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A 30 ANNI DALLA STRAGE DI BOLOGNA LA LEGGE N.206/2004 VIGE SOLO SULLA CARTA… QUANTO ANCORA BISOGNA ATTENDERE?

agosto 2, 2010 di Redazione 

Sei anni fa il governo Berlusconi promulgava la legge n.206, il cui testo conteneva le ‘nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice’. Oggi, Bologna ancora vestita a lutto 30 anni dopo la strage della stazione centrale, rivendica l’adempimento della medesima. Come sostiene il nostro Pietro Salvatori, attendere oltre l’applicazione di questa norma a quanti potrà mai realmente servire?

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Nella foto, in ricordo della strage dei pensionati sostengono un eloquente striscione

di Pietro SALVATORI

Al netto delle critiche riguardanti l’attualità politica, i comitati che tutelano i parenti delle vittime della strage di Bologna hanno sottolineato ieri l’inadempienza delle istituzioni nell’applicazione della legge 206 del 2004. Grande spazio su tutti i media nazionali, ma quasi nessuno ha spiegato la questione fondamentale: di che si tratta? In cosa il governo tarda ad intervenire?

Il testo, promulgato dal governo Berlusconi il 3 agosto di sei anni fa, è denominato “Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice”, e consta di 16 articoli.
Nel concreto riconosce agli invalidi civili che sono diventati tali a seguito di atti di terrorismo, una maggiorazione nelle pensioni di invalidità. Nei casi di invalidità fino all’80%, si tratta di un aumento di dieci anni di versamenti contributivi, al fine di accrescere la somma complessivamente percepita dai destinatari. Per chi ha subito, invece, un’invalidità superiore all’80%, la legge prevede “il diritto immediato alla pensione diretta”.
Inoltre il testo esenta tutti gli invalidi, nonché i coniugi e i figli, dal pagamento di ogni prestazione sanitaria e farmaceutica.

E’ comprensibile dunque che, a trent’anni dalla strage del 2 agosto, ulteriori ritardi renderebbero la legge del tutto superflua.

PIETRO SALVATORI

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