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E SOTTO IL SOLE D’AGOSTO IL MINISTRO BRAMBILLA DISSE: “ABOLIAMO IL PALIO DI SIENA”

agosto 7, 2010 di Redazione 

Nel weekend in cui verranno selezionati i 120 cavalli che ambiscono a correre il Palio di Siena, il ministro Michela Vittoria Brambilla scatena una piccola polemica dentro e fuori dal partito, già animato da ben altri problemi. Il ministro del Turismo, ispirandosi con ogni probabilità alle politiche catalane, ha posto l’agone senese all’Indice in quanto, a suo avviso, “non aiuta l’immagine dell’Italia all’Estero”. Reazioni immediate sono seguite all’attacco frontale subito da una delle più antiche manifestazioni della tradizione italiana. Ci racconta tutto il nostro Pietro Salvatori, che trovate anche sulle colonne di ‘Liberal’.

Nella foto, il Palio di Siena

di Pietro SALVATORI

«Aboliamo il palio di Siena». A dirlo non è la contrada della Lupa, che aspetta la vittoria ormai da 21 anni, a differenza dei rivali storici dell’Istrice, trionfatori nel 2008.
No, a dichiararlo è il ministro del Turismo, la rossa Michela Vittoria Brambilla. L’ispirazione della ministra animalista è stata offerta dalla Catalogna, che negli scorsi giorni ha bandito le corride, suscitando le polemiche dei tradizionalisti di tutta la Spagna.

«Ci sono troppe manifestazioni, troppi retaggi che comportano lo sfruttamento degli animali. Se la Catalogna ha rinunciato alla corrida noi possiamo rinunciare a qualche Palio», ha detto qualche giorno fa la Brambilla, nella cornice istituzionale di Palazzo Chigi, riferendosi in particolar modo al più famoso dei palii del belpaese. Evidentemente colpita dalla eco positiva con la quale è stata accolta la decisione del governo autonomo catalano, il ministro ha osservato che le manifestazioni nelle quali è a rischio l’incolumità degli animali «non aiutano l’immagine dell’Italia all’Estero», e che pertanto, in tal senso, «occorrerà valutare esattamente quali saranno le esperienze positive e quali quelle negative». Di segno nettamente negativo, ovviamente, le reazioni delle autorità locali. Maurizio Cenni, sindaco di Siena, ha minacciato di sporgere denuncia contro il ministro. Da sempre, secondo il sindaco, il Palio rispetta le leggi dello Stato sulla tutela degli animali, rendendo così le posizione della Brambilla addirittura diffamatorie nei confronti degli organizzatori. «La ministra animalista che fa ridere i polli», ha commentato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, chiedendosi ironicamente se ci sia qualche Paese straniero che paga il ministero del Turismo per diffondere tali annunci.

Ma una stroncatura arriva anche dalle fila dello stesso Pdl. Gli onorevoli Valducci e Lorenzin liquidano infatti la vicenda così: «Dev’essere stato il caldo agostano, o la scarsa conoscenza della storia e delle tradizioni italiane, ad aver indotto il ministro Brambilla a proporre l’abolizione del Palio di Siena. Al contrario di quello che asserisce il ministro, i cavalli nel Palio sono trattati con affetto e rispetto, diversamente da quanto avviene con i tori nelle corride». Secondo i due pidiellini, quello reso dalla Brambilla non è di certo un buon servizio al turismo nella penisola.
PIETRO SALVATORI

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