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E SU QUELLA CASA A MONTECARLO… RITORNA IL DEJA VU DELL’ESTATE SCORSA?

agosto 9, 2010 di Redazione 

Che la querelle Fini-Corriere della Sera sia una sorta di deja vu estivo? Sceneggiatura, ambientazioni e personaggi illustri della nostra politica, la fanno sembrare il remake di un classico del repertorio nostrano. Eppure quest’anno ci attende una sorpresa, un finale diverso. Chiara Burgio, in questa dettagliata ricostruzione, ci racconta gli ultimi risvolti del caso. Nessuna anticipazione, solo un indizio: le risposte questa volta arrivano. Buona lettura e buona politica qui con noi, sul Politico.it!

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Nella foto, Gianfranco Fini e la sua compagna Elisabetta Tulliani

di Chiara BURGIO

C’era da aspettarsi che la scissione di Fini dal Pdl non sarebbe stata cosa semplice ed indolore. Una reazione più o meno diretta di Berlusconi alla dipartita del cofondatore del Popolo della Libertà era attesa, ma forse non si immaginava di assistere ad un déjà vu di ciò che è accaduto la scorsa estate.

I protagonisti avevano parecchie affinità con quelli di quest’ anno: un quotidiano, un politico di spicco e delle domande più o meno scomode alle quali quest’ ultimo era chiamato a rispondere. Se le dieci domande poste da Repubblica a Berlusconi in merito a vari aspetti della vita pubblica e soprattutto privata del premier, sono state punto centrale del dibattito politico per molti mesi, di tutt’ altra natura e portata sembrano essere quelle che vedono come protagonista Fini. Questa volta è il Corriere della Sera a formulare le questioni, tre per la precisione, tutte riguardo la vendita di un appartamento nel Principato lasciato in eredità ad An, e ora abitato da Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta compagna di Gianfranco Fini.

Il Corriere della Sera inizia chiedendosi a chi sia stato venduto l’ appartamento di Montecarlo, lascito della contessa Anna Maria Colleoni, in quanto sugli atti risulta il nome di una società offshore con sede alle Piccole Antille, sottolineando come almeno il firmatario delegato da Fini, Francesco Pontone, dovrebbe conoscere. Il secondo quesito riguarda la cifra di vendita dell’ appartamento, 300mila euro, secondo il quotidiano di molto inferiore ai prezzi di mercato del Principato. Infine si chiede di far luce sulla circostanza che ha visto come locatario finale proprio il cognato di Fini. Se la scorsa estate le risposte alle dieci domande di Repubblica sono state a lungo attese, il leader di Futuro e Libertà fornisce un riscontro celere ed articolato; sono infatti ben otto i punti, divulgati attraverso una nota, attraverso i quali Fini chiarisce la sua posizione in merito alla faccenda. Il primo punto è una precisazione riguardo alla valutazione dell’ immobile:

«L’ appartamento di Montecarlo (peraltro di modeste dimensioni) fu valutato [...] circa 450 milioni di lire e per tale valore fu regolarmente iscritto a bilancio. La stima fu fatta dalla società che amministra il condominio».

Aggiunge poi come, nel secondo punto, questo stesso appartamento sia stato visitato dalla sua segretaria e di come questa abbia riferito delle condizioni fatiscenti dello stesso. Fini prosegue descrivendo nel terzo, quarto e quinto punto la cronologia dei fatti. Secondo Fini nessuno ha mosso richiesta formale di acquisto della casa, e solo nel 2008 Giancarlo Tulliani gli ha ha comunicato l’ esistenza di una società interessata all’ acquisto dell’ immobile abbandonato da anni.

«Verificato dagli Uffici di An che l’offerta di acquisto era superiore al valore stimato (300mila euro a fronte di 450 milioni di lire) e in ragione del fatto che il bene rappresentava unicamente un onere per An (spese di condominio ed altro), autorizzai il senatore Pontone alla vendita come accaduto altre volte in casi analoghi» precisa Fini.

Casi analoghi che con molta accuratezza Fini descrive nel sesto punto:

«alcuni terreni a Monterotondo, un appartamento ad Ostia ed uno in Viale Somalia a Roma furono venduti in tempi diversi con le medesime modalità».

Negli ultimi due punti vengono descritte le circostanze nelle quali è avvenuta la vendita dell’ appartamento, in data 15 ottobre 2008, e di come Fini sia all’ oscuro dei trasferimenti successivi. L’ ultimo punto è quello più interessante:

«Qualche tempo dopo la vendita ho appreso da Elisabetta Tulliani che il fratello Giancarlo aveva in locazione l’appartamento. La mia sorpresa ed il mio disappunto possono essere facilmente intuiti».

Quest’ ultima frase si riallaccia con l’ introduzione che Fini ha fatto alle sue risposte ai quesiti del Corriere della Sera:

«In quasi trenta anni di impegno parlamentare non ho mai avuto problemi di sorta con la giustizia e non ho assolutamente niente da nascondere nè tantomeno da temere per la vicenda monegasca. Pertanto, chi spera che in futuro io sia costretto a desistere dal porre il tema della trasparenza e della legalità nella politica è meglio che si rassegni».

Sembra essere un distacco netto e ben definito dalla condotta di Berlusconi e da tutte le faccende che hanno tenuto banco in questi ultimi mesi, dalle quali Fini si era ben dispensato dal commentare. Il primo tentativo di minare la credibilità di Futuro e Libertà sembra essere fallito, quantomeno per il fatto che la modalità con la quale è stato mosso, moltissime le somiglianze con la vicenda della scorsa estate, ha fatto sì che Fini abbia ampiamente retto il confronto, seppur indiretto.

CHIARA BURGIO

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