Top

NUOVI SCENARI IN PARLAMENTO: COSA CI ASPETTA DOPO IL ‘TERZO POLO’?

agosto 4, 2010 di Redazione 

Si attende con ansia il voto di sfiducia sul sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, previsto per il tardo pomeriggio. Come dice il nostro Stefano Catone “il voto sarà palese, ma l’esito incerto”: molti sono gli scenari che si aprono in questa nuova fase della legislatura. Ed un nuovo assetto si impone nelle stanze del potere. Il giornale della politica italiana è qui per raccontarvelo. Iniziamo dunque con questo primo pezzo, in cui i protagonisti della nostra politica prendono parola in un susseguirsi frettoloso di dichiarazioni, che non fanno che palesare il fermento di queste ore. Prossimo appuntamento: l’esclusiva intervista del nostro Salvatori a Carmelo Briguglio. Per ora non vogliamo fare ulteriori anticipazioni, basti dire che nuovi orizzonti divengono possibili. Intanto Catone, sentiamo.

Nella foto, Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini

di Stefano CATONE

“Una scelta senza senso”, così il premier Silvio Berlusconi bolla l’accordo raggiunto tra Fli, Udc, Api e Mpa di astenersi dalla votazione della mozione di sfiducia presentata da PD e IdV sul sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, coinvolto in quella che è stata ribattezzata P3, e quindi indagato per associazione segreta.

Il voto sarà palese, ma l’esito è incerto più che mai. Stando ai numeri il governo dovrebbe riuscire ad assorbire il colpo ma, nel caso in cui fosse confermata la fiducia con un margine troppo stretto di voti, le frizioni politiche potrebbero comunque portare Berlusconi a compiere una scelta decisiva, e cioè quella di forzare il ritorno alle urne. Commentando la decisione del “terzo polo”, Berlusconi ha infatti spiegato che si tratta del “segnale che vogliono continuare ad indebolirci e cercano il pretesto per rompere”. Ecco perché le sorti del governo sembrano dipendere dall’esito della campagna acquisti operata da Berlusconi, e descritta da Barbara Contini, finiana, come un’offerta di poltrone “affinché non aderissi al gruppo di Futuro e Libertà per l’Italia”.

Nonostante le incertezze, la Lega Nord conferma la volontà di voler continuare con Berlusconi, in qualunque caso “perché la nostra alleanza ha portato grandi risultati”, ha spiegato Maroni che ha anche escluso la possibilità di istituire qualsiasi governo di transizione, neppure se guidato dall’esponente più leghista del PdL: “Non esiste. Ho parlato con lui [Tremonti ndr] ed è perfettamente d’accordo”. Maroni parla chiaramente di elezioni, anche in autunno, perché anche se non ci sono precedenti “questo non può precluderle di fronte a una crisi politica grave che non consente alternative”. Sulla stessa lunghezza d’onda Cota, governatore del Piemonte: “se cade il Governo bisogna tornare al voto. La Lega è per la chiarezza”.
Ulteriori conferme arrivano dal viceministro all’Economia, Giuseppe Vegas, che rassicura: “non è detto che un eventuale voto anticipato cambi il quadro di aspettative economiche”.

Di opposte vedute il Partito Democratico che, attraverso le parole del segretario Bersani, sostiene che un governo di transizione sia “un’evenienza più sensata che andare al voto con questo meccanismo elettorale”. Rosi Bindi, presidente del PD, ha in seguito aggiunto che i democratici non hanno “paura delle elezioni. [...] Però questo è un paese che da otto anni a questa parte fa elezioni che producono elezioni. Ci possiamo permettere di votare con questa crisi? Il mio dubbio è che vogliano andare a votare prima perché non se la sentono di fare un’altra manovra”. Sulle future strategie del Pd – e sui futuri scenari della politica italiana – è intervenuto il vicesegretario Enrico Letta, che crede sia “meglio immaginare una prospettiva con il ‘terzo polo’ che continuare a ragionare con Di Pietro, che un giorno sì e uno no critica e delegittima il Pd”.

STEFANO CATONE

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom