronte alla crisi del progetto di governo della destra.

Da quindici anni ci si arrovella su quale sia il sistema elettorale più adatto a conseguire un’alternanza parlamentare -meglio il maggioritario o il proporzionale?- lasciando inevase le questioni di strategia, come se il mondo nel frattempo non fosse cambiato. L’acuirsi delle ingiustizie sociali, il rapporto con i poteri economico-finanziari sovranazionali, la metamorfosi del sistema produttivo e dei rapporti di lavoro, i cambiamenti dei consumi e l’inadeguatezza del welfare, le scelte di politica ambientale e il contrasto al degrado culturale, sono temi che restano oscurati. Pare più urgente dilaniarsi su una riforma della legge elettorale certo necessaria, ma per cui non ci sono i numeri. Dominano la scena i protagonisti di sempre, capaci solo di offrire l’antinomia fra modello tedesco e bipolarismo. Largo a D’Alema e Veltroni, silenzio sui progetti di cambiamento della società e sui soggetti sociali che dovrebbero animarli.

Irretiti dallo spauracchio delle elezioni anticipate, partiamo come al solito con il piede sbagliato.

GAD LERNER

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